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venerdì 16 ottobre 2015

Le recidive causano il male cronico

COME USCIRE DALLE “RECIDIVE”. PER SEMPRE.
Siamo in un epoca propizia. Grazie agli studi ed alle esperienze di Marco Pfister e soprattutto (in termini di divulgazione massiva) Claudio Trupiano, qui da noi in Italia si può facilmente affermare che le veridicità delle leggi biologiche è ampiamente comprovata e scientificamente riproducibile. Ma nonostante questo lavoro certosino e coraggioso, il problema rimane quello iniziale: capito che ogni reazione biologica che noi chiamiamo “sintomo” è la naturale risposta dinamica del corpo ad un evento stressivo, cosa che ci toglie dalla paura dell’aver “chissà quale male”, come possiamo evitare di ricadere negli stessi schemi ricorrenti che sappiamo essere stati chiamati in modo corretto “recidive“?
In parole povere: anche avendo capito e conoscendo alla perfezione cosa avverrà quando saremo di fronte al conflitto del territorio e questo si risolverà manifestando i suoi sintomi, come possiamo evitare che questo continui a verificarsi fino al punto che la biologia non riuscirà più a riparare i tessuti in modo efficiente e quindi coerente con l’evoluzione della specie? Come evitare che in modo modo naturale esso ci lascerà morire per riutilizzare il nostro materiale genetico in una ipotetica linea futura sperando che magari capirà qualcosina più di noi su come vivere in armonia con le leggi biologiche?
Qui si inserisce il lavoro di Manuele Baciarelli. Uscito dai numerosi corsi di formazione sulle leggi biologiche e sull’enneagramma, si è reso conto di una cosa di una semplicità sconvolgente: tutte le persone con “personalità” simili, manifestavano con precisione gli stessi sintomi. Le personalità descritte dall’enneagramma erano 9 principali, con tre sottotipi ognuna. 27 in tutto. Ognuna di queste 27 tipologie caratteriali dominate dalle sette pulsioni di base (ira, vanità, lussuria, avarizia, accidia, invidia, superbia) con le tre sfaccettature (conservativo-riferito a sè, sessuale-riferito ad un altro, sociale-riferito a tutti gli altri) erano terreno fertile sempre per le stesse RECIDIVE.
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Ecco nascere l’enneagramma biologico, il primo studio in grado di definire una mappa delle relazioni tra i vissuti psichici caratteristici per ogni personalità, e le 5 leggi biologiche. Finalmente era nato un modo coerente per definire per quale ragione ci sono persone, per esempio, che manifestano sempre i segni biliari del “rancore del territorio”: gli iracondi (enneatipo E8) vivono la pulsione dell’ira cercando di aggiustare ogni ingiustizia che credono di vedere nel mondo. Ma sono tante le ingiustizie, e quindi loro restano a loop su questo vissuto iracondo recidivando in continuo su fegato e conseguentemente sulla cistifellea. Ecco l’enneatipo E4, l’invidioso, perennemente in conflitto di autosvalutazione, con conseguente incessanti dolori articolari, i classici fibromialgici per capirci: se sei invidioso, sei sempre a confrontarti con qualcuno, e di conseguenza non ti senti mai all’altezza degli altri, e quindi ti autosvaluti. Normale allora recidivare sui tessuti articolari che faranno sempre male.
In questo modo si è potuto definire con estrema precisione quale è il modo di uscire dalle recidive conflittuali: semplicemente “SPOSTARSI” dalla propria autosomigliante personalità ad una diversa, dove i vissuti e le pulsioni cambiano. Così facendo semplicemente i vecchi sintomi scompaiono perchè il corpo sarà impegnato a vivere conflitti su pulsioni differenti e quindi su tessuti biologici differenti. Psicologicamente e Psichiatricamente ineccepibile.
Qui eravamo arrivati fino a qualche mese fa. Il problema ora era: COME SI FA LO SPOSTAMENTO? E SOPRATTUTTO, DOVE CI SI DEVE SPOSTARE?
La risposta non poteva che essere insita in una delle domande che per prime avevano segnato il cammino dello scopritore delle leggi biologiche: “ma se leggi sono leggi, non dovrebbero valere per tutti?”. (Hamer Ryke Geerd,Testamento per una Nuova Medicina Germanica, Ediciones de la Nueva Medicina S.L. , 2007)
Esattamente così. Solo che si doveva scavare ancora più in profondità: “ma se le leggi sono leggi, non dovrebbero valere PER QUALSIASI ESPRESSIONE DELLA REALTA’ NELLA QUALE LE LEGGI SI ESPRIMONO?”. Ossia, se tutto ciò che è, natura e biologia comprese, è espressione delle leggi fisiche che derivano dagli eventi del big bang, non dovrebbe ogni espressione della natura rispondere a queste stesse leggi?
Maurizio Forza, nel libro Il disegno unificato di tutto (Dudit edizioni, 2015), partendo proprio da questa domanda, riesce a costruire una mappa precisa delle regole che l’universo ha utilizzato per crearsi così come è. Le stesse regole che a colpi di premi Nobel hanno permesso lo sviluppo dell’attuale scienza quantistica e meccanica contemporanea. L’osservazione più importante è stata il constatare come la “filogenesi” ed “ontogenesi” di queste leggi ed interazioni fisiche è ESATTAMENTE LA STESSA che ogni singola cellula segue per evolversi dalla comparsa sulla terra 4,4 miliardi di anni fa ad oggi. Ed i relè cerebrali responsabili delle espressioni biologiche dell’essere umano ne conservano la precisa traccia evolutiva ESATTAMENTE come le 5 leggi biologiche descrivono da oltre 50 anni. E’ incredibile, per quanto fosse inevitabile, vedere disegnarsi all’interno dello sviluppo della biologia di ogni essere vivente proprio ogni passo che l’universo ha utilizzato per espandersi fino alle attuali immensità inesplorate.
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La buona notizia è del resto che l’universo continua ad essere in espansione grazie alle stesse leggi che noi utilizziamo solo per recidivare sempre gli stessi conflitti. E’ sorprendente leggere nel libro come basti conoscere queste semplici regole, per poterle cominciare ad usare in modo consapevole per produrre quello spostamento necessario alla biologia umana per smettere di inciampare sempre sugli stessi calli dolenti. lo sappiamo bene oramai: si muore di recidive.
Ma se così facendo noi di fatto possiamo non avere più recidive significa che…..
Esatto, significa proprio questo. La scienza l’ha dimostrato: la rigenerazione che passa attraverso la riprogrammazione delle cellule allo stato embrionale permette l’immortalità. Provato, pubblicato, riprodotto e premiato con il nobel per la Medicina nel 2012.
Il disegno di coerenza descritto da Forza nel suo libro è talmente semplice ed elegante da sembrare impossibile. Esattamente come sembra impossibile che il conflitto di contrarietà indigesta vada ad essere vissuto sull’intestino. Solo che se si studia si scopre che è anatomicamente e fisiologicamente ovvio e logico, anzi, inevitabile, che sia così.
La strada per il cambiamento è tracciata. E quindi anche per la verosimile salute eterna. Noi ci abbiamo creduto, ed abbiamo deciso di aderire al progetto. Nella peggiore delle ipotesi tutto resta come prima. Ma se dovesse funzionare, come i primi rilevamenti indicano, ci ritroviamo nell’immortalità. “Queste cose e di più grandi farete” ci diceva un giovanotto di nome Yeshua Ben Yosef 2000 anni fa. Insieme ad un tal Maometto, Shiva, Thot, Odino e altri simpatici mattacchioni. Direi che il gioco vale la candela. Noi cominciamo a provarci.

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