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lunedì 24 agosto 2015

Gli effetti stimolanti della luce blu

Effetti marcati sulla funzione cognitiva e la vigilanza sono stati registrati in seguito a brevissimi istanti di esposizione alla luce blu. Luce che mostra effetti sulla veglia anche più evidenti della caffeina.
La luce blu è risultata causare quasi immediate modifiche a livello cerebrale e agire come uno stimolante al pari della caffeina.Quanti di noi ogni giorno si bevono una o più tazzine di caffè per riuscire a contrastare i ritmi frenetici della società e la richiesta di essere sempre attivi? Un abuso di caffeina, tuttavia, potrebbe anche causare alcuni problemi di salute, specialmente se protratto per molto tempo.

Come dunque ottenere gli stessi effetti sulla vigilanza senza assumere sostanze eccitanti o stimolanti? A questa domanda hanno risposto i ricercatori della Mid Sweden University che hanno scoperto come la luce blu può eliminare sonnolenza e mantenere un ottimo stato di veglia, alla stregua della caffeina.
Eppure dovevamo sospettarlo, visto che negli ultimi anni proprio la luce di colore blu è stata avversata a causa dei suoi effetti negativi sulla qualità del sonno. Pensiamo a smartphone e altri aggeggi tecnologici che, se utilizzati prima di coricarsi, possono portare a una notte insonne. Questo è dovuto alla luce blu emessa dai display dei dispositivi elettroni che provoca una soppressione della melatonina, da tempo ormai conosciuta per il suo ruolo di regolatrice del ritmo biologico.
Come tutte le cose, però, possono essere utilizzate con equilibrio e consapevolezza per ottenere effetti positivi. In questo studio si è infatti potuto notare come la luce blu sia anche in grado di donare maggiore attenzione cerebrale.
Durante la ricerca, alcuni imprenditori volontari sono stati sottoposti a elementi di distrazione come grandi schermi televisivi; chi era stato esposto alla luce blu riusciva a distrarsi molto meno rispetto a chi aveva assunto della semplice caffeina.
Secondo gli autori dello studio «la luce blu e la caffeina hanno dimostrato effetti distinti su aspetti della funzione psicomotoria». La luce blu ha infatti «la caratteristica di influenzare positivamente tutta una serie di impostazioni in cui la funzione cognitiva e la vigilanza sono importanti».
Secondo gli scienziati, questo genere di illuminazione migliorerebbe le capacità cognitive come la memoria, l’attenzione e il tempo di reazione. Per i tessuti sembra essere innocua, ma può  provocare effetti biologici abbastanza marcati sull’organismo umano. Non a caso, alcuni trattamenti medici si basano sull’utilizzo di tale luce: all’Ospedale Universitario di Heidelberg, per esempio, è stata sviluppata una struttura in grado di trattare positivamente il dolore. Ma ci sono anche ricerche più curiose come quella condotta dalla Hebrew University Hadassah School of Dental Medicine (Israele) che ha dimostrato come alcune lampade allo Xenon usate per lo sbiancamento dei denti siano riuscite a eliminare i batteri gram-negativi che inducono l’alitosi. Secondo l’Università di Montreal, infine, i non vedenti sarebbero in grado di rilevare la luce blu.
E’ indubbio che le potenzialità di questo genere di frequenza può essere sfruttata in campo medico per molti problemi, anche se dovranno essere condotti ulteriori studi. Quello che è certo, per ora, che sono sufficienti 50 secondi di esposizione per cagionare cambiamenti a livello cerebrale.

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