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domenica 13 settembre 2015

Api drogate dal nettare con pesticidi


Miele con pesticidi crea dipendenza alle api

Abbiamo già parlato di miele come di un prodotto eccezionale che non scade praticamente mai, dalle ottime proprietà. Ora si apprende che i pesticidi hanno sulle api un effetto che nessuno si sognerebbe mai di immaginare. Le api sono drogate dai pesticidi che hanno su di loro un effetto simile alla nicotina sugli uomini.
Questo è l’allarme lanciato da alcuni scienziati della Newcastle University che in uno studio pubblicato su Nature affermano che le api hanno una preferenza per soluzioni dolci cui è stata aggiunta una dose di pesticidi, elemento che potrebbe suggerire lo sviluppo di una sorta di dipendenza da queste sostanze chimiche.
I ricercatori hanno osservato che l’ape da miele (Apis mellifera) e il bombo (Bombus terrestri) non evitano il nettare in cui c’è una rilevante concentrazione di tre dei pesticidi del gruppo dei neonicotinoidi più diffusi (Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam). Anzi, entrambe le specie sembrano addirittura preferire le soluzioni cui è stato mescolato Imidacloprid e Thiamethoxam rispetto a quelle senza.
Il sapore amaro dei neonicotinoidi non dà alcun fastidio alle mellifere, i cui neuroni del gusto non percepiscono alcuna differenza tra una zolletta di zucchero normale e una con l’aggiunta di insetticida. I bombi, invece, sembrano addirittura più inclini a mangiare i pesticidi, e addirittura potrebbero diventarne dipendenti.
Un altro studio, pubblicato sempre su Nature, dell’Università svedese di Lund, ha tra l’altro fornito una delle prove più convincenti della pericolosità dei neonicotinoidi per api e bombi. Gli scienziati svedesi hanno portato a termine quello che ritengono il primo esperimento sul “mondo reale” degli effetti di questo gruppo di pesticidi sulle api e hanno scoperto che le popolazioni selvatiche si sono dimezzate nei campi trattati con queste sostanze chimiche. L’impatto sulle api selvatiche è definito “drammatico” dal professore che ha guidato lo studio, Maj Rundlof, intervistato dal Guardian, mentre lo studio non ha evidenziato conseguenze sulle api da miele.
Maj Rundlöf, coordinatore del progetto della Lund University, sintetizza i risultati dello studio focalizzandosi sull’influenza del neonicotinoide clothianidin su parecchie specie di api. Credit: Lund University
Molte specie di api a rischio, habitat sono fondamentali – In Europa, oltre al 9% di specie di api a effettivo rischio di estinzione, un ulteriore 5% è considerato “quasi minacciato”. Le popolazioni di almeno 150 specie sono infatti in declino, mentre quelle di altre 244 sono più o meno stabili. Allarma inoltre il fatto che per circa metà delle specie europee non esistano dati scientifici in quantità sufficiente per valutarne il rischio di estinzione; inoltre, le tendenze relative alla popolazione di circa l’80% delle specie rimangono sconosciute. Il rapporto sottolinea pertanto l’urgente necessità di ulteriori ricerche sullo stato e sulla possibile diminuzione delle popolazioni di api. Questa nuova lista rossa, in cui sono incluse raccomandazioni sulla conservazione di specie e habitat, verrà consultata durante la fase di revisione di medio termine della strategia Europa 2020 in materia di biodiversità. La strategia contiene infatti vari obiettivi relativi all’attuazione della legislazione comunitaria in merito alla protezione della natura, al ripristino degli ecosistemi degradati e a un’agricoltura maggiormente sostenibile, ovvero fattori che dovrebbero contribuire a migliorare la situazione delle api.
Con la scomparsa delle api pesanti danni per l’agricoltura – Il buono stato di conservazione di habitat ed ecosistemi è fondamentale per la salute di questi insetti. I prati ricchi di fiori selvatici sono particolarmente importanti, perché sono forieri di benefici anche per la biodiversità in generale, nonché per le attività di ricreazione e tempo libero: la loro conservazione è dunque un vantaggio da molti punti di vista. Inoltre, le api selvatiche si specializzano spesso nell’impollinazione di piante specifiche: questa abitudine le rende più efficaci delle api da miele, e la loro diminuzione può dunque influire negativamente sui raccolti, ad esempio quelli frutticoli. Per l’Unione europea, l’impollinazione eseguita dagli insetti (in stragrande maggioranza api) vale circa 15 miliardi di euro all’anno. A livello mondiale, nelle regioni in cui le api sono diventate più rare, l’impollinazione manuale è un peso non indifferente per l’agricoltura. La qualità della vita e l’ambiente naturale sono strettamente interconnessi: la piccola ape è uno degli esempi più lampanti di questo legame.FONTE ioleggoletichetta.it

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