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mercoledì 15 aprile 2015

15 aprile 1912: il TITANIC affonda ma i misteri restano a galla!

Quel giorno affondò portando con se 1498 passeggeri in seguito a uno scontro con un iceberg. Ma dietro la disgrazia del Titanic si celano misteri inquietanti. 

Una sciagura causata non dall’ eccessiva velocità, come si ripete da decenni, ma una manovra errata del timoniere. Dopo la teoria, sostenuta da Robin Gardiner, secondo cui dietro l’affondamento del transatlantico vi sarebbe stata addirittura una frode assicurativa, e dopo le voci che vogliono la nave dellaWhite Star Line silurata dal missile d’un sommergibile, mesi addietro è emersa un’altra verità alternativa alla versione ufficiale. A sostenerlo è stata Lady Louise Patten, nipote di Charles Lightoller, secondo ufficiale del Titanic sopravvissuto alla sciagura, il quale avrebbe raccontato apertamente, tra le mura domestiche, una storia un po’ diversa da quella del gigantesco iceberg sbucato da nulla e impossibile da evitare per una nave di 270 metri ma provvista d’un timone, com’è stato accertato, troppo piccolo e inefficiente.

Uno degli avvistatori, un tale Fleet, aveva comunicato per ben tre volte nell'arco di mezz'ora la presenza dell'iceberg, ma senza ottenere ascolto da parte degli ufficiali di turno Murdoch e Moody. La testimonianza di Fleet, uno dei pochi superstiti, pare non sia emersa durante i processi che seguirono al disastro. L'uomo morì suicida nel 1965.

Alle ore 2.30 del 15 aprile 1912, il Titanic, martoriato, giaceva in silenzio sul fondo dell'Oceano Atlantico. Su 2228 passeggeri, ci furono solo 711 superstiti tratti in salvo dalla nave più vicina al disastro, la Carpathia.
La nave che giunse per prima sul posto si trovò dinanzi ad una scena indimenticabile: le minuscole scialuppe sopravvissute galleggiavano silenziose in un'area estesissima. Come scrisse il capitano Rostron: "Non galleggiava nemmeno un frammento del relitto, forse un paio di sedie a sdraio, qualche cintura di salvataggio, molto sughero, ma niente di più di quei resti che spesso vengono trascinati dalla marea sulle spiagge. La nave era affondata trascinando tutto con sè. Ho visto un solo cadavere in acqua, nessuno era riuscito a sopravvivere in quel mare gelido".

Numerosi naufraghi del transatlantico fanno riferimento ad una presunta "nave fantasma" che videro all’orizzonte la notte dell’affondamento senza che questa, inspiegabilmente, accorresse a prestare loro soccorso. E dire che pareva vicina, molto vicina. Tanto che gli ufficiali Boxhall e Rowe tentarono di inviare segnali dapprima col faro e poi coi razzi. Tutto inutile: la misteriosa imbarcazione rimase lontana e indifferente. Gli storici son convinti che si trattasse della nave Californian, che in quelle ore notturne pare sostasse nei paraggi a macchine ferme per timore dei ghiacci. E le ragioni per cui quella nave non si mosse verso il Titanicsarebbero due: l’oggettiva impossibilità di stabilire contatti, dovuta al sonno dell’operatore radio della Californian, stremato dalle dodici ore lavorative quotidiane, e il mancato riconoscimento delle segnalazioni lanciate anche via razzo dal transatlantico in difficoltà.

Dal momento però che i razzi partiti dal Titanic avrebbero dovuto essere assolutamente visibili, la mancata risposta della Californian si può spiegare solo in due modi: o, come qualcuno suppone ricordando come i razzi in questione fossero colorati e non bianchi, l’allarme lanciato dalla nave dellaWhite Star Line è stato scambiato per un’esibizione pirotecnica, oppure la nave misteriosa era un’altra. Pare, a questo proposito, che nel corso degli anni molte persone si siano fatte avanti dichiarando d’essere state, quella notte, a bordo della misteriosa nave, il Samson, un veliero norvegese che pare stesse navigando illegalmente nell’area. Ma la verità sulla nave misteriosa, di fatto, pare ormai irraggiungibile

Massimo Polidoro, nel suo ilbro "La maledizione del Titanic" racconta di alcune esperienze vissute da persone  che si trovarono coinvolte con il Titanic, come ad esempio la cameriera Ward che, dopo innumerevoli viaggi accanto alla sua signora (una donna dell’alta società di Philadelphia di nome Charlotte Cardeza), cercò sino all’ultimo di non partire per paura che questa volta potesse succedere qualcosa (alla fine dovette intraprendere il viaggio riuscendo poi a salvarsi su una delle scialuppe); i presentimenti della signora Elizabeth Sims, madre del marinaio Tom, convinta che il Titanic fosse una nave maledetta e preoccupata per il proprio figlio. Queste sono solo due delle persone che avrebbero avuto dei presagi di morte poco prima della partenza dello scafo, ma alcuni sarebbero riusciti persino a salvarsi seguendo i propri presentimenti e affidandosi ai segnali che la coscienza inviò loro in sogno, come successo all’uomo d’affari inglese Middleton, il quale ammise che per due notti di seguito vide una “nave galleggiare capovolta nel mare, con l’equipaggio e i passeggeri che vi nuotavano attorno”, e che ciò influì non poco sulla sua decisione di rinviare la partenza.

Molti anni prima, nel 1898, Robertson pubblicò un romanzo intitolato "Il naufragio del Titan".
La storia raccontava il viaggio inaugurale del Titan un transatlantico lussuoso,ritenuto inaffondabile,per la sua tecnologia molto moderna per quei tempi,aveva numerosi compartimenti stagni,aveva moltissimi passeggeri a bordo,divisi in varie classi sociali,dal più povero al più ricco, lussuosa e piena di confort per i più ricchi,quasi una stiva per il resto dei passeggeri.

Il Titan durante la sua traversata urta contro un iceberg ed affonda con un enorme perdita di vite umane,dovute in gran parte dalle poche scialuppe di salvataggio che erano state messe sulla nave,il numero minimo consentito dalla legge.
Questa è la storia che racconta il libro di Robertson nel 1989,un racconto che anticipa di 14 anni la sciagura che colpì il famoso “Titanic”,questo romanzo lascia a bocca aperta per le moltissime somiglianza tra il Titan ed il Titanic,non solo il nome è quasi uguale,ma proprio la storia è identica,transatlantico,il mese e molto altro.
Numerose somiglianze tra il Titan e il Titanic:

  • nome quasi identico Titan e Titanic
  • Titan aveva 3000 passeggeri Titanic 2235;
  • Scialuppe di salvataggio: 24 sul Titan, 24 sul Titanic;
  • Sia il Titan che il Titanic erano di proprietà di una compagnia britannica con sede a Liverpool;
  • il Titan faceva il percorso da New York all’Inghilterra ed era al suo terzo viaggio,per il Titanic si trattava del viaggio inaugurale dall’Inghilterra a New York;
  • il Titan ed il Titanic colpirono l’iceberg verso mezzanotte.
  • il Titan ed il Titanic strisciarono contro l’iceberg a tribordo;
  • il Titan stava andando a 25 nodi quando colpì l’iceberg,il Titanic andava a 22,5 nodi;
  • il Titan era lungo 800 piedi. Il Titanic 882,5 piedi;
  • il Titan ed il Titanic erano d’acciaio, con 3 eliche e 2 alberi;
  • i cavalli vapore del Titan erano 40.000, quelli del Titanic 46.000;
  • il mese del naufragio per entrambe fu Aprile.
Tra le leggende che ruotano attorno al mito del transatlantico, si racconta, inoltre, che il maledetto Hope Diamond (il diamante maledetto) viaggiava sul Titanic e che la bottiglia di champagne, usata per il battesimo della nave, non si ruppe al primo colpo. Aneddoti, questi, non confermati dalla storia o, non supportati dai racconti, visto che i proprietari stessi del Titanic non credevano all'usanza del buon auspicio della bottiglia.
Una delle leggende più diffuse, è legata direttamente alla città di Belfast, dove è stata costruito il Titanic.
Alla nave fu dato il numero 390.904, che, quando si riflette, ricorda le lettere "NOPOPE", lo slogan contro i cattolici, ampiamente utilizzato dai protestanti estremisti in Irlanda del Nord, dove è stata costruita la nave.
La nave fu accusta di essere "anti-cattolica", perché i suoi produttori, l'azienda Harland and Wolff, aveva una forza lavoro quasi esclusivamente protestante e un presunto record di ostilità verso i cattolici.
titanic-misteri-miti-leggende-mummia-maledizione
Una leggenda ancor più intrigante riguarda la maledizione della mummia di una sacerdotessa di Amon-Ra che visse nel 1050 a.C.
Secondo i racconti, dopo la sua scoperta nel 1890 in Egitto, l'acquirente della mummia ha incontrato grave disgrazia.
La mummia è stata poi donata al British Museum, dove ha continuato a causare problemi misteriosi per i visitatori e il personale.
Fu quindi acquistata dal giornalista William Thomas Stead, che non credette alle voci di una maledizione.
La leggenda afferma nascose la mummia nella sua auto per paura che non sarebbe stata presa a bordo del Titanic a causa della sua reputazione.
Avrebbe poi rivelato ad altri passeggeri la presenza della mummia la sera prima della tragedia.
Documenti ufficiali affermano che il British Museum non ha mai ricevuto la mummia, solo il coperchio del suo sarcofago (che è in mostra al museo e conosciuto come il "Unlucky Mummy".
Inoltre, tranne durante la guerra e speciali mostre all'estero, il coperchio non ha lasciato mai la stanza egiziana.
Secondo la teoria dello scrittore Robin Gardiner, la nave che affondò non fu il Titanic ma la sua gemella Olympic.
Nel suo libro verrebbe descritta la più grande truffa del secolo: John Pierpoint Morgan, proprietario della compagnia marittima ' White Star Line', avrebbe architettato un modo per rifarsi dei danni subiti dallo scontro precedente della Olympic con la nave Hawke della Marina britannica.
Il Titanic all'epoca dei fatti (1911) ancora non era stato ultimato.
Morgan quindi decise di sostituire le due navi: l'Olympic viene ricostruita con gli "scarti" del Titanic, e quest'ultimo viene spacciato come Olympic.
A partire da Southampton, quindi, non fu "l'inaffondabile", ma l'Olympic ricostruita alla buona.
Secondo Gardiner questo spiegherebbe perché l'iceberg è riuscito facilmente a scalfire lo scafo, ricostruito con pezzi di scarto.
Inoltre sostiene che l'impatto fu voluto: l'intenzione di Morgan non era quella di far affondare la nave, ma di ripagare i lavori dell'Olymipc con l'assicurazione che copriva eventuali danni.
L’affondamento del Titanic è divenuto una favola dei nostri tempi; come tale, la sua storia è stata offuscata da molti miti e false credenze che fioriscono ancora oggi, nonostante sia trascorso un secolo dal disastro.


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