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venerdì 31 luglio 2015

Tutto il corpo è mente

foto: linguaggionaturale.wordpress.com
Meraviglioso, ogni nostra singola cellula, persino quella sulla punta dell’alluce destro è mente, ricordo, intelligenza, elaborazione. Il Cervello è soltanto un sistema operativo, un hardware, un “viscere curioso”, come si dice in Medicina Tradizionale Cinese. Il Cervello infatti non viene ritenuto un organo fondamentale, non fa parte dei 5 organi vitali: fegato, reni, milza, polmoni e cuore. E’ un viscere, come il nostro intestino, il nostro secondo cervello.

Ora, anche per la nostra scienza moderna
“La Mente è Consapevolezza di esistere in un contesto”

“La Mente è ricordo, memoria, ma anche pensiero critico, ideazione, immaginazione, intuizione, desiderio, impulso, sentimento, responsabilità, senso morale, volontà, vigile attenzione, concentrazione, auto-coscienza, conoscenza, in una parola: Consapevolezza”.
Un computer non ha quella che i greci chiamavano Psiché. Simpatico sapere che letteralmente la parola psichè significa “Farfalla”. E’ quell’Animos, quel Vento energizzante, quel Soffio Vitale, simile al battito di ali di una ‘farfalla’, che ci rende vivi.

E allora: Dov’è la Mente?

Se vi chiedessi di riportare alla mente un ricordo qualsiasi, bello o brutto che sia, che cosa vi accade?
Provate a ricordare un qualcosa di forte, inciso nel vostro animo e nella vostra memoria. Purtroppo, vi avviso, un tale esperimento riesce meglio nell’affrontare un evento brutto, drammatico, della nostra vita. Benvenga, sono ricordi che spesso si annodano nel corpo e diventano un grumo di muscoli e tendini duri più dell’acciaio. Scioglieteli, scioglietevi.

Orbene, ogni parte del corpo vi manderà una sensazione: “le orecchie mi fischiavano, mi si stringeva il petto, avevo il cuore in gola, gli occhi mi bruciavano, avevo la bocca secca, sentivo un gran calore qui allo stomaco, mi stavo pisciando sotto, avevo il prurito per tutto il corpo, avevo tutto il peso del mondo sulle spalle...”
E il nostro cervello elabora istantaneamente tutti questi pezzi e li trasforma in un ricordo complesso, tridimensionale, quasi reale.
A volte siamo in grado di condividere quello stesso ricordo anche senza dire parole. Vi è mai capitato di sentirvi dire o di dire “Non ho parole”? Allora sapete bene quanto possono essere cariche di significato, che tipo di empatia possono creare in un rapporto quantistico.
Qualcuno mi ha detto: “Ma lo capisce solo chi ci è già passato”. Forse è vero, la solita storia della capriola.

Vi è mai capitato che un cane vi attraversi la strada mentre siete in macchina? O qualcuno che rispetta lo stop? Si reagisce in un istante, facendo un ragionamento così complesso che poi per raccontarlo con tutti i dettagli del caso ci si mette mezz’ora. Eppure la analisi del caso, la ricerca di una soluzione e la seguente reazione sono stata istantanee. “Corpo che pensa, mente che danza”, così si dice tra artisti marziali.
Nel Tai Ji Quan infatti, una delle arti più antiche, questa si chiama “Intelligenza del Corpo”. Si insegna che per renderla intelligente la prima cosa da fare è cercare conoscerla, praticarla, con semplicità, partendo da un primo singolo passo. Tanto basta per essere sulla Via del Tao.
Però anche i nostri avi greci dicevamo la stessa cosa, sul frontone del Tempio di Delfi avevano scritto: “Gnosi Teautòn”, ovvero: “Conosci te stesso”. E per conoscersi basta partire dalla propria colonna vertebrale, il nostro asse centrale, dalle articolazioni, le nove perle, dal misconosciuto muscolo Psoas, quell’imbracatura che ci sorregge dritti e ci fa camminare. Conoscersi in ogni singolo tendine, esserne consapevoli, vuol dire diventare intelligenti.

Facciamo un esempio: Io cammino…. (L’istruttore comincia a camminare fluidamente avanti e indietro)
Camminare, aprire una porta, richiuderla, è un movimento che facciamo ogni giorno, vi viene semplice, naturale, eppure nemmeno i robot più all’avanguardia riescono a farlo con la nostra grazie. Se solo pensiamo a cosa stiamo facendo cominciamo a camminare così: (L’istruttore mima una marionetta).
Io cammino, apro una porta, entro, la richiudo. (L’istruttore mima). Notate quanto sia movimento complesso, che per compierlo ci vuole una intelligenza a parte, quella del corpo. Noi lo abbiamo imparato da bimbi per imitazione, per gioco, guardando i nostri genitori, arieccoci ai mirror neurons, di nuovo a quel che ci dicevano i vecchi contadini: “Guarda e copia.”

Quindi: dove è la mente. I vari esperimenti di N.D.E., New Death Experience, nei casi di coma reversibile, hanno portato Van Lommed nel 2001 a dichiarare: “Tali fenomeni possono essere spiegati solo assumendo che la Coscienza non sia un fenomeno della attività cerebrale.”
La conclusione della scienza oggi appare semplice:
“Accanto al cervello biologico esiste un cervello elettro-magnetico-quantistico”.
D’altra parte la elaborazione istantanea di 10 alla 18esima reazioni metaboliche al secondo presuppone sicuramente un livello cerebrale superiore.
Il Biofisico Popp dice che “Tali fenomeni possono essere spiegati solo attribuendo una funzione ai fotoni.”
Anche il nostro Premio Nobel Rubbia è della stessa opinione: “Non si può credere che tutto questa attività sia possibile solo con il nostro sistema neuronale.”
Esiste una Mente Olografica.



CAP.5 - LA MENTE OLOGRAFICA

Per spiegarlo occorre prima dire che cosa è una olografia. Sia chiaro: non sono un fisico, faccio quello che posso da semplice farmacista.
Se si fotografa una mela con un raggio laser ottengo una lastra fotografica piena di strani sgrani scarabocchi che non si capisce niente, sembra uno di quei codici che vediamo sulle confezioni dei detersivi. Ma se si colpisce la lastra con un raggio laser si ottiene una immagine tridimensionale quasi reale, che ci si può persino giraci intorno. Se si fotografa una mela si ha la olografia della mela.

Il bello è che se tagliassi la lastra a metà e la colpissi con il raggio laser, non si vedrebbe una mezza mela, ma la mela intera. Chiedetemi: “Se la facessimo in mille pezzi?” Vi rispondo: non apparirebbe un millesimo di mela, ma la mela intera. Tutto ciò è stupendo, perché dimostra quel che dicevano anche gli antichi saggi: “Una parte contiene il tutto”, scommetto che di olografia non avevano nemmeno idea.
Ovviamente noi sappiamo che memorizzare i dati in questo modo occupa il minimo della cash, in una schedina grande mezza unghia siamo capaci di memorizzare 32MB di video, files, musica e foto.
La nostra memoria è olografica, il cervello lavora con ologrammi, solo così è possibile spiegare la velocità di elaborazione delle nostre sensazioni e dei nostri ricordi, valutare il più e il meno, prendere una saggia decisione, agire istantaneamente, utilizzare l’intuizione. Al di là della velocità della luce. Altro che onde elettro-magnetiche! Qui siamo veramente ad un altro livello, ad un livello quantico, fatto di fotoni e di stringhe.

Sappiamo che due fotoni che entrano in contatto tra loro ne mantengono memoria. Se in laboratorio si fanno scontrare due fotoni, questi assumono una direzione di spin contraria. Se poi si interpone una lastra polarizzata e lo spin del primo cambia, cambia pure quello dell’altro. Cosa avviene?
Gli scienziati Americani hanno portato uno dei due fotoni in Giappone. Quando hanno mutato lo spin del primo, istantaneamente, è mutato anche lo spin dell’altro. Conclusione: “La velocità della luce non c’entra niente”. Forse c’è veramente una galleria sotterranea che non conosce materia, la ministra Gelmini è un genio quantico!
Gli scienziati Russi hanno preso una ventina di coniglie gravide, le hanno messe su una nave e le hanno lasciate partorire. Poi hanno preso i cuccioletti e con un sottomarino li hanno portati lontano, tanto da poter misurare il rapporto tempo/spazio. Ogni volta che uccidevano un coniglietto, istantaneamente, ovvero nello stesso istante, la mamma sulla nave stava molto male.

Mia madre stava a seimila chilometri di distanza, forse era fuggita con papà in una capanna su una spiaggia della Tailanda, forse lo sentiva già, come fanno i fotoni. Ci vollero sette giorni per rintracciarli, mettemmo di mezzo il consolato. Ci raccontò che nell’istante in cui mio fratello Paolo moriva lei era stata colta da grave malore. Papà confermava. Perché. Che cosa accade. Cosa accade quando due gemelli si mettono in contatto come in una relazione telepatica.
La scienza sta cercando risposta. La telepatia e il teletrasporto non sono più mistero e tabù. Sarebbe bello comunicare con un pianeta lontano nel cosmo in maniera istantanea. Per Telecom e Google sarebbe un bell’affare proporre una comunicazione immediata e a costo zero.

Fatto sta che la mente comunica non solo con reazioni enzimatiche, onde elettromagnetiche, come abbiamo visto finora, ma anche per messaggi olografici. Un livello non esclude l’altro, anzi, sono tra loro interconnessi, anzi, se non c’è connessione, se non c’è bio-risonanza l’olografia non parte, o non arriva, o non viene riconosciuta.
Occorre stabilire Bio-Risonanza. Di Risonanza parla uno scienziato cinese nel 100 a.c. Notò che in una stanza di strumenti a corda se faceva vibrare su un solo strumento una nota, ad esempio un ‘La’, tutti gli altri entravano in risonanza ed esprimevano il loro ‘La’. Immaginate allora quale concerto possa realizzarsi con miliardi di strumenti quanti sono le nostre cellule vibranti, una sinfonia che non ha pari, specie se entra in risonanza con la terra, il cielo e gli altri. Mi fa pensare a quella musica celeste che qualcuno sente al suo primo bacio inamorato. (Non è un errore, intendo proprio “in-amore”)

Ora ritorniamo un attimo al nostro esempio del Cupolone di San Pietro: in ogni nostro atomo c’è vuoto e vibrazione, massa ed energia. Se riducessimo il nostro corpo in massa sarebbe non più grande di un pisello. In effetti siamo fatti di aria e di acqua.
Non capisco perché sia così difficile da comprendere. Per l’aria ok, può sembrare complicato accettare che siamo come Perelà fatti di fumo, ma per quanto riguarda l’acqua sin da ragazzi diciamo che siamo fatti di 70-80% di acqua. Eppure dentro di noi ci comportiamo come se fossimo fatti di ghiaccio, rigidi, duri, freddi. Ecco il trucco: sciogliere il ghiaccio interno in acqua. Se lo riscaldiamo mentalmente e lo trasformiamo in acqua ci sentiamo rilassati, con le spalle basse, sciogliamo ogni nodo e tensione, lasciamo che l’acqua scorre nel tubo senza strozzature, e raggiunga ogni parte del nostro corpo, fin giù all’alluce destro.

Ok. Si dice: “Siamo fatti per il 90 per cento di Acqua”. Ma non è vero, è una menzogna. Questo è uno scop. “Signore e Signori, ecco la verità: Siamo fatti di mare.”
Cito una stupenda immagine di Italo Calvino: “E quando riuscii a trattenere un po’ di mare dentro me iniziai a camminare sulla terra.”
L’acqua di mare desanilizzata ha la composizione chimica del nostro plasma. Non siamo Acqua, siamo Acqua e Sali, siamo mare. E in questo mare immaginiamo nuotino tutte le nostre cellule, che poi al loro interno hanno un altro mare che si chiama protoplasma. Questo strato di mare viene chiamato “tessuto connettivo lasso”, o “matrice”.
Vi è mai capitato di fare un bagno in mare e incontrare ad un certo punto una corrente più fredda e veloce? Ecco, pressappoco potete immaginare che quella corrente al nostro interno sia un meridiano di agopuntura nella Medicina Tradizionale Cinese.

Per riuscire a trasformare il nostro ghiaccio in acqua, e poi in aria, ci sono molti strumenti, ad esempio Qi Cong, Tai Ji Quan, Baguà, Yoga, Omeopatia, Omotossicologia, Floriterapia, Reiki e via continuando.
Per noi farmacisti non è assolutamente necessario conoscerli tutti, ne basta uno, ma occorre conoscere i principi, che poi sorreggono qualsiasi arte. Non è nemmeno importante che il farmacista li proponga, ma almeno sappia di cosa si sta parlando e se richiesto poter dare una risposta professionale.
A proposito: io non sopporto più tormentoni come “Medicina Alternativa”, “Effetto Placebo”, “Omeopatia: Acqua fresca”, perché sono antistorici e ascientifici, assolutamente obsoleti, roba da medioevo.

Occorre finalmente comprendere che il paziente è parte strutturale-organica, ma anche mentale, psichica, energetica, e che questi livelli sono interconnessi, che il nostro primo compito è ristabilire tra loro risonanza. Altrimenti l’immagine olografica di guarigione, la ippocratica “Vis medicatrix naturae”, non si può esprimere e viene bloccata provocando malattia.
Di conseguenza a ciò appare lapalissiano che il nostro intervento professionale di farmacisti appartiene sempre, volenti e nolenti, ad un Sistema Integrato di Salute. Ogni nostro gesto, sguardo, parola emette un messaggio elettro-magnetico. E’stato dimostrato che il nostro cuore emette fino a tre metri un’onda di ampiezza sessanta volte maggiore di quella del cervello. E’ questione di feeling!


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