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domenica 22 marzo 2015

Resilienza: la capacità di risollevarsi senza arrendersi alle avversità

Resilienza, dal punto di vista della scienza dei materiali indica la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione.

In psicologia indica proprio la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita superando le difficoltà.




Le persone resilienti mostrano contemporaneamente:
Impegno: la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività. La persona con questo tratto si dà da fare, è attiva, non è spaventata dalla fatica; non abbandona facilmente il campo; è attenta e vigile, ma non ansiosa; valuta le difficoltà realisticamente. Perché ci sia impegno è necessario avere degli obiettivi, qualcosa da raggiungere, per cui lottare e in cui credere.
Controllo: la convinzione di poter dominare in qualche modo ciò che si fa o le iniziative che si prendono, ovvero la convinzione di non essere in balia degli eventi. La persona con questo tratto per riuscire a dominare le diverse situazioni della vita è pronta a modificare anche radicalmente la strategia da adottaree se necessario anche indietreggiando, prendendo tempo, aspettando.
Gusto per le sfide: disposizione ad accettare i cambiamenti. La persona con questo tratto vede gli aspetti positivi delle trasformazioni e minimizza quelli negativi. Il cambiamento viene vissuto più come incentivo a crescere che come difficoltà da evitare a tutti i costi, e le sfide vengono considerate stimolanti piuttosto che minacciose.

Un alto livello di resilienza dipende da diversi fattori: la presenza persone premurose e solidali; una visione positiva di sé riferita alle abilità possedute ed ai punti di forza del proprio carattere; la capacità di porsi traguardi pianificando passi graduali per il loro raggiungimento; una buona capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni.
Altri accorgimenti per aumentare la resilienza e la sua applicazione nella vita quotidiana, possono essere, ad esempio, la stesura di un diario al quale affidare riflessioni, sfoghi e sentimenti che riguardano il trauma che abbiamo vissuto o l’evento stressante che ci ha penalizzato. Si è scoperto infatti che scrivere i propri sentimenti faciliti il compito di aprirsi di fronte a ciò che si vuole esprimere, più facilmente e alla lunga meno imbarazzante rispetto ad esempio al fatto di raccontarsi stesi sul lettino di uno psicologo.

La resilienza non è una caratteristica che è presente o assente in un individuo; essa presuppone invece comportamenti, pensieri ed azioni che possono essere appresi da chiunque

Avere un alto livello di resilienza non significa essere infallibili ma disposti al cambiamento quando necessario; disposti a pensare di poter sbagliare, ma anche di poter correggere la rotta


Resilienza e forza di volontà hanno molti punti in comune, ma sono due concetti differenti

La forza di volontà è quella che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi con costanza e determinazione; la spinta grazie alla quale ti avvicini ai traguardi che ti sei prefissato. 
La resilienza è quella che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi nonostante i continui “no”, le sconfitte, e gli inevitabili contrattempi della vita: è quella folle razionalità che ti fa rialzare per la centesima volta, consapevole che prima o poi raggiungerai il tuo obiettivo; è quella capacità di ristrutturare i fallimenti, considerandoli inevitabili tappe verso il successo. La resilienza viene durante e dopoi tuoi obiettivi:durante, quando devi attingere a tutte le tue risorse fisiche e mentali per fare quell’ultimo miglio che ti divide dal traguardo,dopo, quando devi affrontare una momentanea sconfitta, dimostrando di essere in grado di risollevarti.
Allenare la propria resilienza.
Usare la tecnica ABCDE, utile per prendere consapevolezza del fatto che il nostro comportamento e le nostre reazioni di fronte ad eventi negativi, non dipendono direttamente dagli eventi, ma dalla nostra valutazione di essi.
A: Adversity, le difficoltà che possiamo incontrare nella nostra vita, gli eventi negativi su cui non abbiamo il controllo e che inevitabilmente accadono. Possono includere piccole “tragedie” come un esame andato storto, o difficoltà molto più rilevanti.
B: di Beliefs, le nostre credenze. L’insieme delle convinzioni che abbiamo maturato nel corso della nostra vita rappresentano il filtro attraverso il quale percepiamo la realtà. La percezione della realtà infatti è sempre soggettiva, come le reazioni.
C: Consequences, le nostre reazioni emotive e fisiche agli eventi. Come avrai potuto capire, tali reazioni sono sempre la somma dell’evento e delle credenze.
D: Discussion, mettere in discussione le reazioni irrazionali, Riprendendo il controllo della vita.
E: Effects, effetti derivanti dalla messa in discussione delle credenze.
Allenare la resilienza significa dunque porsi continuamente una domanda di fronte agli accadimenti della vita: “Cosa c’è di buono in quello che sta succedendo?“, ovvero “Qual è il miglior significato che posso attribuire a quanto sta accadendo?“ Questo permetterà di riprendere in mano il timone della vita, tirando fuori il meglio da ogni evento e decidendo in prima persona quelle che saranno le reazioni.
Peter.
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