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lunedì 23 marzo 2015

CO2 PETROLIO DEL FUTURO. VOLTIAMO PAGINA!?


Non pensate all’anidride carbonica come una minaccia per il clima planetario, anzi, pensate ad essa come ad una risorsa preziosa. Questo è il messaggio lanciato da due conferenze che esaminano le questioni chiave relative ai cambiamenti climatici.
Siamo di carbonio, la vita è carbonio….il carbonio ci dà la vita, il carbonio ci dà il cibo, lo stoccaggio del carbonio ci dà energia. Carbonio è la chiave del nostro futuro. Non è uno spreco. Ci dà il legno, ci dà lo zucchero, ci dà i cereali. Senza anidride carbonica, è impossibile avere qualsiasi tipo di cibo sulla superficie della terra” sono parole di Jacques Amouroux, ingegnere chimico presso il Pierre e Marie Curie di Parigi, al vertice di una conferenza organizzata dalla European Materials Research Society che discute sulle sfide del mondo, inclusi energie sostenibili e cambiamento climatico. Altra conferenza a Essen (Germania),Conference on Carbon Dioxide as Feedstock for Chemistry and Polymers, ha scoperto l’anidride carbonica come risorsa utile e opportunità di business grazie alle tecnologie legate alle emissioni di CO2 come materia prima, per l’industria chimica e per la fabbricazione di materie plastiche 
Il CO2, da incriminato, diventa cura, salvezza, pietra filosofale, e prognostica Ralph C. Merkle: “Se i termini: Età della Pietra, Età del Bronzo ed Età del Ferro derivano dagli strumenti che gli esseri umani hanno fabbricato, allora, la nuova era tecnologica in cui stiamo entrando potrà a buon diritto essere definita: Era del Diamante”.
Sarà davvero così?
Il CO2, secondo questi scienziati e visionari, tornerà ad essere alleata della vita. Tutto sommato, ricorda qualcuno, la vita sulla Terra ha prosperato con successo per 3 miliardi di anni – contando sul biossido di carbonio in combinazione con l’acqua e l’energia solare.
David Keith, geo-ingegnere di spicco e noto diffusore delle teorie catastrofiste che attribuiscono al CO2 un ruolo malefico (sponsorizzato dal lungimirante Bill Gates), presenta un suo marchingegno che succhia il biossido di carbonio dall’atmosfera.C’è chi parla di conflitto di interesse del ricercatore con doppio impegno. Cosa risponderebbe Keith?
L’IPPC promuove il sequestro di CO2 come tecnologia chiave per contrastare il riscaldamento globale. A sostegno delle posizioni pubblicate nel quinto rapporto, vediamo in prima linea il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), uno dei centri maggiormente partecipe alla stesura del rapporto insieme a: Carlo Carraro 

(La roadmap del CO2 (o anidride carbonica nota anche come biossido di carbonio o diossido di carbonio) è disegnata in dossier, progetti e pagine governative. Il problema principale nella creazione di una rete di impianti per la realizzazione di questi progetti , oltre ai rischi geofisici, legislazioni inadeguate o assenti ed altro ancora, è l’altissimo costo da affrontare.
Chi paga? Chi creerà gli impianti e dove saranno?
Notiamo con grande sorpresa certe multinazionali, le maggiori inquinatrici del pianeta, a chiedere di mettere un prezzo chiaro alle emissioni di CO2. Le tecno-fix fantasie sono ben accolte anche dalle compagnie petrolifere.
Royal Dutch Shell ed Unilever, unite ad un centinaio di multinazionali, tra le quali colossi come Bp, Alstom, Acciona, Electricite de France (Edf), Energy unit, Skab ed Aviva, hanno chiesto di accordarsi sul prezzo globale per le emissioni di carbonio per contenere il global warming, sottoscrivendo un appello del Leaders Group on Climate Change, promosso dal principe del Galles Carlo (3).
Forse si è svegliato un senso di responsabilità. O semplicemente si intravede una prospettiva davvero allettante. Il Carbon Capture and Storage (CCS) offre l’occasione di una rinnovata leadership planetaria, ma sono i leader di sempre ad accaparrarsi il posto di comando. L’opinione pubblica dovrà essere invogliata a sostenere le modifiche strutturali dell’ambiente e rischi connessi, ma sopratutto dovrà convincersi di voler finanziare questa gigantesca trasformazione.
Premere il pulsante di emergenza è strategia vincente e si preme da tempo.


Le grosse aziende energetiche


uniscono nel Capture Project CO2 ( PCC)lo sforzo di far progredire le tecnologie e creare la base per la cattura su scala industriale della CO2(CCS). Il PCC, dalla data della sua costituzione nel 2000, ha intrapreso più di 150 progetti coinvolgendo vari settori: la scienza, l’economia e le applicazioni di ingegneria della cattura e lo stoccaggio di CO2 . Il gruppo ha lavorato a stretto contatto con le organizzazioni governative – tra cui il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, la Commissione Europea e più di 60 organismi accademici e istituti di ricerca globale.
A livello europeo è la CGS Europe preposta al coordinamento sullo stoccaggio geologico di CO2 , qui la pagina WEB http://it.cgseurope.net/e i loro partnerhttp://it.cgseurope.net/Partners.aspx?section=377
Non è una meta lontana. Si stima che entro il 2050, per garantire il trasporto del CO2 dei vari progetti su scala industriale, dovranno essere costruiti oltre 200.000 km di pipeline, per uncosto di 2.500 – 3.000 miliardi di US$.
Tecniche satellitari consentono di monitorare ed indicare il sottosuolo adatto all’iniezione di anidride carbonica. Saranno favorite zone con scarsa oppure assenza di vegetazione.
Il documento Global Carbon Capture and Sequestration- Markets and Strategies: 2010–2030 amplifica la visuale di progettazione, va appunto fino al 2030. Sfogliando il materiale a disposizione, poco ci vuole per comprendere che si sta profilando una nuova economia dai giganteschi profitti. Ma il business dell’anidride carbonica è già inaugurato e da tempo: la CO2 è ampiamente adoperata in molti settori. Più delle volte si utilizza anidride carbonica pura che si presenta come prodotto derivato da processi chimici e biochimici o dall’estrazione da sorgenti naturali.
Lo stoccaggio dell’anidride carbonica è previsto in vecchi pozzi. Profitti consistenti sono garantiti e forse non in misura minore con la creazione di pozzi nuovi .
L’utilizzo del CO2 è già realtà in moltissimi settori.
Il CO2 esiste in forma di GHIACCIO SECCO (ovvero anidride carbonica raffreddata). Viene prodotto tramite compressione e raffreddamento del biossido di carbonio gassoso fino alla liquefazione, successivamente viene espanso per produrre la cosiddetta “neve carbonica”. La neve carbonica viene quindi pressata mediante una pressa idraulica per ottenere le pezzature desiderate, e sono pellets, fette o blocchi. E’ utilizzata come mezzo surgelante/raffreddante nell’industria alimentare al posto dei sistemi basati sull’azoto o i CFC (clorofluorocarburi). E’ utilizzata come refrigerante nei sistemi ad aria condizionata per l’industria.
USO nel SETTORE INDUSTRIALE: Pulizia di stampi e piastre – Manutenzione e rimozione di vernice – Sabbiatura criogenica – Congelamento di falde acquifere – Spedizione e trasporto di prodotti freschi o congelati – Raffreddamento di impasti – Raffreddamento di uve e mosti (utilizzato per la conservazione dell’uva appena raccolta) – Raffreddamento di carne macinata durante il mescolamento – Controllo della temperatura della carne durante la fase di salatura – Pulizia stampi, piastre di cottura, nastri trasportatori…..

USO nelle COLTIVAZIONI: E’nutriente indispensabile per la crescita dei frutti e fiori e ingrediente apprezzato nelle coltivazioni olandesi che usa il CO2 puro per le colture di pomodori ed altro, migliorando la crescita dell’orticoltura in serra (il mainstream invece diffonde in questi giorni questa notizia: Il CO2 in aumento diminuisce il potere nutrizionale delle coltivazioni).

USO di CO2 per la depurazione delle ACQUE reflue civili ed industriali.
USO nella GEOTERMICA si sperimenta la possibilità di utilizzare CO2, invece di acqua come fluido di scambio di calore nella produzione di energia geotermica.
USO in ESTINTORI a CO2. In un’atmosfera di biossido di carbonio il fuoco si spegne, per questo alcuni tipi di estintore contengono biossido di carbonio liquido sotto pressione a 73 atmosfere.

GHIACCIO SECCO E MODIFICAZIONE DELLE CONDIZIONI METEOROLOGICHE-ATMOSFERICHE

I metodi noti del cloudseeding consistono nel rilascio nell’atmosfera di sostanze chimiche come ghiaccio secco e ioduro d’argento, creando una reazione di congelamento del vapore acqueo e dunque nuvole artificiali. Inseminando e raffreddando nubi con pellet di ghiaccio secco si creano piogge e nevicate artificiali. La prima dimostrazione avvenne nel 1946 e diede fama all’inventore Vincent Schaefer. E’ possibile creare nebbie artificiali con il ghiaccio secco e influire sugli uragani è oggetto di studio (test reali) dagli anni cinquanta.
LASER al biossido di carbonio 
Il laser ad anidride carbonica (laser CO2) è stato uno dei primi modelli di laser a gas ad essere inventato, da Kumar Patel dei Laboratori Bell nel 1964, ed è oggi uno dei più usati in assoluto in campo medico e industriale. Il materiale attivo è costituito da sostanze molecolari in fase gassosa, ed in questo caso, da una miscela di biossido di carbonio (anidride carbonica) CO2, azoto N2 ed elio He.

La grande svolta sarà questa: il CO2 promette di essere risorsa infinita per la produzione di carburante, plastica e altro ancora. Si inizia a parlarne:

Nel Regno Unito un team di scienziati e ricercatori è riuscito a produrre della benzina utilizzando solo anidride carbonica estratta dall’aria. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il mondo delle automobili. Un processo ispirato alla fotosintesi permette di produrre carburante a partire dall’anidride carbonica dell’atmosfera. Non è fantascienza.Tutto ciò che serve è CO2, vapore acqueo ed energia elettrica (per elettrolisi). 
Il CO2 stoccato troverà utilizzo nelle produzioni plastiche, sarà trasformata in poliuretani, sostituendo materie plastiche a base di petrolio. Inoltre possono essere creati polimeri di policarbonato, utilizzati in una varietà di prodotti (per esempio bottiglie di plastica) (5).
L’ ENEA descrive l’utilizzo del CO2 come materiale di partenza per la sintesi di prodotti chimici di base e per la sintesi di combustibili come prospettiva e importante contributo al riciclo del carbonio. Secondo l’ENEA il 27% della massa di CO2 che viene sequestrata è costituita da carbonio, dicendo che sembra perciò ragionevole porsi il quesito se esistano tecnologie possibili per un riutilizzo di questa enorme quantità di carbonio (6).
Ed è La Rivoluzione del carbonio e della nanotecnologia un’ulteriore possibilità di applicazione per il CO2.
La produzione di nanotubi da carbonio di anidride carbonica è la sfida e l’opportunità per gli scienziati (7). I nanotubi di carbonio hanno fatto una carriera da meteora e saranno protagonisti del prossimo futuro. Un ascensore a base di nanotubi simboleggia gli indirizzi dei fautori delle nuove tecnologie. Ascensori spaziali dovrebbero sostituire i razzi spaziali ed è la meta di conquista di chi promuove le tecnologie di frontiera 
Ulteriori sviluppi mostrano scienziati cinesi con la sostanza più leggera del mondo. Il materiale ha una densità di appena 0,16 milligrammi per centimetro cubo, un sesto di quella dell’aria e si chiama aerogel di carbonio.E’ un idrorepellente, resistente alla compressione e al calore e super elastico. Può essere creato dal carbonio, silicica o alluminio. Dovrebbe avere un ruolo fondamentale per contrastare l’inquinamento provocato dalle perdite di petrolio, per purificare l’acqua e perfino l’aria.
E fermiamoci qui.
La molteplicità di utilizzi dell’anidride carbonica è davvero impressionante e c’è da chiedersi:la catastrofe annunciata potrà attendere e la formula magica della transizione verso un nuovo sistema energetico, bene o male che sia, si chiama CO2?
Stiamo a vedere.
Attualmente il CO2 resta il nemico pubblico numero uno da debellare, giustificando misure politiche imponenti e finanziamenti pubblici.

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