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lunedì 22 maggio 2017

E' giunta l'ora di un cambiamento straordinario

immagine da: iltuocoach.it
Molti di noi non si rendono conto che sono in atto cambiamenti straordinari.
Perché il mondo sta cambiando?

In questo post sono indicate otto ragioni che inducono a crederlo.





1. C'è sempre meno tolleranza verso l'attuale modello d'impiego.
Stiamo raggiungendo il limite. Le persone che lavorano con le grandi compagnie non sopportano più il loro lavoro. La mancanza di motivazione si fa sentire come se venisse da dentro di noi, simile ad un grido di disperazione.
Le persone vogliono uscirne. Vogliono mollare tutto. Pensate a quante persone sono disposte a rischiare con un'idea imprenditoriale, a chi si concede un anno sabbatico, a quante persone sono affette da depressione o esaurimento legati al lavoro.
2. Il modello imprenditoriale sta cambiando.
Negli ultimi anni, con l'avvento delle startup, migliaia di imprenditori hanno trasformato i loro garage in uffici per dare alla luce le proprie idee da miliardi di dollari. Al centro della nuova imprenditorialità c'era la necessità di trovare un investitore. Ottenere un finanziamento era come vincere la coppa del Mondo.
Ma cosa succede dopo aver ottenuto i fondi?
Torni ad essere un dipendente. Potresti aver coinvolto persone che non condividono il tuo sogno, che non sono d'accordo con il tuo obiettivo e ben presto... tutto gira intorno ai soldi. L'interesse economico diventa la spinta principale del tuo business.
Questo mette in difficoltà diverse persone. Startup eccellenti iniziano a fallire perché il modello incentrato sulla ricerca di denaro è incessante.
C'è bisogno di un nuovo modello d'impresa. Qualcuno lo sta già realizzando.
3. Aumenta la collaborazione.
Molte persone hanno compreso che non ha senso fare tutto da soli. In tanti hanno abbandonato la mentalità "chi fa da sé, fa per tre".
Fermati, fai un passo indietro e pensa. Non è assurdo che noi, 7 miliardi di persone sul pianeta, ci siamo allontanati sempre di più gli uni dagli altri? Che senso ha voltare le spalle alle migliaia, forse milioni di persone che vivono intorno a te, nella tua città? Ogni volta che ci penso mi sento triste.
Per fortuna le cose stanno cambiando. Le teorie dell'economia collaborativa sono sempre più seguite e questo ci dischiude nuove direzioni. La direzione della collaborazione, della condivisione, del sostegno reciproco, dell'unione.
È bellissimo rendersene conto. Mi commuove.
4. Finalmente capiamo davvero cos'è Internet.
Il web è una cosa straordinaria e solo adesso, dopo anni, ne stiamo comprendendo la forza. Grazie a Internet il mondo è aperto, privo di barriere e di separazioni. Ha reso possibile la solidarietà, la collaborazione, il sostegno reciproco.
Per alcune nazioni internet è stato il principale catalizzatore di vere e proprie rivoluzioni, come nel caso della Primavera Araba. Oggi in Brasile stiamo iniziando a fare un uso migliore di questo fantastico strumento.
Internet sta sferrando duri colpi al controllo delle masse. I grandi gruppi mediatici che controllano le notizie in base al messaggio che vogliono veicolare ed a quello che vogliono farci leggere non sono più gli unici "proprietari" delle informazioni. Seguiamo quello che vogliamo. Esploriamo ciò che ci interessa.
Con l'avvento di Internet, i "piccoli" non restano in silenzio. C'è una voce. L'ignoto viene alla luce. Il mondo è più unito. E il sistema può crollare.
5. Il consumismo sfrenato è diminuito.
Per troppo tempo siamo stati manipolati per consumare il più possibile. Comprare ogni nuovo prodotto sul mercato, l'ultimo modello di automobile, di iPhone, tonnellate di vestiti e scarpe. Praticamente tutto ciò su cui potevamo mettere le mani.
Andando controcorrente molte persone hanno capito di essere sulla strada giusta. Il "lowsumerism" (basso consumismo), una vita più lenta, il ritorno allo "slow food" sono solo alcuni esempi delle iniziative intraprese che ci mostrano l'assurdità del modo in cui organizziamo le nostre vite.
Sono sempre meno le persone che utilizzano l'auto o spendono più del dovuto. Mentre invece aumenta il numero delle persone che ricorrono allo scambio di indumenti (lo swapping), comprano oggetti usati, condividono risorse, macchine, appartamenti, uffici.
Non abbiamo realmente bisogno di tutto quello che ci impongono. La consapevolezza che esiste un nuovo modello di consumo può colpire al cuore delle società che si fondano sul consumismo esagerato.
6. Alimentazione sana e biologica.
Siamo stati così folli da accettare di mangiare qualsiasi cosa! Bastava che avesse un buon sapore, per noi andava bene.
Siamo stati così incoscienti che le aziende hanno iniziato ad avvelenare il nostro cibo e noi non abbiamo detto una parola.
Ma poi qualcuno ha iniziato a svegliarsi, rendendo possibile un' alimentazione sana e fondata sul biologico.
Questo cambiamento è sempre più forte.
Cos'ha a che fare con l'economia e con il lavoro? Praticamente tutto, direi.
La produzione di cibo gioca un ruolo chiave nella nostra società. Se cambiamo il nostro approccio mentale, le nostre abitudini alimentari e i nostri consumi, le multinazionali dovranno rispondere e adattarsi al nuovo mercato.
Il piccolo produttore è di nuovo importante per l'intera catena di produzione. Le persone stanno coltivando piante e semi nelle loro abitazioni.
Questo trend può dare nuova forma all'intero sistema economico.
7. Il risveglio della spiritualità.
Quanti dei vostri amici praticano Yoga? Quanti si dedicano alla meditazione? Ora tornate a 10 anni fa, quanti conoscenti erano dediti a queste attività?
Per troppo tempo abbiamo associato la spiritualità a persone "strane", mistiche.
Per fortuna anche questo sta cambiando. Siamo arrivati al limite della ragione e della razionalità. Ci siamo resi conto che affidandoci solo alla nostra parte cosciente non possiamo capire davvero tutto quello che succede intorno a noi. C'è qualcos'altro e sono certo che volete esplorare questo mistero.
Vogliamo capire come funzionano le cose, la vita. Cosa succede dopo la morte, cos'è questa energia di cui le persone parlano così tanto, cos'è la teoria dei quanti, come i pensieri possono essere materializzati e plasmare la nostra percezione della realtà. Cosa siano le coincidenze e il sincronismo , come funziona la meditazione, com'è possibile curarsi usando solo le mani, come queste terapie alternative (non sempre approvate dalla medicina ufficiale) possono funzionare davvero.
Le aziende permettono ai dipendenti di meditare. Nelle scuole si insegnano ai ragazzi tecniche di meditazione. Pensateci.
8.  L'ascesa del cosiddetto "un-schooling"come modello d'istruzione alternativo.
Chi ha creato questo modello d'insegnamento? Chi ha stabilito le lezioni che dobbiamo seguire? Chi ha deciso le lezioni del programma di storia? Perché non ci insegnano la verità sulle altre civiltà antiche?
Perché i bambini dovrebbero seguire un determinato insieme di regole? Perché dovrebbero osservare ogni cosa in silenzio? Perché devono indossare un'uniforme?E perché dobbiamo sostenere dei test per dimostrare quello che abbiamo imparato?
Il modello che abbiamo sviluppato non fa altro che formare dei seguaci del sistema. Che trasforma le persone in esseri umani ordinari e mediocri.
Per fortuna molte persone stanno lavorando per rivedere questo modello attraverso i concetti di unschooling (letteralmente imparare senza andare a scuola), "hackschooling" e homeschooling (nuovi modelli educativi, in cui ognuno può modellare il proprio insegnamento a seconda dei propri interessi e del proprio stile di apprendimento) .
Forse non ci avete mai pensato e potreste restare scioccati. Ma il cambiamento è in atto.
In silenzio le persone si stanno risvegliando, rendendosi conto di quanto sia folle vivere in questa società.
Pensate a tutte queste nuove metodologie e provate a rintracciare ancora un po' di normalità in tutto quello che ci hanno insegnato finora. Non credo la troverete.

Decreto vaccini social

Davanti ai mezzibusti che spiegano il decreto vaccini, quanti si sono straniti come me per questa improvvisa efficienza, multe salate, controlli serrati? Quanti hanno pensato: che strana questa risposta pronta dello stato, questo pugno di ferro che non si è mai visto, contro l’evasione fiscale, contro la mafia, gli abusi edilizi, la corruzione, l’inefficienza generale? Fra due giorni è l’anniversario della strage di Capaci. Un decimo del decisionismo impiegato per rendere obbligatori i vaccini e sapremmo chi è stato.

Sentire i politici e le loro emanazioni televisive nei Tg che sostengono di difendere “la scienza” suona male. Non ci crede nessuno che sappiano qualcosa di scienza, che siano anche vagamente aggiornati sulle scoperte sconvolgenti degli ultimi 20 anni. Che abbiano sentito nominare Ilya Prigogine, che si siano interessati alla fisica quantistica, che si siano interessati a capire meglio la teoria della relatività, le nuove teorie sull’evoluzione della specie e dell’universo, della materia oscura. 
Se avessero mai provato una qualche curiosità non parlerebbero così, non sarebbero così arroganti e irrispettosi di tutto. 
Ma lasciamo perdere “la scienza”. Pensiamo alla salute che è meglio. Non pensate anche voi che se avessero a cuore la salute dei bambini farebbero qualcosa per la terra dei fuochi, per l’ambiente, per tutti i veleni contenuti nel cibo?

Non so nulla delle ragioni di chi si oppone ai vaccini e nulla mai saprò mai perché non si può approfondire tutto. Posso solo testimoniare che quelli della mia generazione il morbillo per esempio se lo sono preso e siamo ancora qui. E indubbiamente se si può evitare il morbillo siamo tutti contenti, c’è però qualcosa di indiscutibilmente violento nel modo in cui se ne parla. Di indiscutibilmente ipocrita.
Nel ghetto dei social, l’unico luogo in cui possiamo esprimerci e ancora per poco, serpeggia la rabbia per questa imposizione. Ma si sa qui siamo webeti, non come il ministro della salute che non ha nemmeno la laurea o quella dell’istruzione col diploma per insegnare all’asilo. O come i tanti che sono intelligenti solo perché occupano molto spazio in tv.
FONTE: testo tratto da un post pubblicato sulla pagina facebook di Sabina Guzzanti

lunedì 15 maggio 2017

Cannabis terapeutica ai tempi di Gesù

Gesù Cristo faceva uso di Cannabis. L’affermazione per quanto sconvolgente è stata riportata in un articolo dal prestigioso quotidiano britannico The Guardian. Nello specifico sembra che si sia scoperto che l’olio dell’unzione conteneva un ingrediente chiamato kaneh-bosem identificato come un estratto della Cannabis. Secondo quanto scritto da Cris Bennet in un articolo apparso su High Times, e intitolato provocatoriamente “Gesù era un fattone” si può leggere che “gli oli usati da Gesù erano “letteralmente intrisi di questa potente miscela, anche se le persone più moderne scelgono di fumarla, ma quando i suoi principi attivi sono trasferiti in un vettore a base di olio, la cannabis può anche essere assorbita attraverso la pelle”.

Se fosse realmente vero il risultato del suddetto studio è chiaro che si aprirebbero scenari inquietanti sia per la Chiesa che in generale per le istituzioni che continuano ad avallare delle politiche proibizioniste, proprio facendosi scudo con i dettami religiosi. Infatti sarebbe evidente che tutte le certezze sull’immoralità della cannabis verrebbero meno, e a farle crollare sarebbe proprio colui nel cui nome è fondata tale moralità. Un cortocircuito etico che avrebbe il merito di smascherare l’ipocrisia di istituzioni secolari che si arrogano il diritto di affermare come universalmente condivisibili comportamenti la cui moralità dipende semplicemente dall’arbitrio della bocca che li ha pronunciati. Lo stesso Bennet è di questo avviso, citiamo a tal proposito un altro passo del suo articolo “Se la cannabis è uno degli ingredienti principali di questi oli, la ricezione di questo olio è ciò che ha reso Gesù il Cristo, e i cristiani suoi seguaci, e oggi perseguitare coloro che fanno uso di cannabis potrebbe essere considerato anticristiano”. Parole ineccepibili.


LA CANNABIS SACRA – Gesù e gli apostoli erano quasi sicuramente consumaori di cannabis e tra i sostenitori dell’uso medico degli estratti di marijuana. Un’ipotesi recente suggerisce addirittura che alcune delle “miracolose” guarigioni ottenute dal gruppo siano merito dell’applicazione della sostanza sui pazienti.


INGREDIENTE DELL’EBRAISMO – A suo rinforzo, il professore di mitologia classica alla Boston University, Carl Ruck, ha chiarito: «Ci possono essere pochi dubbi sul ruolo della cannabis nella religione ebraica», aggiungendo che «Ovviamente la facile reperibilità e la lunga tradizione dell’uso della cannabis nell’ebraismo, avranno inevitabilmente spinto al loro impiego anche tra i primi cristiani», che comunque all’epoca ancora non erano ancora cristiani, è bene ricordarlo, ma ebrei al seguito di un profeta ebraico.


IL PROIBIZIONISMO È ANTI-CRISTIANO – Bennet comunque è chiaramente interessato alla questione per esigenze di bottega e non lo nasconde, concludendo che se Gesù usava la cannabis come se fosse la cosa più normale del mondo, crimininalizzare chi la usa e proibirla diventa un comportamento chiaramente anti-cristiano.


Il dibattito sulla cannabis è sempre molto acceso. In Italia e in molti paesi del mondo la sua vendita è illegale, nonostante fino ad oggi non si sia capito quali sarebbero i gravi effetti per la salute. Viviamo in una società che fa dell’ipocrisia una bandiera e il cui principale interesse è quello di arricchire le varie lobbies. Tra le istituzioni maggiormente contrarie all’uso della cannabis c’è sicuramente la Chiesa cattolica, che non fa alcuna distinzione tra droghe pesanti e leggere. Tutte vengono considerate alla pari, nonostante la cannabis sia utilizzabile per scopi terapeutici e i suoi effetti positivi siano ormai dati per acquisiti dalla scienza medica.


Eppure quello che scrive The Guardian, autorevole quotidiano inglese, dovrebbe almeno un po’ scuotere il mondo cattolico. “Gesù fu come quasi certamente un consumatore di cannabis e uno dei primi sostenitori della proprietà medicinali della droga, secondo uno studio di testi scritturali pubblicati questo mese – scrive Duncan Campbell. – Lo studio suggerisce che Gesù e i suoi discepoli hanno usato il farmaco per effettuare guarigioni miracolose“.


L’olio dell’unzione usato da Gesù e dai suoi discepoli conteneva un ingrediente chiamato kaneh-bosem che da allora è stato identificato come estratto di cannabis, secondo un articolo di Chris Bennett nella rivista sulla droga, High Times. L’incenso usato da Gesù nelle cerimonie conteneva anche un estratto di cannabis, suggerisce Bennett, che fa riferimento ad studiosi a sostenere le sue affermazioni.


Citando il Nuovo Testamento, Bennett afferma che Gesù unti i suoi discepoli con l’olio, li ha incoraggiati a fare lo stesso con altri seguaci. ”Se la cannabis l’unzione e la ricezione di questo olio sono ciò che hanno fatto Gesù il Cristo e i suoi seguaci cristiani, poi perseguitare coloro che fanno uso di cannabis potrebbe essere considerato anticristiano”, conclude Bennett.


“Anche a Gesu‘ piaceva la cannabis“. Un’affermazione di questo tipo potrebbe scandalizzare qualcuno e fare gridare alla blasfemia qualcun altro se non fosse il risultato di uno studio britannico. A stabilire che il Messia faceva regolare uso di marijuana è stato il ricercatore Chris Bennett. Le sue analisi sono poi state pubblicate già anni addietro da varie testate, come la rivista High Times o il quotidiano The Guardian.


Il fautore di queste ricerche è lo studioso Chris Bennett.Queste sono partite dall’analisi di una sostanza di cui si parla spesso nella Bibbia ed in particolare nel Vecchio Testamento.Si tratta del Kaneh-Bosm che non sarebbe altro che estratto di cannabis. Nel testo sacro si può leggere che questa erba era utilizzata come materia di scambio e la si trovava all’interno dell’olio santo per le unzioni.


Questa scoperta è estremamente significativa, in particolare agli occhi della comunità teologica, se si considera il fatto che affermare che Gesù faceva uso di cannabis per i suoi unguenti potrebbe mutare completamente la percezioni dei fatti a noi noti e del mondo in generale.


A quei tempi era semplice venire in possesso di cannabis e questo spiega la diffusione e l’utilizzo in vari campi di questa pianta oggi tanto controbattuta.


Chris Bennett, oltre a mostrare i risultati della sua ricerca, ha anche fatto riflettere il mondo intero con questa sua dichiarazione: “If cannabis was one of the main ingredients of the ancient anointing oil and receiving this oil is what made Jesus the Christ and his followers Christians, then persecuting those who use cannabis could be considered anti-Christ”.


Se perciò i suoi studi venissero confermati la Chiesa sarebbe tenuta a rivedere tante sue dichiarazioni ed in particolare quella secondo la quale coloro che fanno uso di cannabis potrebbero essere considerati anticristiani.


Oggi la medicina si sta battendo perché gli effetti benefici della cannabis vengano riconosciuti e perché questa possa essere prescritta senza problemi ai detentori di particolari malattie.


Di recente è stato infatti verificato come la cannabis abbia importanti azioni lenitive e come di conseguenza, possa avere una notevole efficacia per lenire il dolore causato da specifiche patologie qualiad esempio l’Aids o la sclerosi multipla.


Secondo studi di Tel Aviv pare anche che l’uso della canapa contribuisca a guarire la disfagia, oltre a diminuire il dolore e l’insorgenza di incubi conseguenti a traumi o stress ed a rappresentare un’ottima cura per l’ansia. Per non parlare poi delle possibili proprietà curative per i malati di cancro.


Gesù usava la marijuana. Secondo un lungo e complesso studio realizzato negli Stati Uniti è emerso che Cristo e i suoi discepoli utilizzavano la cannabis per operare “miracolose” guarigioni.


«Del resto – ha spiegato Chris Bennet, massimo studioso di droghe in Usa e autore di libri fra cui: “Green Gold the Tree of Life: Marijuana in Magic & Religion” – l’erba aveva un ruolo importante nelle usanze giudaiche».


Una tradizione, quella della marijuana, che si ritrova nelle etnie di moltissimi paesi. In Giamaica, ad esempio, la cultura rastafari la usava e la usa ancora oggi come sacramento (simile alla nostra comunione), con lo scopo di avvicinare il rasta a Dio e aiutarlo nella meditazione. La tesi di Bennet convince anche altri esperti.


Carl Ruck, professore di Mitologia classica all’università di Boston ribadisce con fermezza come la cannabis avesse un qualche ruolo di primissimo piano nell’ebraismo. Si può affermare che Gesù è stato uno dei primi sostenitori dei poteri terapeutici della cannabis.


«Anche se – precisa ancora Bennet – il realtà Gesù non la fumava, ma la usava come base per i ricavarne olii medicinali. Sono proprio questi i composti che Gesù avrebbe utilizzato nelle cure. Ai malati di pelle o con difetti alla vista venivano somministrate queste sostanze». Il trattato di Bennet rivela che queste miscele contenevano un ingrediente chiamato “kaneh bosem“, cioè un estratto di hashish. Nelle cerimonie e nelle riunioni Gesù, oltre all’incenso, utilizzava erba.


Citando il nuovo testamento, lo studioso americano ipotizza che Gesù abbia consacrato (in pratica battezzato) i suoi discepoli con l’olio alla marijuana e li abbia incoraggiati a fare lo stesso con altri seguaci. Le conclusioni dello studio di Bennet sono di carattere teologico ma anche ironico:

A stabilirlo è stato il ricercatore Chris Bennett. Le sue analisi sono poi state pubblicate già anni addietro da varie testate, come la rivista High Times o il quotidianoThe Guardian.

Molte delle guarigioni miracolose attribuite a Gesu’ potrebbero essere gli effetti benefici degli olii di cannabis assunti durante le cerimonie insieme ai suoi discepoli e proseliti. L’ingrediente “magico” presente negli olii delle unzioni praticate da Gesu’ conteneva un ingrediente chiamato kaneh-bosm che da allora è stato identificato più semplicemente come estratto di cannabis

Tutto lo studio realizzato da Chris Bennett pubblicato in un articolo dal titolo “Gesù era uno sballato?” suHigh Times, arriva alla conclusione che l’olio di cannabis era usato quotidianamente da Gesu’ e dai suoi discepoli, e che addirittura perfino l’incenso usato durante le abituali cerimonie conteneva un estratto di cannabis.

Secondo il professore di Mitologia Classica alla Boston University, Carl Ruck, questo fatto è del tutto verosimile. Ruck ha infatti affermato:

“Ci possono essere pochi dubbi sull’effettivo ruolo della cannabis nella religione giudaica“, perchè era prassi comune fare uso di marijuana, all’epoca. Il professore di Boston ha poi aggiunto: “Ovviamente la facile disponibilità e la lunga tradizione di utilizzo della cannabis nel giudaismo antico le ritroviamo inevitabilmente anche nella cultura dei primi cristiani“.


Le guarigioni miracolose di Gesu’ quindi potrebbero essere state il risultato delle proprietà medicamentose della marijuana, che sotto forma di olio veniva anche assorbita massicciamente proprio attraverso la pelle.


martedì 9 maggio 2017

Israele e statistiche cancro

In questo articolo ( rivista www.ZeitenSchrift.com  64/2009) si commenta la straordinaria rarità della mortalità per cancro in Israele, in Europa l'incidenza è per 120 volte maggiore.  Ecco la traduzione dell'articolo.
.......Traete le vostre conclusioni!
Il direttore del registro nazionale sul cancro in Israele, il dottor Micha Barchana, ha recentemente riferito che il tasso già basso dei casi di cancro nel paese continua incoraggiantemente a diminuire. Ciò vale in particolare nei casi di cancro del colon, della mammella e polmoni.
Già nel 2004 solo 152 persone sono morte di cancro rispetto ai 7,4 milioni di abitanti presenti  in Israele. Ciò si traduce in un dato sensazionale, 0.4 decessi per cancro al giorno. Comparativamente, nello stesso anno 220.000 persone muoiono di Cancro, ovvero 601 persone al giorno, solo in Germania. In Austria i dati dicono che ci sono stati sempre per lo stesso anno un totale di 55 morti per cancro ogni giorno e  in Svizzera "solo" 40.
In Israele, tuttavia, questo valore è in una percentuale ancora più bassa! statistiche israeliane mostrano che la maggior parte delle vittime del cancro hanno la loro origine nella popolazione non ebraica. (La popolazione araba presente in Israele è il 20% )  Quindi il tasso di mortalità per cancro tra gli ebrei è ancora più basso.
fonte: cannabis terapeutica

E tutto questo perché? In Israele le persone vivono in modo più sano? Non proprio!Perché, per esempio, una persona su quattro fuma abitualmente.

La chiave è nel trattamento del cancro stesso: perché Israele nella cura del cancro la priorità è data alla disintossicazione del corpo, dell' anima e dello spirito e il tutto è accompagnato da una dieta sana.

Quindi risulta molto evidente che questo approccio terapeutico naturale funziona in modo molto positivo. E’ un peccato che la medicina tradizionale nel mondo continui ad utilizzare delle esecuzione chemioterapiche, la radioterapia e la chirurgia radicale. Questo apprccio non aiuta.

Nel mondo continuano ad aumentare i malati di cancro. Gli esperti stimano che in realtà ci sono molti più decessi, perché molti malati di cancro muoiono per altre cause  dovute agli effetti dei trattamenti ad essi riservati usualmente, e quindi appaiono nelle statistiche di altre malattie, come decessi dovuti a cause cardiocircolatorie per esempio.
I dati possono chiarire alcune cose. Il tasso annuale di decessi per cancro in un paese è legata alla quantità corrispondente di popolazione di ogni paese in milioni:  su 1 milione di tedeschi sono calcolate 2683 vittime all'anno. Negli USA (composto da 25 Stati membri) nella stessa comparazione mediamente sempre su un milione di persone  2522 muoiono di cancro e in Israele siamo invece a 21 morti su 1 milione (e la maggior parte di questi morti è di origine araba secondo i dati n.d.t.). Di conseguenza, il rischio di morte per cancro in Europa è di 120 volte superiore a quello in Israele.
Si può fare solo una cosa: o emigrare in Israele o essere trattati con la medicina naturale!

FONTE:
Traduzione amatoriale dell’articolo comparso nella rivista Zeiten Schrift n.64/2009 e pubblicato su varie pagine Facebook

Una Repubblica fondata sui vaccini

FONTE: GOOGLE IMMAGINI
Che l’Italia sia soggetta ad una deriva autoritaria che sta minando le più elementari norme di democrazia, per quanto illusoria, non è una novità. Ora il novello fascismo si sta manifestando pienamente in campo sanitario, con le imposizioni riguardanti i vaccini. L’accordo raggiunto ieri tra Stato e Regioni, per rendere obbligatori i vaccini pena il non accesso al nido e alla scuola materna, è il culmine, almeno per ora, di questo comportamento dittatoriale.

È bastata un po’ di campagna mediatica che diffondesse il panico per inesistenti epidemie, da parte dei media asserviti, da sempre, a questo regime, ed ecco che la maggioranza dei cittadini si sono ulteriormente convinti della bontà di tutti i vaccini. Cosa questa in realtà abbastanza discutibile, visto quello che hanno rivelato diverse ricerche indipendenti. Ovviamente, media e governo, non fanno altro che tentare di screditare i risultati di queste ricerche, senza prendere minimamente in considerazione, in maniera scientifica, dati veramente preoccupanti.

Ecco quindi che, ignorando completamente ogni possibile e ragionevole precauzione, siamo arrivati infine all’obbligo, pena l’esclusione dal nido e dalla scuola materna. Però le nanoparticelle di metalli continuano ad essere presenti nei vaccini, come hanno dimostrato le ricerche del dottor Montanari di Modena. E comunque rimane ancora un mistero perché nei vaccini debbano essere contenute, come adiuvanti, sostanze neurotossiche. E di sicuro le multinazionali del farmaco non mostrano nessuna seria sperimentazione da loro compiuta sui vaccini, che ci garantiscano la loro innocuità.

Così come rimane del tutto ipotetica la teoria dell’immunità di gregge, visto che fra l’altro, la copertura di un dato vaccino, per la malattia dalla quale dovrebbe immunizzare, è del tutto aleatoria, quando non del tutto inefficace. Però, oltre che obbligatori, i vaccini, in gran parte, sono diventati anche gratuiti. Gratuiti si fa per dire, visto che concretamente, non li paga la ministra Lorenzin, ma ce li scuciono dritti dritti dalle nostre tasche, e sono centinaia di milioni…

Io, per esempio, vorrei non pagarli, perché sono convinto che l’unico effetto benefico di questo fascismo sanitario, sia per le casse delle multinazionali del farmaco, la cosiddetta Big Pharma, che in questo modo, senza fornire nessun tipo di garanzia sui prodotti che ci rifilano, si incassano, senza colpo ferire, tranne i nostri, fior fior di quattrini. E sai che cosa gliene può fregare al nostro bel governo della nostra salute? Io, così, per principio, conoscendo qualcosa della nostra classe politica, indagherei sui rapporti multinazionali-governo. Perché sono malfidente… posso solo ipotizzare…

Però il dato di fatto è che il governo usa i nostro soldi, per finanziare acquisti multimilionari da multinazionali alle quali, altrettanto, più che la nostra salute, interessa il nostro essere malati. Non ce n’è abbastanza per avanzare qualche dubbio? certo che no, la scienza prima di tutto, e la salute dei nostri bambini, ovviamente! Al punto che ogni dissenso deve essere punito, e già prevedono sanzioni contro i medici che avanzano qualche dubbio sulla validità di tutti questi vaccini, vuoi perché fatti tutti insieme, vuoi per le sostanze che contengono, vuoi per gli interessi che ci stanno dietro.

Quindi, invece di controllare che le multinazionali ci diano certificazioni sicure sui vaccini, puniamo i medici che, basandosi proprio sulla scienza, non quella vantata, o auto proclamata, ma quella dei laboratori, avanzano dei dubbi. Ma dove sono le analisi condotte dal Ministero della Sanità? Dove quelle delle multinazionali? Non si può ribattere semplicemente ‘la scienza siamo noi’ perché è ormai tramontata l’epoca del Re Sole, che affermava di essere lui lo Stato.

Ed è finita anche l’epoca di Mussolini, che ci ordinava di ‘Credere, Obbedire e Combattere’, senza contare che avremmo l’articolo 32 della nostra bella Costituzione Repubblicana che recita:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti."

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. E io voglio essere rispettato, e voglio che i bambini siano rispettati, e voglio garanzie su quello che viene iniettato nei loro piccoli corpicini! Non mi bastano le affermazioni di dubbia validità di chi si trincera dietro l’arroganza del proprio potere!

Eppure, è notizia di questi giorni che, per esempio, il dottor Miedico, è stato richiamato dall’Ordine dei Medici, per le sue posizioni prese, non tanto contro i vaccini in sé, quanto piuttosto per la libertà di scelta. Ma ci sembra un paese civile questo? La mia solidarietà va a tutti coloro che si sono battuti e si batteranno per la libertà di scelta, soprattutto, nel campo della salute. Credetemi, o voi che pensate di poter disporre delle nostre vite come meglio aggrada ai vostri meschini tornaconti, come si diceva tanto tempo fa, Ce n’est qu’un début, continuons le combat! Non è che l’inizio, la lotta continua, e continueremo finché non avremo affermato definitivamente la dignità della persona umana, alla faccia dei potenti che governano la Terra, che ormai di umano hanno ben poco. C’è ancora qualcuno invece, che umano vuole rimanere, ed è il tempo ora di dimostrarlo.

Milano, 30 gen. (AdnKronos Salute) - La Siti, Società italiana di igiene, è "favorevole al superamento dei vecchi obblighi vaccinali, ritenendo che sia oggi superflua la distinzione tra vaccini obbligatori e raccomandati". Si dice inoltre "favorevole a quanto previsto dal nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-19", riguardo la possibilità di "generazione di norme aggiornate per garantire la protezione individuale e collettiva, come l'obbligo di certificazione dell'avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per gli ingressi scolastici. Ciò anche al fine di uniformare le attuali procedure regionali", sottolineano gli igienisti in una nota.

La Siti, si legge, auspica anche "un rafforzamento della rete dei professionisti e delle strutture deputate a gestire i nuovi Lea vaccinali. Operazione necessaria considerando l'incremento di circa il 65% delle sedute vaccinali previste dal nuovo Piano, che includono le 3 dosi di vaccino anti-meningococco B nel primo anno di vita, l'anti-pneumococco e l'anti-zoster negli anziani, l'anti-meningococco tetravalente nell'adolescenza e l'anti-Papillomavirus (Hpv) nei maschi dodicenni", ricorda la società scientifica.

"Per affrontare questa sfida - afferma il presidente della Siti, Fausto Francia - è fondamentale un rafforzamento dei Dipartimenti territoriali di prevenzione, nonché lo studio di ulteriori modalità di offerta vaccinale tramite il coinvolgimento dei diversi professionisti del Servizio sanitario, ognuno in funzione del proprio ruolo"

FONTE:

www.primapaginadiyvs.it/vaccini


www.lasicilia.it/news/salute

domenica 30 aprile 2017

Scie chimiche: da complotto a soluzione salvapianeta

Contrordine ragazzi: le scie chimiche esistono, e sono utili, anzi utilissime. La ventennale campagna di disinformazione sulle scie chimiche, improntata al tentativo di normalizzare ciò che è letteralmente sotto gli occhi di tutti, ha fatto un nuovo passo in avanti, attraverso il mainstream scientifico e televisivo, e travolgendo in questo modo le posizioni storiche di tutti i debunker negazionisti. Un team di ricercatori della celebre università statunitense di Harvard ha infatti messo nero su bianco un progetto che è già in fase di attuazione e che prevede di mettere in volo palloni sonda al fine di disseminare in cielo una nube chimica di particolato allo scopo dichiarato di oscurare il cielo e ridurre le temperature terrestri:
Uno scudo chimico contro il global warming! La notizia è stata prontamente ripresa da tutti i principali media mondiali, dalla BBC al New York Times. Nel nostro paese val la pena menzionare il mensile Focus, che in passato era stato tra i più feroci oppositori di queste teorie, e che adesso invece le riscopre con grande sorpresa.
 1. La fattibilità del progetto
Come spesso detto in passato dai ricercatori “complottisti” che studiano la geoingegneria clandestina e l’effetto di “global dimming” delle scie chimiche, basta irrorare una piccola percentuale del cielo per aumentare significativamente la capacità dell’atmosfera di riflettere i raggi solari: basterebbe l’1% del cielo. Il progetto di Harvard si spinge anche più in là, e si propone di irrorare dal 2 al 4% del cielo per abbassare le temperature di 1,5 gradi centigradi, per riportare la temperatura ai livelli terresti pre-industriali.
2. L’opportunità di farlo
A questo punto, capita la proposta, bisognerebbe chiedersi come per ogni altra scoperta scientifica se è opportuno, etico, e giusto portare avanti quelle azioni oppure no. Il dialogo relativo a questo progetto dev’essere stato qualcosa del genere:
F: Ciao David, lo sai che ho iniziato una nuova dieta?
D: Ah sì? Bravo Frank, era ora che ti mettessi a mangiare di meno, vecchio trippone!
F: Ma che dici David, io con la mia dieta posso mangiare quello che mi pare: pasta, dolci, fritti, mi posso pure strafogare di bignè con la nutella!
F: Ah, ma poi come fai?
D: Facile: mi sbombo di anfetamine, e calo lo stesso!
F: Uhm! Aspetta, aspetta che mi è venuta un’ideona…
Il progetto serve infatti a controbilanciare l’imponente consumo di petrolio e altri combustibili fossili, senza minimamente ridurlo. Anzi, aggiungiamo altro inquinamento volontario per oscurare il cielo, e poter così restare al fresco e continuare a bruciare carburanti.
3. Aerei o Palloni?
La parte più ridicola della stesura del progetto dev’essere stata quella di evitare di menzionare l’uso degli aereoplani, che sono il mezzo più logico per fare queste irrorazioni rapidamente e dove serve, per cercare di dissimulare il fatto che queste cose vengano fatte anche adesso. Ma appena tre anni fa, quando il progetto era ancora in fase di sviluppo, la pubblicazione ufficiale di Harvard non si faceva grossi problemi a mettere nelle immagini gli aerei:
Allo stesso modo anche la recentissima intervista di The Verge all’ideatore del progetto mostra al minuto 1:35 che vengono mandati degli aerei oltre la troposfera (15 km di altitudine) nella stratosfera per lasciare le scie dei composti chimici selezionati.
La versione con i palloni è stata quindi ripescata dal progetto del 2011 con cui collaborava anche Cambridge, dove palloni sonda delle dimensioni dello stadio di Wembley sarebbero dovuti restare in volo e collegati con un tubo di 20km con la nave sottostante, che avrebbe pompato in atmosfera più di 1 milione di tonnellate di composto chimico all’anno.
4. Il materiale
Fino allo scorso anno il progetto prevedeva il rilascio di solfati, che assieme all’ossigeno e all’acqua presenti in sospensione nella stratosfera, si sarebbero combinati assieme per realizzare niente meno che acido solforico in sospensione; un vero incubo per le relazioni pubbliche, dover spiegare che per combattere il global warming dovevamo accettare di spargere acido solforico in atmosfera! Così ora la scelta di ripiego del progetto è di prevedere una prima fase esplorativa in cui verrà rilasciato innocuo vapore acqueo, ma è già stabilito che dal 2022 si provvederà ad irrorare Ossido d’Alluminio, cioè l’Allumina: un sottorpodotto della Bauxite usato nell’industria del vetro per aumentare la riflettività delle superfici. L’argomentazione la si può camuffare un po’, ma anche questa è sempre roba che non vorremmo comunque ingerire.
5. Dimensioni del particolato
Il video del TG2 si premura di ricordarci che queste particelle saranno piccolissime: un millesimo di millimetro. L’intento è ovviamente quello di sminuire il pensiero che questo materiale, una volta inalato, possa causare dei problemi: dopotutto anche la polvere dell’eruzione del Pinatubo del 91 è rimasta in aria per un paio d’anni… poi è ricaduta al suolo, sulle persone, sui corsi d’acqua, sulle coltivazioni. Ecco perchè il giornalista ci parla di particelle piccolissime, ma purtroppo qui non stiamo parlando della quantità, che sarà sempre la stessa, ma piuttosto della dimensione di ciascuna particella, ed in questo caso più piccole sono le particelle e più strati protettivi del nostro apparato respiratorio esse riescono ad oltrepassare.
Nel nostro caso il Particolato PM1 (un millesimo di millimetro) può oltrepassare il naso, la laringe, i bronchi per andare a fissarsi proprio negli alveoli.
Buon appetito!
6. Il pericolo per il pianeta
Curiosamente c’è anche qualche scienziato che è contrario all’idea del progetto: pare che ci sia un motivo se le modificazioni climatiche su scala planetaria sono proibite dall’ONU. Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite ricorda infatti che alterare la temperatura può portare scompensi imprevisti nel ciclo naturale delle precipitazioni, ed uno studio del 2013 del Met Office mette esplicitamente in relazione le polveri sottili in sospensione con una posibile carestia da siccità in Africa. Anche senza pensare alle ricadute di Ossido d’Alluminio, cosa accade se si oscura il cielo alla vegetazione sottostante? E se lo si fa sul mare, cosa accade alle alghe, all’ecosistema marittimo?
Tante belle domande, fermo restando ovivamente che l’occidente non può rinunciare al suo stile di vita.

7. Il costo

Un ultima osservazione: il costo di questo bel progetto è di 20 milioni di dollari, quanto l’investigazione del NIST sui tre crolli del 9/11, per intenderci. Proibitivo? No, tranquilli, hanno già trovato i primi finanziatori: 7 milioni di dollari li mette un consorzio di ONG e Fondazioni, tra cui non poteva mancare ovviamente la fondazione di Bill Gates.
Ma questo è solo l’inizio, a regime il progetto dovrebbe costare intorno a 10 miliardi di dollari all’anno. Tranquilli, troveranno anche questi, cari contribuenti. Dopotutto ricordiamoci che questo è solo il riconoscimento ufficiale di quello che stava già avvenendo, in questi 20 anni chi credete abbia pagato?
Conclusioni
Le rivelazioni del progetto di Harvard hanno quindi cancellato anni e anni di indefesso lavoro di negazionismo da parte dei debunker, come il nostro Paolo Attivissimo che scherniva i ricercatori indipendenti domandandosi: chi ci guadagna quando in cielo piove? I venditori di ombrelli. Quindi le scie chimiche le fanno i venditori di ombrelli!
Harvard oggi ci spiega invece che con le scie chimiche ci guadagna il consumismo sfrenato, ed in particolare chi può continuare a vendere carbone e petrolio, a discapito degli umani, degli animali e della vegetazione di tutta la terra.
Fa un po’ meno ridere così, vero?
Farà ridere ancor meno la prossima volta, quando ci diranno che questa scelta era così obbligata che sono anni che è stata già presa, e in cui queste cose già le fanno.

mercoledì 26 aprile 2017

Vari tipi di solitudine

Una persona che impara a stare bene da sola non si accontenta più della compagnia di chiunque.


FONTE: labottegadelbarbieri.org

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.
Imparare a stare bene da soli è una delle più grandi battaglie della vita.



Esistono diversi tipi di solitudine, quella voluta, quella indotta e poi, la peggiore, quella ricorrente nonostante la presenza di qualcuno nella propria vita. Ci si sente veramente soli quando quando si ha accanto qualcuno che non da valore al nostro tempo.

Nonostante i rumori quotidiani del mondo troppo spesso i nostri pensieri rimbombano nella mente facendo troppo rumore e, generalmente, quelli più ricorrenti, sono proprio i pensieri che ci fanno più male. Ed è allora che si tende a riempire i propri spai vuoti, con persone, situazioni, interessi e molto altro. Di tutto pur di non sentire ancora e ancora quel dolore. La sofferenza mentale è spesso paralizzante, perchè ti tocca proprio nella parte più intima di te. Affonda lentamente dentro noi stessi ancorando le proprie radici saldamente e – a tratti – ci impedisce di respirare.


Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi,si tratta fondamentalmente della paura di essere soli. (Charles Bukowski)

Chi rifugge la solitudine è generalmente una persona che soffre e quando una persona prova una morsa lancinante allo stomaco farebbe qualsiasi cosa per avere uno spiraglio di luce. Rimanere da soli con se stessi fa paura, perché costringe ad avere a che fare con le proprie paure, quelle più nascoste, quelle che cerchiamo ogni giorno di soffocare dentro noi stessi.


La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
(Giacomo Leopardi)

Una persona che riesce a stare bene da sola è una persona che ha imparato a conoscersi e, soprattutto, ad accettarsi. Ha imparato ad affrontare i propri fantasmi del passato, a volersi bene anche senza una persona accanto.
Occorre parecchia forza per riuscire ad amare la propria solitudine.

Solo una persona che ha veramente toccato il fondo è in grado poi di assaporare veramente la solitudine, e quando la solitudine è diventata una compagnia fedele anziché una nemica si inizia a dare valore al proprio tempo. Non ci si circonda più di false presenze. Non si scende più a compromessi con se stessi. Non ci si rassegna ad una presenza altalenante che ci fa comunque sentire soli.


Pensavo che la cosa peggiore nella vita fosse restare solo. No, non lo è. Ho scoperto invece che la cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo.
(Robin Williams)

FONTE (Link)



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