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domenica 11 ottobre 2015

Effetto centesima scimmia




Un oceano di vibrazioni microscopiche riempiono lo spazio esistente tra tutto ciò che è costituito di materia e che prima era ritenuto vuoto. Un mare di energia pulsante in cui ogni elemento (quindi anche l’uomo) è connesso con qualsiasi altro attraverso una fitta ragnatela invisibile. La separazione è solo un’illusione in questo ologramma che chiamiamo vita.


Gli esseri viventi sono intimamente connessi tra loro, immersi in un campo quantico di informazioni, quello che Jung chiamò l’inconscio collettivo e a cui gli esoteristi si riferiscono come registro akashico. Questo esperimento dimostra come pochi individui possano influenzare l’intero pianeta attraverso uno spazio-tempo che come disse Einstein “sono modi in cui pensiamo e non condizioni in cui viviamo“.
L’effetto centesima scimmia è stato introdotto dal biologo Lyall Watson nel suo libro del 1980, ‘Lifetide’ (La Marea della Vita) in cui racconta di come i primatologi giapponesi abbiano studiato per 30 anni la scimmia giapponese Macaca Fuscata negli anni ’50 osservando un certo numero di colonie selvagge arrivando a testimoniare un fenomeno sorprendente.
Una di queste colonie viveva isolata sull’isola di Koshima e nel 1952 gli scienziati decisero di fornire alle scimmie delle patate dolci gettate sulla sabbia. Le scimmie apprezzarono il gusto delle patate dolci crude, ma trovarono la sabbia sgradevole.
Ad un certo punto un esemplare femmina di 18 mesi di nome Imo scoprì che poteva risolvere il problema lavando le patate in un ruscello vicino. Invertendo la normale tendenza, ha insegnato poi questo trucco a sua madre. I suoi compagni di gioco fecero altrettanto insegnando la stessa cosa alle loro madri.
Tra il 1952 e il 1958 tutte le giovani scimmie impararono a lavare le patate dolci dalla sabbia per renderle più appetibili. Solo gli adulti che imitarono i loro bambini hanno imparato questo miglioramento sociale. Gli altri adulti hanno continuato a mangiare le patate dolci sporche.
Poi successe qualcosa di straordinario: nell’autunno di quell’anno un numero imprecisato di scimmie di Koshima lavava le patate dolci nel mare, perché Imo aveva fatto l’ulteriore scoperta che l’acqua salata non solo puliva il cibo ma gli dava un interessante nuovo sapore.
Era un martedì quando gli etologi osservarono questo fenomeno: un certo numero di scimmie, diciamo 99, per rendere l’evento più chiaro, era sulla riva alle undici di quella mattina, quella stessa sera tutte le scimmie dell’isola avevano iniziato a lavare le patate! Raggiunta una certa massa critica, una centesima scimmia si è aggregata al gruppo che lavava le patate provocando un drammatico cambio di comportamento nell’intera comunità.
Non solo, ma il comportamento aveva superato le barriere naturali ed era apparso spontaneamente in colonie su altre isole e pure sulla terraferma, in un gruppo a Takasakiyama.
Questo evento dimostrò che quando un certo numero critico raggiunge una consapevolezza, questa nuova consapevolezza può essere comunicata da mente a mente. Sebbene il numero esatto può variare, questo fenomeno della centesima scimmia dimostra che quando un numero limitato di persone apprende un nuovo modo , questo può rimanere una proprietà cosciente di queste persone.
Ma c’è un punto in cui se solo una persona in più si sintonizza in questa nuova consapevolezza, il campo si rafforza in modo che questa consapevolezza diventa di tutti!
L’azione di ogni singolo individuo ha una potenzialità ben più vasta e significativa di quello che immagina. Cambiando noi stessi possiamo, per sincronicità, portare rivoluzionari cambiamenti all’intero pianeta.
La centesima scimmia è una conferma della teoria del campo morfogenetico ipotizzato e studiato da Rupert Sheldrake, che ci fa capire come possa accadere il cambiamento della specie attraverso le azioni di individui, che uno alla volta fanno qualcosa di nuovo.

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