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martedì 27 ottobre 2015

Nuvole arcobaleno: iridescenze chimiche

Luminescenze di arcobaleno nel cielo velato da nuvole, sono state fotografate anche ad Ortona (CH):



Nel corso della mattinata, il cielo inizialmente terso, è stato solcato da numerose scie lasciate dagli aerei e, come spesso avviene ultimamente, nel giro di alcune ore vengono sparpagliate dai venti di quota fino ad estendersi creando nuvole di consistenza e forma diverse dalle consuete nuvole, che velano il cielo rendendolo opaco e piuttosto coperto.

L'iridescenza è un fenomeno abbastanza raro le cui cause sono state associate a diversi fattori.
Coloro che vogliono farlo passare come un fenomeno del tutto naturale sostengono che si tratti di un effetto ottico collegato alla presenza di nubi medio-alte che transitano in corrispondenza disco solare; oppure una sorta di arcobaleno tra le nuvole; un fenomeno che si verifica anche con la luminosità della luna, poichè viene determinato dalla diffrazione della luce sui cristalli di ghiaccio o gocce d'acuqa che compongono la nube.


Ben diverso è il resoconto del fisico canadese Neil Finley, il quale sostiene che "non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ha solo in un sistema di rifrazione cristallino".
Tali interferenze prismatiche con lunghezze d'onda luminose avvengono solo con "materiale solido estremamente, estremamente fine". Queste fini particelle sospese "generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce".riferendosi specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente nel cielo da "aviocisterne".

Mentre il vapore acqueo che si solidifica in cristalli di ghiaccio ad elevate altitudini può predisporre dei "paraeli" (cerchi luminosi) attorno al Sole e un'occasionale aureola attorno alla luna, gli oleosi colori dell'arcobaleno visti molto più comunemente nelle scie dei jets e nelle nuvole artificiali sono firme chimiche

Il fenomeno della birifrazione (o birifrangenza o doppia rifrazione) non avviene mai con il vapore acqueo, con cui si assiste al fenomeno della rifrazione e della riflessione. Il particolato molto fine sospeso nell'atmosfera genera dei campi di interferenza attorno ad ogni particella. I raggi luminosi vengono birifratti: il raggio incidente r si divide in due raggi rifratti, r' e r'' della stessa intensità e polarizzati lungo piani perpendicolari. Tale fenomeno occorre soprattutto con il quarzo, il rame, l'alluminio etc.

Tutto questo è stato spiegato anche in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico Daily News, in cui definiscono l'arcobaleno tutt'altro che naturale, poichè conseguenza di un massiccio spargimento di cristalli di quarzo che hanno struttura prismatica e sono quindi in grado di scomporre le radiazioni luminose nei colori dello spettro.

Non si esclude nemmeno l'ipotesi che i colori nel cielo possano essere il risultato dello spargimento di onde elettromagnetiche.


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