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lunedì 10 agosto 2015

Effetti negativi della solitudine


Secondo il dati del nuovo studio condotto dall'Università di Brigham la solitudine è dannosa quanto l'obesità, il fumo o l'abuso di alcol



Stare soli o sentirsi soli sono concetti ben diversi. C’è chi vive ogni giorno in mezzo a un mare di gente eppure continua a sentirsi solo, c’è chi sceglie di isolarsi perché ama la quiete della solitudine. Comunque sia, che ci si senta soli o che si scelga di stare soli per piacere, il rischio per la salute non cambia: “gli effetti della solitudine sono comparabili all’obesità, un tema che la sanità pubblica prende molto sul serio – ha spiegato Julianne Hot-Lunstad, primo autore di un recente studio pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science – Forse, quindi, dovremmo iniziare a prendere più seriamente anche le nostre relazioni sociali”.
La ricerca in questione, condotta dai ricercatori della Brigham University nello Utah, è stata condotta analizzando i dati di altre 70 ricerche realizzate sulla salute (in particolare nei casi in cui si analizzava la solitudine, l’isolamento o il vivere da soli) dagli anni Ottanta ad oggi e che hanno coinvolto oltre 3 milioni di persone. Lavorando anche su variabili come l’età, lo status socioeconomico, il genere e le condizioni di salute preesistenti, i ricercatori hanno riscontrato che l’assenza di relazioni sociali aggiunge un rilevante fattore di rischio sulla salute. Dunque, secondo i dati di questo meta-studio e di un precedente studio condotto dallo stesso gruppo nel 2010, stare soli sarebbe comparabile a fumare 15 sigarette al giorno e il rischio per la salute supererebbe addirittura quello legato all’obesità o all’alcolismo.
Dunque è chiaro che, oltre alla mela, anche un amico al giorno toglie il medico di torno.

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