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martedì 12 maggio 2015

Far "disegnare" la verità


Qualcuno ci riferisce di aver fatto qualcosa ma non sappiamo se è vero e dobbiamo assolutamente scoprirlo...

Per fortuna è possibile anche senza l'uso ditelecamere di precisione ralletny registratori vocali ecc...
Per esempio, mettiamo che è andato al cinema e vuol farci credere di essere andato al supermercato.

Un metodo molto semplice per capire se è sincero o meno, che risparmia ore di analisi e porta risultati quasi certi, è chiedergli di disegnare la scena.

Cioè di fare un disegno che rappresenta il supermercato per farci capire se è sincero o meno.
Ora, il suo cervello entrerà in un problema di seguito all’altro.
Ammettendo che conosca e ricordi bene il supermercato in questione – se non è un fesso ne sceglierà uno di cui ha almeno una qualche conoscenza – dovrà posizionarsi all’interno della scena, utilizzare la propria prospettiva memorizzata ma che non è reale e cercare il più possibile di ricostruire il tutto.
Questo richiede uno sforzo immane, e anche i più esperti menzogneri, a meno di aspettarsi qualcosa del genere, di essersi studiati la scena e di aver fatto diverse prove, cadranno in contraddizioni evidenti: non “ricorderanno” se c’era molta gente, se tal negozio era aperto o chiuso, se c’erano sconti su alcuni prodotti, se c’era fila alle casse, dove sono passati e così via.
Ovvio, il nostro cervello non presta attenzione a tutto, quindi anche se fosse andato sul serio al supermercato ci sarebbero dettagli mancanti.
Forse non ricorderà i saldi nel negozio di scarpe o quanta gente c’era in fila davanti a lui, ma una “scena madre” reale è sempre molto diversa rispetto a una preparata in pochi secondi per il disegno.
La chiave per cui questo metodo funziona tanto bene è che nessuno si aspetta di dover disegnare una scena ma di dover mentire a voce e, se è pratico di interrogatori del genere, con i movimenti del corpo, mantenendo calma e rispondendo con aria più o meno sincera.
Preparare un nuovo genere di bugie ed allestirlo in fretta per farlo stare in un disegno è invece molto più complesso, e pressoché tutti sono svelati.
Provate anche voi, non dovete avere la capacità di Giotto, potete anche disegnare le persone stilizzate come gli omini che indicano i bagni e le mura oblique come in un quadro impressionista, il risultato sarà comunque molto diverso se disegnate una scena reale e inventata.
Vi suggerisco questa prova: disegnate dove eravate ieri e disegnate una versione alternativa di un luogo in cui siete stati, cercando di mettere quanti più dettagli vi vengono in mente, e poi chiedete a qualcuno di capire quale disegno è vero.
Dopo aver fatto questo, potete continuare la lettura dell’articolo, perché vi svelerò ora come fare attenzione a chi mente. Leggete DOPO aver fatto la prova per non essere influenzati.

Bene, se avete finito, ecco i punti chiave di riferimento:
1) chi dice la verità disegna le cose dalla propria prospettiva e non da immagini tipo dall’alto, dall’esterno come quando ci passa davanti in auto e così via;
2) chi dice la verità disegna la scena più interessante o che più gli è rimasta impressa, magari la fila alla cassa, e non una scena molto generica come, ancora una volta, l’esterno dell’edificio o il luogo visto da lontano;
3) chi dice la verità disegna con una certa sicurezza le persone insieme a lui, ricordando alcunidettagli su come erano vestiti o cosa è successo di particolare, chi mente non fa nulla del genere e in genere usa la scusa del “non so disegnare” o “non ricordo questo, non era importante”;
4) se si fanno domande specifiche sul disegno (che ora era, c’era qualcuno con te, cosa hai visto di interessante che qui non compare, cosa è questa scena) chi dice la verità non ha grandi difficoltà a ricostruire il tutto, chi mente cadrà più volte in contraddizioni anche stupide, perché il suo cervello sta facendo un lavoro d’inferno per tenere a mente cosa c’era, cosa deve rispondere alle sue bugie e alla realtà ecc.
La parte “visiva” è occupata dalla verità, quella “descrittiva” dalla bugia, quindi sovrapporle insieme è molto difficile per chiunque;
5) chi dice la verità non ha grandi difficoltà a disegnare la scena, quantomeno nei suoi elementi di base anche se sembra tenga la penna con i denti e il disegno risulti orribile, chi mente si fermerà spesso per ricostruire la scena ipotetica e darle un’apparenza di realtà aggiungendo quanti più dettagli fasulli possibili, che finiranno prima o poi per contraddirsi tra loro.

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