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giovedì 1 ottobre 2015

La scuola frena la creatività

Foto da: web.tiscali.it
La scuola è uno dei luoghi in cui i bambini trascorrono più tempo:  dai 6 anni in poi hanno davanti almeno 13 anni di scuola durante i quali il bambino sta formando non solo la sua conoscenza del mondo, ma anche la sua personalità e ponendo le basi per la sua attitudine verso la vita,  capacità di affrontare lo stress, sensazione di sentirsi bene  e soddisfatto e raggiungere i propri obiettivi.
La scuola si occupa abbastanza del lato “tecnico” della cultura e dell’imparare, ma quasi per niente dell'aspetto più umano, della crescita e dell'auto conoscenza della persona. Non c'è da meravigliarsi se si pensa che le scuole sono basate su un modello abbastanza antiquato di trasmissione delle informazioni uguale  per tutti, che tralascia completamente tutte le differenze tra bambino e bambino, la creatività del “cervello destro” e i diversi stili di apprendimento.

La scuola oggi è improntata su un modello che non è mai stato cambiato negli ultimi 40 anni, anche i nostri genitori andavano in aula, sedevano nei banchi, avevano di fronte la maestra, ascoltavano la lezione, facevano i compiti a casa… e andava benissimo così, 40 anni fa però!
Oggi il mondo è diverso, un bambino di 6 anni è esposto a miriadi di stimoli in più rispetto ad un bambino di 40 anni fa, l’ambiente intorno è diverso, le esperienze sono diverse e di conseguenza anche lo sviluppo è diverso. 
Si pretende che i bambini vadano bene a scuola, si comportino bene e facciano i compiti e se non ci riescono il più delle volte è perchè sono “svogliati”, “distratti” o magari hanno qualche nuova forma non ancora conosciuta all’essere umano di DSA o ADHD.

Un bambino annoiato è un bambino triste, svogliato, nervoso e a volte agitato.

Un altro aspetto molto carente nella scuola oggi è l’attenzione verso il singolo: si pone molta cura ad uniformare, rendere tutti uguali, portare tutti allo stesso livello laddove a mio parare sarebbe più utile e intelligente fornire ai bambini gli strumenti per tirare fuori il loro talento naturale e coltivarlo.
Ma come può un ragazzo trovare la propria tendenza, la propria unicità in un ambiente in cui si vuole invece uniformare? Si applica un metodo uguale per tutti a persone che però non sono uguali tra loro, come può funzionare bene?
Il nostro sistema educativo è basato sulle abilità accademiche e  si basa su due idee:
  • Le discipline che ti fanno trovare lavoro sono le più importanti.
  • L’idea di intelligenza di oggi è dominata dall’abilità accademica.
Non è affatto vero che creatività e immaginazione sono meno importanti dell’imparare a leggere e a scrivere.
Essere creativi vuol dire essere originali ed essere originali vuol dire fare cose diverse gli uni dagli altri. Facendo tutti le stesse cose di sicuro magari non sbagliamo, ma senza sbagliare non si impara perchè se non si rischia non si trova mai nulla di diverso da quello che c’è già.

Insegnare ai bambini che sbagliare va bene è importante perchè devono acquisire quella sicurezza che provando e riprovando puoi raggiungere il tuo obiettivo, non importa quante volte sbagli e dagli errori puoi imparare.
Tra l’altro se non sei preparato a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale e qui torniamo al discorso della creatività: la scuola, punendo chi sbaglia e premiando chi fa sempre bene sta uccidendo la creatività. 
Questa capacità naturale che i bambini hanno di buttarsi nelle cose non dura per sempre, man mano che crescono tende a scomparire. Ed ecco che un bambino terrorizzato dagli errori sarà un adulto che avrà paura di sbagliare e che gestirà la sua azienda con questa attitudine, stigmatizzando gli errori perchè c’è troppa troppa troppa paura di fallire.

Picasso una volta disse “Tutti i bambini nascono artisti. Il problema è rimanerlo anche da adulti”

Non diventiamo creativi: disimpariamo ad esserlo o meglio ancora ci insegnano a non esserlo. 


L'augurio migliore è che il sistema scolastico cambi in fretta e si adegui alle nuove generazioni, rendendosi conto dell’importanza di valorizzare ogni singolo bambino piuttosto che uniformare e cerare di ottenere gli stessi risultati da tutti, affinchè sempre più bambini trovino la loro strada e sviluppino i propri talenti.
Nel frattempo noi possiamo fare la nostra parte, genitori e persone che ricoprono un ruolo di educatore possono favorire questo processo:
Aiutate i vostri figli a sviluppare la loro creatività, proponete loro attività diverse, fate in modo che in casa vostra ci sia sempre della musica, dell’arte, della creatività.

Come può un bambino scegliere la propria strada se neanche sa che esiste una strada?

Aiutate i bambini a scoprire il mondo attraverso libri, giochi, corsi di arte, musica, danza, decoupage, qualsiasi cosa. E non fermatevi finchè non vedrete quella lucina negli occhi di vostro figlio.

ATTENZIONE: il termine scuola si riferisce all'istituzione in se, non si vuole attaccare gli insegnanti, i quali devono adeguarsi alle direttive del sistema scolastico



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