Post Recenti

CERCA

mercoledì 22 aprile 2015

Vaticano alla ricerca di ET

Perchè la più grande istituzione religiosa del pianeta sta spendendo così tanto tempo ed energie per trovare i nostri fratelli extraterrestri?
È questa la domanda che sorge dopo essere venuti a conoscenza di un grande convegno organizzato dall’Osservatorio Astronomico del Vaticano (Specola Vaticana) dal titolo “The Search for Life Beyond Solar System” (EBI2014).
L’obiettivo della conferenza è stato quello di riunire la comunità scientifica interdisciplinare per fare il punto sulla ricerca di vita extraterrestre nel cosmo.
Sul sito ufficiale della conferenza si legge che la riunione è motivata dalla sempre crescente osservazione di pianeti simili alla Terra, dalla crescente gamma di condizioni estreme note in cui la vita sulla Terra può esistere e dal progresso verso una tecnologia che alla fine consentirà al ricerca della vita su pianeti extrasolari.
Uno degli organizzatori del convegno ha dichiarato che uno degli obiettivi della conferenza è quello di capire come possiamo trovare la vita tra le stelle entro i prossimi due decenni.
Certamente, non sarebbe insolito per un gruppo di astronomi e astrobiologi riunirsi e discutere di questi argomenti. Ciò che lascia positivamente sorpresi è che sia il Vaticano ad essere interessato al tema. Il coinvolgimento in prima linea del vaticano è talmente insolito che addirittura la Nasa dà notizia della conferenza sul suo sito web.
Ma perché il Vaticano è interessato a questa roba? Come si vedrà in seguito, ci sono alcuni astronomi di alto profilo della gerarchia vaticana che sembrano abbastanza fiduciosi che là fuori ci sia “qualcosa”. Negli ultimi anni, infatti, il Vaticano ha assunto una posizione di leadership nella ricerca sulla vita extraterrestre.
L’attuale rettore della Specola Vaticana, Josè Gabriel Funes, prete gesuita e astronomo, è assolutamente convinto che non ci sia nessun conflitto tra la sua fede cristiana e la vita extraterrestre. “Secondo me, esiste questa possibilità”, spiega Funes, il quale si dice ottimista sulla possibilità di trovare i nostri fratelli extraterrestri. “Certamente, in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi”.
“Così come esiste una molteplicità di creature sulla terra, possono esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio”, continua Funes. “Questo non è in contrasto con la nostra fede, poiché non possiamo mettere limiti alla libertà creatrice di Dio”.
Poi, Funes espone una teoria affascinante: “La razza umana potrebbe essere in realtà la pecorella smarrita dell’Universo. Potrebbero esistere altri esseri che sono rimasti in piena amicizia con il loro creatore”, e forse seguendo un percorso evolutivo assolutamente in armonia con il cosmo.
Funes, sostanzialmente, prospetta che eventuali esseri extraterrestri potrebbero non aver sperimentato la realtà tramandata dalla dottrina cattolica come “peccato originale”, la quale ha posto l’umanità fuori dall’amicizia con Dio e, di conseguenza, fuori dall’armonia del cosmo.



Quanto affermato da Funes risuona nelle parole del ricercatore Thomas Horn scritte nel suo recente libro Exo-Vaticana, riportate su raidersnewsupdate.com:
«Questo è un argomento su cui continuano a riflettere: la realtà ci dice che siamo esseri caduti, giusto? Ma non possiamo necessariamente affermare la stessa cosa per i nostri fratelli dello spazio. Anzi, se loro non sono caduti, certamente sono più vicini a Dio di noi, e quindi hanno una comprensione migliore della natura divina.
Qualche anno fa, alcuni volevano battezzare gli alieni. Beh, questo non è quello che dicono oggi: se arrivassero gli alieni, sarebbero loro a dover battezzare noi e ci chiederebbero di apportare modifiche alla nostra idea di Dio. In effetti, alcuni teologi hanno affermato che tutto ciò che pensiamo di sapere su Dio sta per essere stravolto».
Di opinione differente il ricercatore non credente Richard Dawkins, il quale è disposto ad accettare l’idea che gli alieni stessi potrebbero aver seminato la vita su questo pianeta. Già, ma cosa accadrebbe se su giorno si dovesse provare che siano stato gli alieni ad impiantare la vita sulla Terra, a guidare la nostra evoluzione e a guidarci prossimamente verso una nuova età dell’oro?
Da alcuni decenni, il Vaticano si è interessato in maniera sempre più approfondita alla questione della vita extraterrestre. Recentemente, la Santa Sede ha convocato alcune delle menti più brillanti della comunità scientifica internazionale per riflettere su questa possibilità e per preparare una comunicazione ufficiale da parte della Chiesa nel caso l'esistenza degli alieni fosse confermata.
Molti scienziati, sulla base dei progressi fatti nella ricerca, affermano che ormai il “Primo Contatto” con una civiltà extraterrestre potrebbe essere dietro l’angolo… e la Chiesa Cattolica non vuole farsi trovare impreparata.
Stando a quanto scritto da Rosana Ubanell si notiziario Voxxi, Papa Francesco sta preparando un’importante dichiarazione mondiale sulla vita extraterrestre e le sue implicazioni teologiche.
Il documento sarebbe la sintesi dei confronti avuti negli ultimi decenni tra i teologi cattolici e le menti più brillanti della comunità scientifica sul tema della vita extraterrestre. L’ultimo simposio organizzato dalla Specola Vaticana (il telescopio del Papa) si è tenuto in Arizona lo scorso marzo 2014, evento che ha visto riuniti oltre duecento esperti.
Certamente, l’interpretazione della Sacra Scrittura alla luce della scoperta nel cosmo di vita intelligente, oltre a quella umana, potrebbe essere un compito non facile per la Chiesa. Ma il “think tank teologico” del vaticano nell’ultimo mezzo secolo si è dato da fare e i frutti del serrato confronto potrebbero essere presto rivelati al mondo intero.
Tra i teologi più impegnati c’è certamente Guy Consolmagno, astronomo gesuita, il quale il 18 luglio scorso ha vinto la medaglia alla Scienza “Carl Sagan” della American Astronomical Society. Papa Francesco, suo confratello gesuita, consulta Consolmagno regolarmente. Pare sia stato lui a suggerire al papa di preparare una dichiarazione pubblica.
È probabile che la dichiarazione papale sul “Primo Contatto” assuma la forma di un discorso “Urbi et Orbi”, cioè per la città di Roma e per il mondo intero.
Ma Consolmagno non è l’unico teologo-scienziato a riflettere su questo tema. L’interesse scientifico del vaticano per la vita extraterrestre è stato pubblicamente rivelato per la prima volta nel maggio del 2008, quando il rettore della Specola Vaticana, don Gabriel Funes (anche lui gesuita!), rilascio una serie di sorprendenti dichiarazioni in un’intervista pubblicata dell’Osservatore Romano (il giornale del Papa!) dal titolo “L’extraterrestre è mio fratello”. Così dice il prelato:
“A mio giudizio questa possibilità esiste. Gli astronomi ritengono che l’universo sia formato da cento miliardi di galassie, ciascuna delle quali è composta da cento miliardi di stelle. Molte di queste, o quasi tutte, potrebbero avere dei pianeti. Come si può escludere che la vita si sia sviluppata anche altrove? Finora non abbiamo nessuna prova. Ma certamente in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi”.
Il teologo-scienzato sottolinea che questo dato non crea problemi per la fede, “in quanto non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con san Francesco, se consideriamo le creature terrene come “fratello” e “sorella”, perché non potremmo parlare anche di un “fratello extraterrestre”? Farebbe parte comunque della creazione”.
Funes ha avanzato la possibilità che gli alieni possano essere eticamente più evoluti degli esseri umani. Funes ritiene che la vita extraterrestre senziente potrebbe non aver sperimentato la “caduta” del peccato originale, evolvendosi in armonia con le leggi del cosmo:
“Per quanto riguarda la redenzione, prendiamo in prestito l’immagine evangelica della pecora smarrita. Il pastore lascia le novantanove nell’ovile per andare a cercare quella che si è persa. Pensiamo che in questo universo possano esserci cento pecore, corrispondenti a diverse forme di creature. Noi che apparteniamo al genere umano potremmo essere proprio la pecora smarrita, i peccatori che hanno bisogno del pastore. Dio si è fatto uomo in Gesù per salvarci. Così, se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore”.
Se Papa Francesco è intenzionato a fare una dichiarazione sulla vita extraterrestre, è possibile che la motivazione nasca dal desiderio di spiegare ai fedeli e a tutto il mondo che non vi è alcuna incompatibilità tra gli insegnamenti cristiani e l’esistenza di vita aliena, come già aveva detto padre Funes nel 2008. Anzi, il papa potrebbe enfatizzare proprio il fatto che possano essere eticamente più evoluti di noi e di essere, quindi, nostri fratelli.
È chiaro che non tutti accoglieranno l’invito del papa a considerare gli extraterrestri come propri fratelli, né cosmici, né in Cristo. Anzi, alcuni paventano l’oscura possibilità di una guerra di religione tra chi accetta gli alieni come fratelli e quelli che credono che li considerano demoni. Purtroppo, buona parte dell’umanità è incline verso una valutazione eccessivamente negativa sulle intenzioni dei visitatori terrestri.
Un’eventuale discorso Urbi et Orbi di Francesco sarebbe certamente un enorme passo avanti per l’umanità che, prima o poi, dovrà confrontarsi con la questione.

Nessun commento:

Posta un commento

Printfriendly

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...