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sabato 9 maggio 2015

Cerchiamo di evitare OLIO DI PALMA nell'alimentazione dei bambini

L’olio di palma è diffuso in merendine, snack dolci e salati, in vari piatti pronti e spuntini. Come si è già visto grazie alla campagna de Il Fatto Alimentare, questo grasso tropicale si trova quasi ovunque  ed ha letteralmente invaso il mondo alimentare italiano diventano probabilmente quello più utilizzato.  Per arginare l’invasione abbiamo realizzato quattro liste di prodotti che non contengono il palma.
La prima riguarda 160 biscotti , la seconda  snack e grissini , la terza le merendine e l’ultima per le creme 
alla nocciola . Un altro sistema per ridurne il consumo e quello di alimentarsi  seguendo alcune regole. Una lettrice ci chiede come fare per non propinarlo al figlio di dieci anni. Se i pasti si consumano a casa, si tratta di adottare piccoli accorgimenti. Evitare l’olio di palma diventa quindi semplice.


Partiamo dal presupposto che un bambino di dieci anni consuma  all’incirca 2200 kcal (2300 maschio, 2100 femmina) e immaginiamo un ipotetico schema alimentare. Ecco come si presenta il modello di dieta.

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Tra i cereali, meglio preferire i corn flakes classici per il ridotto contenuto di zuccheri
Questo schema è relativamente semplice da seguire quando i pasti sono per lo più consumati in casa o a scuola. L’olio di palma però si trova di solito in prodotti preconfezionati come biscotti e dolci presenti  a colazione e a metà pomeriggio oltre che in fette biscottate, crackers, grissini… In questo caso si possono scegliere quelli che non lo contengono che abbiamo indicato  nei nostri articoli.  Per ridurre l’apporto di zuccheri semplici, la scelta migliore è consumare dolci (biscotti, merendine o altri prodotti preconfezionati) solo a colazione. Per la merenda del pomeriggio è possibile scegliere un dolce fatto in casa (dove possiamo controllare gli ingredienti), oppure optare per pane e marmellata o in alternativa un toast. Le classiche merendine, come pure i cioccolatini o caramelle, possono essere evitati perché contengono troppi zuccheri semplici e troppi grassi.

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La pasta due volte al giorno non è un’esagerazione: permette di evitare i fuori pasto dovuti alla fame e fornisce carboidrati complessi
A questo punto il controllo andrebbe esercitato solo nell’acquisto dei biscotti per la prima colazione. A volte i bambini preferiscono i cereali: in questo caso è meglio optare per i cornflakes classici perché hanno meno zucchero rispetto ad altri cereali più elaborati (7 g contro 20 – 29 g). Guardando la tabella si potrebbe pensare che la pasta (riso o pane) per ben due volte al giorno sia un eccesso. In realtà la pasta è l’alimento ideale più pratico e più piacevole per aumentare la quota dei carboidrati complessi (a basso indice glicemico). Se non c’è la pasta, o se è troppo poca, il bambino non si sazia abbastanza e rischia di aumentare la quota di proteine, grassi e zuccheri semplici sia all’interno del pasto (magari aumentando la carne) sia – peggio ancora – come fuori pasto (con biscotti, dolci vari, bevande zuccherate ecc.). Quindi la pasta (o riso) è un alleato importante per avere una alimentazione equilibrata e per controllare il peso corporeo. Più pasta significa meno dolci e … meno olio di palma.
fonte: ilfattoalimentare.it
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