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domenica 10 maggio 2015

Pensare in modo diverso: SI PUO'!

da: http://psyta.net/non-avere-paura-di-pensare-in-modo-diverso-dagli-altri
Ecco un esperimento mentale ispirato a uno studio reale condotto nel 1967 da G.R. Stephenson che prevede 5 scimmie in una gabbia, una scala e delle banane.
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Attenzione: questo è uno dei punti chiave di tutto questo esperimento.
La prima scimmia ad aver sostituito una delle “vecchie” scimmie ha iniziato a picchiare la seconda arrivata senza aver mai ricevuto la doccia gelida, nessun rinforzo negativo. Semplicemente ha fatto quello che facevano le altre.
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Ma perchè le scimmie picchiavano chiunque tentasse di salire la scala? Non sapevano il perchè, lo facevano e basta in base a quello che gli altri avevano fatto.
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Spesso abbiamo sentito dire una cosa da tante persone e la prendiamo per vera, la diamo per scontata (Esempi? Non si vende, eee c’è crisi; se non mi copro bene prenderò l’influenza; trovare lavoro al giorno d’oggi è difficile, ti suona familiare?).
Questo esperimento riconduce alla storia di Roger Bunnister, l’atleta che per primo negli anni ’50 corse un miglio in meno di 4 minuti.
Prima di allora nessuno lo aveva mai fatto perche’ si credeva, sulla base di un’ipotesi fatta da un medico nell’800 (!), che a quei livelli il cuore sarebbe scoppiato. Non se po fà!

Bene, dopo Bunnister  oltre 300 atleti superarono lo stesso record.
Cosa era successo? Perchè prima nessuno ci riusciva e adesso ce l’avevano fatta in più di 300?

Ve lo spigo: ora si poteva fare perche’ qualcuno aveva detto così e lo aveva dimostrato, quell’obiettivo quindi non era più irraggiungibile o impossibile, era semplicemente un obiettivo.
Spesso ci ritroviamo a fare le cose senza interrogarci davvero sul perchè le stiamo facendo, semplicemente le facciamo un po’ come se fossimo programmati tipo computer.
Quanto di ciò che facciamo è davvero dettato da ciò che VOGLIAMO  fare e quanto invece è solo un programma?
Il fatto è che finchè ci sei dentro non puoi vederlo, un computer non può sapere di essere stato programmato per fare dei calcoli, lo fa e basta. L’unico modo per rendersene conto è questionare le verità, metterle in dubbio, non dare nulla per scontato. Ecco perchè essere scettici ha il suo perchè, non è detto che se si è sempre fatto così allora sia la soluzione migliore: io lo chiamo scetticismo intelligente.
Se impariamo a questionare le nostre scelte, se “osiamo” chiederci il perchè ci comportiamo in un certo modo, spesso scopriremo che le motivazioni sono del tutto infondate o meglio ancora che non ci sono proprio!
La cosa peggiore di questo meccanismo poi è che ci impedisce di imparare, se non sai che c’è un’alternativa come fai a scoprirla? se credi che le cose stiano così e basta chi te lo fa fare a metterti a lavoro per cambiarle? Non puoi farci nulla…
Si tratta di mettere un piedino fuori dalla zona di comfort. L’unico motivo per cui facciamo ciò che è sempre stato fatto è perchè siamo sicuri che comunque funziona e ci accontentiamo piuttosto che cercare altre soluzioni.
Eppure le più grandi scoperte, le più grandi invenzioni da dove son venute secondo voi?
Da chi ha messo in dubbio quello che era sempre stato e ha cercato un altro modo, pensa alla ruota, al telefono, al computer, ad internet!

Va bene essere scettici, va bene chiedersi perchè una certa cosa si fa in un certo modo, va bene alzare la testa fuori dal gregge e fare la pecora nera ogni tanto.

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