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martedì 30 giugno 2015

Maturità: un esame da 200 milioni di euro!

“Un esame che promuove il 99% degli  esaminati non è selettivo. Che senso ha fare un esame in cui le commissioni tendono a promuovere tutti?”



Esame di maturità, ma quanto ci costi? Questo “rito di passaggio” verso l’età adulta ogni anno pesa sulle tasche dei cittadini una cifra molto vicina ai 200 milioni di euro. Non poco considerando che dopo tutto gli studenti che non superano l’esame di maturità si aggirano intorno all’1% ormai da anni. A rivelare questi numeri tra le righe è stato proprio lo stesso ministero dell’Istruzione, nella prima bozza del ddl stabilità 2014, che proponeva il ritorno a una commissione d’esame composta da professori interni e presidente esterno. Proprio in questa sede si quantificava sia il costo dei commissari esterni, pari a 147 milioni di euro, nonché quello dei presidenti di commissione, che da soli pesano sulle casse dello Stato circa 27 milioni di euro. Il costo totale della maturità si avvicina quindi ai 200 milioni di euro, dato che oltre alle spese del personale docente bisogna anche considerare le spese organizzative: dall’elaborazione delle tracce al software per la distribuzione del plico tematico, passando per i milioni di fogli protocollo da fornire agli studenti per le prove scritte.
Maturità: un esame utile? La storia è andata diversamente, con il governo che dopo aver annunciato la svolta è tornato sui suoi passi. Così il prezzo da pagare per la maturità 2015 è rimasto elevato, ma forse non più giustificabile se si scorrono i dati sugli esami di maturità degli ultimi quattro anni. Dal 2011 in poi la media dei non promossi oscilla sull’1 per cento. A luglio 2014 la soglia è scesa allo 0,8 per cento. Questo perché la decisione dei professori di bocciare uno studente non avviene in sede d’esame ma precedentemente, durante gli scrutini, al momento dell’ammissione, come confermano i dati Miur sugli scrutini finali. In questa sede i bocciati sono stati il 4% del totale. 
Maturità: il gioco vale la candela? «Un esame che promuove il 99% degli esaminati non è selettivo», sostiene Salvatore Giuliano, dirigente scolastico nonché uno dei Digital Champions italiani e membro del Cantiere per la Scuola #2 del Miur. «Che senso ha fare un esame in cui le commissioni tendono a promuovere tutti?». Secondo il dirigente scolastico, poi, l’esame di maturità sta perdendo di utilità anche perché non rispecchia il percorso scolastico dello studente. «Siccome la commissione non vuole bocciare - spiega Giuliano - gonfierà i voti agli scritti e agli orali di chi va peggio, assegnando punteggio pari o addirittura superiore rispetto a quello dei ragazzi più bravi per compensare». Ai maturandi che aspirano di raggiungere il 100, invece, non si regala nulla. «Meglio fare l’esame come si deve, valutando seriamente le prove, o non farlo proprio», aggiunge Salvatore Giuliano. 
Maturità: una possibile soluzione Nonostante queste osservazioni, l’esame di maturità rimarrà così com’è almeno per il 2015, pesando non poco sulle tasche dei cittadini. Nel corso delle consultazioni inline per il disegno di legge La Buona Scuola, il portale specializzato Skuola.net aveva tuttavia proposto di impiegare come commissari esterni i prof delle altre sezioni della scuola, che sono già a libro paga e non soggetti a oneri di trasferta come i commissari esterni. Una soluzione del genere avrebbe permesso di risparmiare 150 milioni di euro quest’anno, pur mantenendo una commissione mista, che a detta di molti rappresenta una garanzia della serietà dell’esame. 

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