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venerdì 4 settembre 2015

Comprendere e verificare le 5 Leggi Biologiche

Due sono le condizioni necessarie e imprescindibili per comprendere il paradigma delle Leggi Biologiche:



- la prima condizione è quella di mettersi in una posizione di disponibilità a cambiare testa: non sono conoscenze e nozioni da aggiungere al proprio sapere, ma è una forma mentis capovolta rispetto a ciò a cui siamo abituati. è quindi un percorso complicato e molto coraggioso;
- la seconda condizione è, come per ogni apprendimento che si voglia integrare veramente nelle ossa, sperimentare e verificare sul campo.

Se per la prima condizione il fatto che tu stia leggendo è già un buon segno di disponibilità, per la seconda condizione voglio provare a dare qualche suggerimento pratico.
Sia però molto chiaro che quello che si fa è un allenamento didattico, e non può sostituire la corretta diagnosi di un medico o cambiare le relative cure.

La prima cosa da scardinare è il principio psicosomatico: il corpo "sta male", ovvero manifesta sintomi, quando è rilassato ed è uscito dallo "stress", non il contrario.
Quindi quando hai un sintomo, nella quasi totalità dei casi hai già risolto il conflitto biologico.
Per questo motivo la DHS è proprio l'ultima cosa da cercare, ma piuttosto è di interesse trovare la ConflittoLisi, cioè il momento in cui il corpo è entrato in fase di riparazione, con i sintomi febbrili, i dolori e tutto il resto.
Il gioco sta proprio nel concentrarsi sulla CL.
Per comprendere questo principio è bene studiare almeno la seconda legge.






Allora diciamo che hai improvvisamente un sintomo, come un rossore sulla pelle uscito una sera che nel pomeriggio non c'era, un mal di testa che di solito non hai con il quale ti sei svegliato, un labbro improvvisamente un po' gonfio, un dolore alla spalla dall'ora di pranzo, ma la mattina non c'era.

Devi prendere a riferimento dei sintomi che non siano cronici, perchè quel sintomo cronico che c'è più o meno sempre, si genera spesso da una situazione che è talmente parte della tua vita e della tua identità, che è molto difficile da vedere. Perchè se la vedessi, forse faresti qualcosa di diverso e il sintomo svanirebbe!
Ed è questo il caso in cui ci si può fare aiutare da un professionista.

Dunque il procedimento è questo
Hai un rossore all'interno delle braccia e un po' sulle spalle, te ne accorgi la sera, ma il pomeriggio non c'era. 
- Vai a cercare nella sezione Eziologia di questo sito un sintomo simile, e trovi che l'epidermide è un tessuto che riduce funzione e sensibilità in fase attiva (senza sintomi evidenti) e gonfia arrossando in soluzione. Quel rossore è quindi una soluzione. 
- Trovi anche che la pelle risponde alla percezione biologica della "perdita di contatto". 
- Cerchi di ricordare l'orario in cui hai avvertito il sintomo, e lì vai a cercare, pochi minuti prima, massimo qualche mezzora (forse non ti sei accorto subito del rossore), con chi hai recuperato il contatto, chi sei riuscito a riabbracciare, in senso materiale ma anche traslato, magari con una telefonata. 
Qui bisogna essere precisi, non si può dire "ieri" se stamattina il sintomo non c'era. Pochi minuti, massimo un paio di ore prima del sintomo.
- Quando lo trovi hai verificato il nesso, e vedi proprio "sulla tua pelle" quanto il tuo corpo soffrisse quella separazione. Potrai anche pensare "sì ma a me di quello non importa più niente, figuriamoci", è probabile, ma il corpo non mente, la nostra testa invece fa i numeri da circo. 
Forse potrai gioire per avere imparato qualcosa dal tuo corpo.
- In seguito curati come hai sempre fatto e come ritieni opportuno.

Oppure: ti svegli con un gran mal di testa, una cosa nuova per te. 
- Vai a cercare nella sezione Eziologia di questo sito il mal di testa, e trovi che è generato nella maggioranza dei casi da compressioni cervicali, tessuto mesodermico recente, che fa atrofia in fase attiva e in soluzione gonfia con compressione dolorosa dei nervi. Il dolore è quindi in soluzione. 
- Trovi anche che il tessuto mesodermico risponde a "non riuscire a fare qualcosa", e in particolare le cervicali sono "non riuscire a essere all'altezza" soprattutto intellettuale.
- Sai che ti sei svegliato la mattina con il sintomo, ma la sera non avevi niente. Allora la notte, poco prima di andare a dormire, è successo qualcosa dove hai sentito "ci sono riuscito", o perchè hai discusso con qualcuno, o perchè hai avuto una buona notizia, o sei stato bravo a fare qualcosa per cui eri teso. 
Se è una emicrania, si può verificare anche la lateralità destra/sinistra: se è sul lato non-dominante "ci sono riuscito" in relazione a mamma / figli ( o chi è vissuto come tale), sul lato dominante in relazione a papà / partner / resto del mondo.
- In seguito curati come hai sempre fatto e come ritieni opportuno.

Labbro inferiore gonfio: mezz'ora fa non lo avevi, adesso c'è questa strana protuberanza. 
- Vai a cercare un sintomo simile e trovi che la pelle del labbro è tessuto ectodermico, che ulcera in fase attiva (ma spesso senza sintomi) e gonfia in soluzione. Siamo quindi in soluzione, di un sentito biologico che è "perdita di contatto".
Sul labbro inferiore, che partecipa alla funzione del parlare, è una perdita di contatto verbale. 
- La domanda da porsi è "con chi sono riuscito a parlare che da tempo non potevo?" "chi ho finalmente mandato a quel paese?" "a chi ho detto quella cosa che ho aspettato tanto per dirla?". Sia in senso materiale, sia in senso traslato con un messaggio, una lettera ecc.
Anche qui è valida la lateralità destra/sinistra.
- In seguito curati come hai sempre fatto e come ritieni opportuno.

Nota che, in questo procedimento, devi prestare attenzione al sintomo, cioè la manifestazione fisica che vedi nel corpo, e non al nome che viene dato da una diagnosi.
Per esempio il nome "herpes" non ti dà alcuna informazione utile all'indagine, ma dovrai restare focalizzato su quello che succede concretamente: il labbro è gonfio? Se sì, quello superiore, inferiore, lato destro o sinistro? Ci sono bollicine? Ci sono croste? Ecc.

Siccome la materia è in fondo semplice (molto lineare) ma anche molto vasta, è importante rendersi conto che l'errore di valutazione e i rischi di fare interpretazione sono selvaggi e indomabili, specie alle prime armi. Si prendono enormi cantonate anche dopo anni di esperienza in 5LB, e giocare con la salute può essere pericoloso.
Il linguaggio biologico è terra terra, ma proprio per questo i nostri cervelloni abituati a stare sulle nuvole filosofiche fanno fatica a capirlo.
In effetti un'altra idea da smantellare per poter fare questa analisi è l'assunto psicologico, secondo il quale pensare o capire una cosa, avere consapevolezza, produca di per sè un cambiamento percettivo biologico.
Non è così: perciò nella ricerca dell'evento CL, sarà necessario andare a caccia di un fatto concreto che ha fatto percepire all'organismo che qualcosa è diverso, un'azione reale anche passata inosservata, e non un cambio di pensiero.

Questo procedimento sia preso con il gusto della curiosità, e con la voglia di verificare una cosa inequivocabile: se adesso ho cominciato a stare male, poco fa ho mollato qualcosa. Se non mi sono accorto, posso provare a scoprire cosa e imparare dal mio corpo.
In seguito, approfondendo la materia, si potranno aggiungere dettagli e precisione.

Quindi le regole di base del procedimento sono:
- cercare la CL (conflittolisi) in un fatto concreto, e NON LA DHS (lo shock biologico).
- Verificare su di sè: che significa sperimentare queste leggi per poterci credere e poterle studiare meglio, e non vuol dire fare terapia! (come troppo spesso alcuni fanno credere: "conosci il conflitto così lo risolvi").


Vi sono alcune criticità che comunemente rendono difficoltoso l'approccio al paradigma delle leggi biologiche, sia per i curiosi sia per gli addetti ai lavori.

Siccome questo articolo è accessibile anche a chi non ha ancora conoscenza di questo mondo, provo ad accennare ad alcuni fra i diversi ostacoli possibili, come l'approssimazione e il "conflittismo", rimandando per eventuali chiarimenti al libro da cui è ricavato questo articolo.


La precisione
Le leggi biologiche sono leggi matematiche e per questo motivo sono molto precise.
Non può essere "forse", ma o è o non è.
Non può essere che su 100 bambini 99 hanno un papà e uno no: 100% dei bambini seguono la legge di natura del nascere da un papà e una mamma.


Così anche la precisione nella diagnostica è fondamentale.
Non essere precisi ha lo stesso effetto del fare un'operazione chirurgica in modo approssimativo: si fanno danni.
Si può finire con l'operare la gamba sbagliata, si può rischiare di fare un taglio abnorme e dissanguante che non si sa più come richiudere.
Questa è una prima regola deontologica che dovrebbe imporsi chi volesse adottare le 5 leggi nel proprio lavoro: scegliere e cercare la precisione.
La scelta di essere precisi o approssimativi si fa in ogni istante, ed è essenziale non solo per chi nel suo lavoro è di fronte a una persona che chiede aiuto o per chi fa divulgazione di massa, ma anche per chi cerca di fare una semplice verifica personale di queste conoscenze perchè, se non riescono a essere confermate da esperienza concreta, rimangono vuote teorie.
E le vuote teorie che non si fanno corpo non sono affatto irrilevanti, perchè costruiscono castelli ipnotici che influenzano concretamente la biologia.

La precisione va scelta continuamente e in questo ambito richiede metodo applicativo e presenza di sè.



Un ostacolo che rende faticosa la verifica e integrazione di questo paradigma è dunque l'approssimazione, a cui siamo anche culturalmente abituati.

Un'approssimazione che cerca di fare regole generali e protocolli (a cui siamo culturalmente abituati) allontanandosi dalla precisione di un organismo unico e irripetibile (vedi il proliferare di numerosi "elenchi telefonici dei conflitti" con rimedi e consigli generali annessi).
L'approssimazione è oggi padrona nella divulgazione delle leggi biologiche, a causa di una salutare e necessaria frenesia che le sta conducendo finalmente a una massa critica di conoscenza popolare.
Se ci aggiungiamo anche l'ingrediente della guerra tribale tra "Nuova Medicina" e "Vecchia Medicina", abbiamo il quadro della confusione servito. Credo sia chiaro a molti come l'assalto alla diligenza per dimostrare che Hamer ha ragione sia oggi un approccio diffuso e altamente corrosivo, specialmente quando viene adottato in ambito terapeutico.



Sono passati 30 anni dalla scoperta di queste leggi di natura, ma siamo solo all'inizio e il bello deve ancora venire: conosciamo i limiti di oggi, sopravviveremo alla confusione!

Un altro ostacolo che frena l'accesso a questo mondo è l'equivoca indefinitezza della linea di confine che separa il territorio del conoscere da quello dei metodi terapeutici.





di Mauro Sartorio, pubblicato su : 5lbmaurosartorio.com
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