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martedì 3 novembre 2015

Attenzione a non distruggere la mente dei bambini

In maniera del tutto superficiale, i bambini oggi vengono giudicati e “torturati” psicologicamente. 
Comportamento malsano, frutto di una società molto superficiale, in bilico su tempi frenetici e sempre minore pazienza nei confronti dei bambini e conclusioni affrettate sulle loro potenzialità e capacità cognitive che alleviano l'incombenza di seguirli negli studi.
foto da: predazzoblog.it
Sempre più frequente ci si trova alle prese con figli emotivamente avviliti, psicologicamente affranti, demotivati e senza più la minima autostima di se stessi, con difficoltà nello studio e conseguente repulsione nei confronti della scuola.
Molti di questi bambini sono alle prese con medici e specialisti che li considerano "malati" poichè iperattivi o affetti da problemi nell'apprendimento.
Intraprendere un percorso del genere è del tutto controproducente poichè potrebbe addirittura generare pensieri negativi nei bambini perchè potrebbero sentirsi inferiori ai suoi compagni di classe. Le conseguenze che si innescano potrebbero risultare molto negative: tristezza, paura, scarsa resa scolastica e perdita di autostima.

Psichiatri logopedisti e quant'altri hanno in cura i bambini, si basano principalmente sulle statistiche che non tengono conto dei tempi di apprendimento e del bisogno di una efficace didattica che loro ignorano completamente.

Ma è tutto un sistema di scarica barile: l’insegnante ai genitori, i genitori al medico, il medico al logopedista e il logopedista sul problema diagnosticato dal medico che purtroppo si può migliorare, ma non curare; e non c’è la cura semplicemente perché non c’è la malattia!

Bisogna responsabilizzare i genitori che non hanno la pazienza di ascoltare i figli, che non hanno voglia di seguire e capire i cambiamenti che la scuola li costringe a sviluppare, che non hanno voglia di capire che il vero problema potrebbe essere nel rapporto con mamma e papà, con la maestra o con i compagni di classe. 

Quasi sempre il problema scolastico ha le sue profonde radici nel rapporto umano.

E' importantissimo avere il coraggio e l’umiltà di valutare il rapporto con i propri figli, di considerare cosa si è instaurato tra il bambino e l'insegnante, prima ancora di intraprendere un percorso diagnostico, che in quanto tale, nella mente del bambino, riporta sempre e comunque a una malattia e quindi a una diversità dai compagni di scuola.

Ricordandovi inoltre che oggi, quella che viene comunemente definita dislessia, il più delle volte è un abuso di terminologia e medicalizzazione su bambini sanissimi per questione di business.

Non confondiamo le difficoltà didattiche e di rapporto con la scusa della malattia, una malattia che nessuno ha organicamente riscontrato e che si basa solo su statistiche. Eviteremo così di crescere bambini insicuri, ribelli, aggressivi, svogliati, tristi, spaventati e senza autostima.

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