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sabato 30 maggio 2015

FACCIO TUTTO IO... (o almeno credo!)

“Nessuno fa niente, devo fare tutto io”. Quante volte al lavoro o a casa abbiamo avuto la netta sensazione di essere gli unici ad occuparci di tutto?

La scienza spiega perché crediamo di fare tutto noi al posto degli altri.

Secondo la scienza, questa fissazione sarebbe tipica delle persone egocentriche e rintracciabile in contesti diversi: in ufficio, nelle coppie sposate, tra studenti e, addirittura, tra componenti della stessa squadra. Interrogato dagli studiosi, un gruppo di volontari ha così stimato (in percentuale) il proprio impegno nelle attività quotidiane: il 100%. Alla faccia di mariti e colleghi fannulloni.
È possibile, dunque, che molti individui sentano di essere così necessari, quasi indispensabili, per far girare le cose nel giusto modo? A quanto pare, sì. Nicholas Epley, professore di scienze comportamentali alla Booth School of Business dell’università di Chicago, sta portando avanti due studi sull’argomento per spiegare come mai alcune persone tendano a sovrastimare il proprio contributo. Secondo lo studioso, una prima spiegazione potrebbe venire dal fatto che molti sono soliti pensare che il tempo che spendono su un progetto sia sempre produttivo, quando non sempre è così.
In un esperimento, i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: due cercavano di risolvere alcuni puzzle di parole, il terzo, invece, aveva il compito di osservarli, di fare da supervisore e di incrementare la sinergia tra i componenti delle varie squadre. “I volontari dell’ultimo gruppo sentivano di aver fatto più lavoro degli altri, credevano di essere stati essenziali nella riuscita del compito – spiega Epley -. Ma, in generale, i punteggi sulle proprie performance dati dai partecipanti sono stati tutti alti. Questo perché le persone amano ricompensare se stesse e tendono a sovrastimarsi”.
In una precedente ricerca, pubblicata nel 2006, Epley, insieme ad altri studiosi di Harvard, aveva cercato di capire quanto gli accademici stimassero importante il proprio contributo per uno studio. Se è vero che quasi sempre si lavora in team, Epley ha, però, dimostrato che ogni ricercatore credeva di aver fatto di più degli altri: almeno il 100%, e anche di più.
Ma la tendenza a dire “faccio tutto io” si riscontra anche in famiglia. I ricercatori della University of Waterloo hanno intervistato una serie di coppie sposate: ad ognuna di loro è stata data una lista di attività ed è stato chiesto di fare un calcolo approssimativo sui loro contributi, sia negli ambiti positivi (fare le faccende di casa, occuparsi dei figli), sia in quelli negativi (provocare un litigio). Dall’analisi delle loro risposte è emerso come molti cercassero di sovrastimare il proprio apporto, anche negli ambiti negativi.
Secondo Science of Us questo suggerisce che:il sovrastimarsi non è il risultato di un desiderio di sentirsi superiori sugli altri. Ha più a che fare con l’egocentrismo. Ciò che gli altri pensano o fanno rimane molto spesso nascosto, per questo c’è chi è portato a vedere solo ciò che fa lui, in prima persona”. E sente di fare tanto, forse troppo. Sicuramente più degli altri.

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