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sabato 23 maggio 2015

North Sentinel Island: INACCESSIBILE!

Situata accanto alle Isole Andamane nel Golfo del Bengala. Si trova a sud ovest della parte meridionale dell’arcipelago ed è abitata da una popolazione che, per quanto ne sappiamo, non ha mai avuto un contatto esteso con la società civilizzata. Nonostante questo, tale società continua ad esistere senza problemi e, a quanto sembra, senza praticare l’agricoltura. Di North Sentinel abbiamo comunque qualche informazione: sappiamo che è grande 72 km2, che la sua popolazioni stimata è tra i 50 e i 400 abitanti (l’ultimo censimento del 1931 parlava di 70 persone), che i Sentinelesi sono stati definiti una tra le società più rischio del pianeta poiché, a causa del loro isolamento, è logico pensare che non abbiano anticorpi necessari a sconfiggere le malattie basilari dell’uomo occidentale. Ci sono stati pochissimi contatti con questo popolo per il loro modo di reagire ai visitatori: pietre, giavellotti e frecce.Varie piccole visite sono state fatte però all’isola ai giorni nostri. Nel 1981 arriva una nave, la Primrose, sulla costa nord, ma dopo pochi giorni i membri dell’equipaggio iniziano ad osservare gli abitanti dell’isola portare lance e frecce e imbarcazioni sulla spiaggia. Dopo un tentativo da parte del comandante di farsi recapitare delle armi da fuoco (tentativo fallito), l’equipaggio si difende come può fino all’arrivo di un elicottero della ONGC (Indian Oil And Natural Gas Commission) che li porta in salvo. Nel 1991 l’allora direttore dell’Anthropological Survey of India Trilokinath Pandit visitò pacificamente insieme ad un collega l’isola, ma smisero nel 1997. Servirono nove anni anni per avere altri contatti con gli abitanti dell’isola: sopravvissuti allo tsunami del 2004, i Sentinelesi hanno bersagliato con frecce l’imbarcazione di due pescatori che stava passando un po’ troppo accanto all’isola, uccidendoli entrambi.Cercando su internet, però, si scoprono eventi ancor più antichi…North Sentinel nella storia.
Nel 1867, la Ninive, una nave mercantile indiana, naufragò su una scogliera vicino all’isola e i centosei passeggeri e membri dell’equipaggio, sopravvissuti all’evento, sbarcarono su North Sentinel. Le loro scialuppe furono respinte dagli attacchi dei Sentinelesi e soltanto dopo qualche tempo furono trovati e tratti in salvo da una squadra di soccorso della Royal Navy.
Maurice Vidal Portman guidò poi una spedizione verso l’isola nel gennaio del 1880, sperando di compiere una ricerca sui nativi e le loro usanze. Il suo arrivo fu un successo e il suo gruppo scoprì una rete di sentieri che collegava diversi piccoli villaggi abbandonati. Esplorata l’isola per alcuni giorni, un insieme di sei Sentinelesi furono catturati e trasportati a Port Blair. Dei prigionieri si ha una descrizione fugace fatta dall’ufficiale coloniale responsabile del rapimento: they «sickened rapidly, and the old man and his wife died, so the four children were sent back to their home with quantities of presents 1».
Qualche esplorazione dell’isola.
Nel 1967, ben ottant’anni dopo, un gruppo di esploratori indiani partì con l’ordine di stabilire relazioni amichevoli con i Sentinelesi. A partire da quell’anno furono fatti diversi brevi sbarchi sull’isola, ognuno a distanza di qualche anno. Nel 1975, Leopoldo III di Belgio fece un tour delle Isole Andamane e fu anche portato dalle autorità locali a compiere una piccola crociera notturna attraverso il tratto di mare di fronte alla North Sentinel, ma non scesero sull’isola.
Nel 1977 e nel 1981 si arenarono sulla costa dell’isola due navi cargo, la MV Rusley e la MV Primrose, il cui equipaggi furono tratti in salvo senza problemi. Sappiamo che i Sentinelesi hanno saccheggiato queste navi per ottenere del ferro e che solo nel 1991 furono autorizzate le operazioni di smantellamento dal governo indiano, sebbene già qualche anno prima una spedizione partì da Port Blair per recuperare il carico di entrambe le imbarcazioni.
Avventura & Sopravvivenza nell’ignoto.L’ignoto dell’isola, il fatto che non si sappia ancora la sua estensione e cosa c’è sotto gli alberi che popolano l’intera superficie aumentano il mistero. Se inoltre preferite aggiungere davvero qualcosa di sovrannaturale, potete pensare che l’isola abbia in realtà tutto un mondo sotterraneo e che dunque si estenda in verticale, nascondendo una civiltà di gran lunga più grande e complessa – con una struttura simile a quella delle formiche.
Oppure l’isola può essere usata per una storia alla Indiana Jones durante gli anni ’60 o ’70, richiamando anche un poco le atmosfere del reboot della saga di Tomb Raider: il capitolo è infatti ambientato interamente su di un’isola stravagante, e prevede una popolazione che, probabilmente, è rimasta per anni separata dal resto del mondo, proprio come North Sentinel. Con 80 anni di cessazione di qualsiasi contatto con l’isola, il richiamo di Lost potrebbe farsi sentire, ma potete rendere il tutto più interessante spinge l’acceleratore su altri misteri: come fanno a sopravvivere senza agricoltura e su un’isola così piccola i Sentinelesi? Davvero si nutrono solo di pesci e frutti? Oppure adorano la carne umana? Inoltre, come mai dal 1901 al 1921 la popolazione censita è rimasta stabile a 171, mentre nel 1931 è scesa a soli 70?
La storia del censimento è ancora più strana: come avveniva, da lontano oppure scendendo sull’isola? Sarebbe giusto pensare a missioni che semplicemente transitavano nelle acque lì accanto e solo per mettere un numero sul taccuino copiavano quello dell’anno precedente. Ma allora cosa giustifica la riduzione a 70 abitanti?
Al di là dell’essere umano.
Ancora, gli abitanti dell’isola potrebbero essere semplicemente uno specchietto per le allodole: una tribù selvaggia tenuta sull’isola da un gruppo di scienziati che in questo modo possono, dalla distanza, studiare fenomeni antropologici veri e propri. Prendendo un poco da Ascension, la nuova miniserie di syfy, potrebbero essere un esperimento sociale partito nel 1967: in realtà la popolazione originaria morì prima del 1960, cosa sottolineata anche dal calo di popolazione del censimento del ’31; volendo studiare una civiltà tribale da zero, gli scienziati selezionarono persone da tutto il mondo e le portarono poi sull’isola.

Alieni!
Potete introdurre anche notevoli twist alla storia. Ad esempio, erano presenti indigeni all’atterraggio della astronave di salvataggio degli alieni. Gli autoctoni furono poi convinti dagli alieni a collaborare e questi, pensando che l’intero pianeta fosse completamente selvaggio e impossibilitati a tornare nello spazio, decisero di concludere la loro vita sull’isola commistionando il loro dna con quello dei Sentinelesi.
Dopo il maremoto dell'Oceano indiano del 2004, che fece circa 250.000 vittime, si pensò che la tribù di quest'isola fosse stata interamente spazzata via. Tuttavia, pochi giorni dopo il disastro un elicottero indiano, avvicinandosi alla superficie dell'isola, è stato accolto dal lancio dei sentinelesi. Per loro, tuttavia, permangono altri rischi. Lo stato di isolamento degli indigeni li rende particolarmente vulnerabili alle malattie più comuni per gli occidentali. L'assenza di scambi umani con altre civiltà, infatti, deve aver reso il sistema immunitario dei sentinelesi estremamente fragile.Sono sicuro che voi siate sorpresi, quanto me, nel vedermi parlare di dinosauri e di North Sentinel. Come mai? Beh, spulanciando sul web ho scoperto chel’isola è stata d’ispirazione per James Gurney per la sua Dinotopia. Questo posto immaginario è l’ambientazione di una saga composta da quattro romanzi principali, scritti da Gurney, una dozzina di romanzi collaterali di altri scrittori e una miniserie televisiva del 2002 (tra gli attori spunta addirittura Wentworth Miller).
Addirittura, è possibile ambientare una campagna ancor prima del 1771: una nave potrebbe naufragare sull’isola e scoprire che, in realtà, l’entroterra è abitato da una società in armonia con dinosauri erbivori e in costante difesa contro dinosauri carnivori. Ovviamente, al grandezza dell’isola dovrebbe spingere a ridurre le dimensioni dei suddetti dinosauri oppure a ricorrere allo stratagemma della società sotterranea.
Conclusioni: perché North Sentinel è interessante.

La prima comparsa di North Sentinel su carta risale al 1771, quando un geometra britannico di nome John Ritchie osservò delle luci provenire da un punto nel mare. Ritchie era imbracato sulla Diligent, una nave che si occupava di indagini idrografiche per la East India Company.
Un ulteriore attracco fu fatto da un certo Portman in una data ben precisa, il 27 agosto del 1883. L’esplorazione dell’isola avvenne perché l’eruzione del Krakatoa fu scambiata per un rumore di spari e interpretato come il segnale di soccorso di una nave. Il gruppo di esploratori, arrivato sull’isola, lasciò dei doni prima di far ritorno a Port Blair. Portman visitò poi l’isola diverse volte tra il gennaio del 1885 e il gennaio del 1887.
Possiamo sfruttare North Sentinel per delle avventure ambientate durante il XVIII secolo, in un mondo pieno di galee ed esploratori intenti a mappare il pianeta. L’obiettivo del gruppo potrebbe essere proprio quello di esplorare North Sentinel e comprendere come si è sviluppata la società dell’isola – soprattutto convincere i Sentinelesi a non ricorrere a giavellotti e pietre! Senza andare a scadere nel sovrannaturale, il naufragio della nave potrebbe lasciare i protagonisti alla mercé di istinti primordiali, lotte con armi preistoriche e tentativi di comunicazione con le navi di passaggio.
In realtà, i Sentinelesi non sono veri e propri homo sapiens sapiens. Sono un ceppo parallelo, che non ha sviluppato alcun tipo di resistenza alle malattie moderne ma, al contrario, possiede la innata capacità di estrarre molta più energia dal poco cibo dell’isola. Fatti per sopravvivere anche alle più dure condizioni e dotati di resistenza maggiore, i Sentinelesi hanno costruito tunnel sotterrani ed esplorato le grotte sotto il fondale marino, semplicemente nuotando.
Ebbene, qui abbiamo di che sbizzarrirci. È difficile credere che un’isola piena di dinosauri rimanga sconosciuta a tutti nei giorni nostri, ma per quanto riguarda ambientazioni storiche come l’anno di scoperta oppure l’anno dell’esplosione di Krakatoa, in quel caso è più probabile.Oppure chi sta dietro ai Sentinelesi sono i classici alieni: un team alla X-Files scende sull’isola per scoprire come mai il capo tribù, descritto nell’aspetto da uno dei primi visitatori, sia identico al capo tribù che intravidero le navi che si arenarono alla fine degli anni ’70. Scoprono che dietro agli abitanti si celano extraterrestri, identici agli uomini nell’aspetto, ma diverso nella conformazione interna dei corpi. Questo permette loro di vivere consumando meno cibo e soprattutto con solo ciò che produce l’isola. Gli alieni sarebbero lì giunti in seguito ad un vero e proprio atterraggio di fortuna, prima del 1771, quindi in una epoca in cui si sarebbe potuto non notare il loro arrivo. Impossibilitati ad utilizzare la loro tecnologia, ormai disillusi di fronte al sogno di tornare sul loro pianeta, gli alieni svilupparono una civiltà che perse lentamente la memoria di chi erano realmente.
L'India ha sempre sostenuto la volontà di non arrecare danno alla tribù di North Sentinel e di non voler interferire con il loro stile di vita. Occasionalmente vengono organizzate delle spedizioni che mirano a stabilire un contatto, cercando un approccio basato sul dono (di banane e noci di cocco che, a quanto pare, non sono presenti sull'isola). I nativi accolgono i doni, ma non il contatto umano. Il pericolo tuttavia sembra venire da altrove, poiché l'associazione Survival ha denunciato a novembre del 2014 la presenza di pescatori illegali che si avvicinano spesso alle coste di North Sentinel. L'associazione ha dunque invitato le autorità a fare il possibile per garantire che l'isola non venga invasa da privati. Intanto a difendere quella terra ci sono i sentinelesi, sentinelle di un mondo che resiste alla modernità.
Ci sarebbero ancora tantissimi spunti da darvi, come la fonte dell’eterna giovinezza oppure l’aggressività della popolazione, così come il fatto che abbiano saccheggiato le navi per ottenere del ferro oppure capire come mai alcuni visitatori sono ammessi sull’isola mentre altri vengono attaccati fin dalla distanza – ovvero se dietro c’è solo paura e sgomento oppure qualcos’altro. Potrei citare ulteriori idee, come l’Eden biblico nascosto nel labirinto degli alberi oppure un culto misterico di un patrone extradimensionale (e non nominerò Cthulhu, ma l’ho appena fatto) a cui i membri dei Sentinelesi offrono in sacrificio vittime per evitare qualsivoglia calamità divina – forse perché proprio sull’isola sta un punto di comunicazione tra il nostro mondo e la loro dimensione, una sorta di portale. Ancora, si potrebbe rivoltare la debolezza dei Sentinelesi alle nostre malattie: magari loro sono immuni ad una specifica malattia, che si diffonderà nel nostro mondo e costringerà qualcuno ad andare sull’isola, un po’ come viene raccontato nel primo episodio della seconda stagione di Helix (ma le atmosfere ricordo molto anche il compianto serial The River).

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