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martedì 11 agosto 2015

Detto il "mammifero più sfigato", ma non muore mai di cancro

L’eterocefalo glabro, detto anche talpa africana senza pelo, è un animale di una sfiga colossale: è totalmente pelato, non ci vede, non ci sente e ha pure una scarsissima percezione tattile. Unico tra i mammiferi ad avere sangue freddo, non ha un sistema di termoregolazione, ragion per cui vive la sua vita costantemente sottoterra dove la temperatura non subisce grandi sbalzi. Lo si potrebbe definire l’Addolorato del regno animale. Questa bestia però ha un paio di primati interessanti: è uno dei due soli mammiferi eusociali conosciuti e non muore mai di cancro. Trascurando le dinamiche sociali di organizzazione a caste simile alle api e alle formiche, il fatto di non morire mai di tumore ha un chiarissimo interesse a livello biologico e medico.Un articolo pubblicato su Nature rivela che l’immunità al cancro di questa talpa dipende dall’elevata concentrazione di ialuronano a lunga catena nei suoi tessuti. Lo ialurorano (anche acido ialuronico) è un componente della matrice extracellulare in quasi tutti i mammiferi ed è responsabile dell’elasticità. Quello che ha portato la nostra amica talpa nuda a produrre molecole di acido ialuronico 5 volte più lunghe di quelle degli altri mammiferi sono solo un paio di mutazioni della proteina ialuronano sintasi (due arginine che diventano due serine). Probabilmente queste mutazioni offrivano un vantaggio evolutivo: vivere nudi sottoterra in canali scavati da te e i tuoi amici richiede una pelle più elastica. E risparmi di antirughe.
Quando i ricercatori della Rochester University hanno iniziato a studiare i meccanismi cellulari di questi mammiferi si sono accorti quasi per caso che le colture cellulari da talpa nuda davano più problemi di manutenzione delle altre: producevano una matrice colloidale che risultava molto fastidiosa da pulire. Questa matrice era anche quella che però impediva alle cellule di crescere incontrollatamente, stadio critico nella formazione di un tumore. Un altro fattore a riprova di questa protezione dello ialurorano è che il sistema di degradazione di questa molecola in talpe nude è molto rallentato rispetto a quello degli altri mammiferi.
Per ora si sa che l’acido ialuronico è implicato nella risposta infiammatoria e nell’inibizione che regola la crescita cellulare nei tessuti (early conctat inhibition). Ulteriori studi ci diranno se l’acido ialuronico a lunga catena può proteggere dai tumori anche altri mammiferi, sempre che tra gli effetti collaterali non ci sia la lenta trasformazione in un mammifero tra i più sfigati che il regno animale annoveri.

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