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martedì 6 ottobre 2015

Obiezione all'obbligo vaccinale

Informazioni utilissime per esercitare il diritto a non sottoporre il proprio figlio alle vaccinazioni obbligatorie in base ai suggerimenti di legali e di Associazioni che, come AsSIS, si battono per il diritto a una libera scelta.
M5S Lombardia: sospendere l’obbligo vaccinale per l’età evolutiva
foto da: fanpage.it

Tra i genitori spesso c’è una gran confusione tra vaccinazioni obbligatorie, consigliate, raccomandate e facoltative. Questa mancanza di chiarezza è la dimostrazione della scarsa attenzione del Sistema Sanitario per un’informazione obiettiva.
Cerchiamo di fare il punto della situazione: i vaccini obbligatori sono 4: antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); antiepatite virale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165). Tutti gli altri sono facoltativi, anche se il Sistema sanitario nazionale ne favorisce l’uso e garantisce la gratuità.
Tra i 29 Paesi europei (27 dell’Unione, più Islanda e Norvegia) in 15 nazioni non esistono vaccinazioni obbligatorie, mentre in altre 14 ne esiste almeno una. 
L’obbligatorietà è difesa in alcuni paesi con provvedimenti legislativi molto diversi (conseguenze penali per i genitori, sanzioni pecuniarie, o difficoltà a frequentare le scuole pubbliche) o può essere molto più mite, con sanzioni solo teoriche e mai applicate, permettendo in pratica l’obiezione e l’adozione di calendari vaccinali alternativi. Anche i programmi di vaccinazione differiscono considerevolmente: sono diversi i vaccini, il tipo utilizzato, il numero totale di dosi, e la tempistica delle somministrazioni.
In Italia dapprima i bambini non vaccinati non potevano frequentare le scuole e i genitori erano segnalati ai Tribunali dei minori per una verifica dell’idoneità genitoriale. Oggi non è più così.Molte Regioni, dopo la riforma dell’articolo V della Costituzione, hanno emanato propri Decreti e Regolamenti, tanto che il Veneto ha temporaneamente sospeso l’obbligatorietà, e la maggior parte delle altre (Lombardia, Prov. di Trento, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna) ha deciso di non sanzionare i genitori che rifiutino questa pratica. Altre regioni hanno in discussione provvedimenti analoghi.
Il rifiuto non compromette la frequenza scolastica, a nessun bambino può essere impedito di frequentare il nido d’infanzia, la scuola materna, la scuola dell’obbligo, anche se all’atto dell’iscrizione viene richiesto il certificato o copia del libretto vaccinale.
Che cosa fare quando si riceve l’invito alla prima vaccinazione
Poiché l’obbligo vaccinale è ancora in vigore (abbiamo visto solo per 4 vaccini), i genitori non possono far finta di niente. Il cittadino deve adempiere ad un obbligo che deve conoscere, senza attendere inviti e sollecitazioni sotto forma di telefonate, posta ordinaria o raccomandata da parte dell’ASL. L’Ente pubblico non ha nessun obbligo legale di inviare comunicazioni, perché il calendario vaccinale è pubblico, è promulgato con aggiornamenti regolari, è conosciuto.
3 passi importanti per praticare con sicurezza l’obiezione attiva
Praticare l’obiezione all’obbligo vaccinale è semplice, e permette di non incorrere in contestazioni, sempre possibili. Occorre dimostrare che la scelta di non vaccinare i propri figli è frutto di una scelta meditata, di un’informazione consapevole e non di trascuratezza.

Occorre quindi considerare questi tre momenti principali:
1- Comunicare le motivazioni della vostra scelta di non aderire alla proposta vaccinale così come viene presentata tramite raccomandata AR da inviare all’ASL e per conoscenza al Sindaco: in questo documento evidenzierete il carattere temporale della decisione (basta scrivere PER ORA) e indicherete i motivi della decisione sottolineando la carenza informativa sulla sicurezza dei vaccini e sui rischi delle reazioni avverse. Questa è la fase più importante dell’obiezione attiva.
2- Presentarsi agli eventuali colloqui a cui sarete invitati da parte dell’ASL: il colloquio è un momento di confronto con i medici e i funzionari dell’ASL per spiegare la propria posizione. Non è richiesta una competenza medico-scientifica, non è un esame ma semplicemente un momento in cui potrete esprimere, da genitori, le perplessità, i dubbi, i timori delle reazioni avverse, argomenti spesso poso trattati dalle aziende sanitarie;
3- Per concludere l’iter spesso è richiesta la compilazione del modulo di dissenso informato: occorre prestare attenzione perché questo spesso afferma che i genitori hanno ricevuto dall’azienda una informazione completa ed esaustiva sull’argomento, relegando la non accettazione dell’iter vaccinale ad un banale rifiuto ideologico. Il comportamento da seguire varia molto in base alle realtà locali (l’atteggiamento cambia anche tra ASL della stessa regione) e se avete dei dubbi potete fare riferimento alle Associazioni e a quanti forniscono le corrette informazioni su questi argomenti.
Alcuni esempi per le comunicazioni alla ASL:
1- Per l’inizio della fase di obiezione, scrivete nella raccomandata AR espressioni come queste:
Abbiamo deciso di non aderire, al momento, alla proposta vaccinale prevista dal calendario ministeriale per nostro figlio/a: questa nostra posizione è maturata dalla lettura dei foglietti illustrativi dei vaccini, dalla cronaca, dalla lettura di testi specialistici e da pubblicazioni scientifiche che evidenziano come i rischi legati alla pratica vaccinale siano non solo possibili e documentate ma anche frequenti, e dal fatto che non siano previsti accertamenti medici preventivi per determinare il rischio connesso che tale pratica potrebbe arrecare per la salute di nostro figlio/a.
2- Per la discussione o i successivi approfondimenti epistolari con l’azienda:
approfondite l’argomento con le letture che avete a disposizione o con i video sull’argomento che troverete facilmente in Rete. Come già detto, non dovete competere su un piano tecnico scientifico (non siete medici) ma dimostrare la vostra informazione e la consapevolezza della vostra decisione, il voler esercitare una scelta consapevole.
3- Per la chiusura della pratica, il modulo del dissenso informato:
Tenendo presente le differenze territoriali, se riterrete opportuno aderire alla procedura del dissenso informato , non firmate i moduli che vi vengono sottoposti tout-court ma chiedete di aggiungere una spegazione, del tipo:
“la decisione di non aderite in questo momento alla proposta vaccinale è frutto di lunghi e qualificati approfondimenti sul tema in questione, come la lettura dei foglietti illustrativi dei vaccini, di testi, di pubblicazioni ed altro materiale informativo. Inoltre, non essendo state fornite adeguate garanzie e rassicurazioni riguardo all’assenza di reazioni avverse, anche a lungo termine, da parte della struttura sanitaria di riferimento, riteniamo – anche in base al principio di precauzione – di evitare, PER ORA, la somministrazione dei vaccini proposti, obbligatori e/o raccomandati. Rimaniamo aperti a valutare nel merito ogni futura comunicazione nel merito da parte dell’azienda sanitaria.”
Alcune Aziende non accettano né correzioni alla loro modulistica di dissenso né scritti separati dei genitori che intendono precisare, come in precedenza indicato, la loro posizione aldilà di quanto viene proposto rigidamente. Non preoccupatevi: è un vostro diritto comunicare in scienza e coscienza ogni scritto all’azienda di riferimento che è OBBLIGATA ad accoglierlo: questo è un diritto del cittadino che rientra nel più generico principio di autodeterminazione in ambito sanitario sancito dalla Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina, meglio conosciuta come Convenzione di Oviedo, sottoscritta il 4 Aprile 1997. In questi casi non firmate e speditelo per raccomandata AR.

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