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giovedì 10 dicembre 2015

Esperienze extracorporee con i viaggi astrali

Siamo stati condizionati a credere di essere il nostro corpo fisico quando esso altro non è che la “macchina biologica” che ci ospita in questa dimensione materiale. Altre credenze comuni asseriscono che il nostro IO è situato nel cervello, centro delle facoltà intellettive, e che non vi è altro luogo in cui possa esistere poiché, come recita l’assioma di Cartesio: “cogito ergo sum”, scaturisce dall’attività mentale.
Nulla di quanto appena detto è ovviamente vero. La fisica quantistica ha ormai ampiamente dimostrato che la bilocazione è un fatto scientificamente attendibile. Inoltre, gli insegnamenti appresi dal cammino spirituale, ci ricordano che esiste una realtà non visibile e parallela a quella fisica; una realtà accessibile a tutti in cui il sapere e la saggezza universali sono potenzialmente disponibili. Tale pensiero non ha origine da racconti allegorici ideati per soddisfare grossolanamente le nostre ancestrali esigenze esistenziali, ma dalla concreta possibilità di entrare in uno stato di coscienza superiore prescindendo dai precetti di filosofie e religioni.
icaro
Il mondo in cui viviamo è fondamentalmente un mondo duale, costituito da polarità opposte, dove all’Anima è consentito fare le esperienze necessarie per evolvere. Un luogo unico, una Scuola, dove non si viene per rubare la merenda al compagno, ma per imparare la lezione più grande, capire chi siamo e dove stiamo andando; una lezione che ci aiuterà a crescere e a perfezionarci.

Per vivere questa avventurosa esperienza disponiamo di ben sette corpi sottili, la cui irradiazione da forma all’Aura, e di un corpo fisico più denso e decisamente familiare, integrati tra loro. La realtà è più complessa di come appare, ha una natura multidimensionale e ciò significa coesistenza di più livelli: una sinergia di più piani dalle differenti densità che costituiscono l’universo nella sua interezza, visibile e non visibile. A livelli meno densi corrispondono tendenzialmente entità più evolute e scopi più elevati, anche se comunque esistono delle eccezioni.
corpi sottili
Per visitare queste dimensioni è necessario essere di una sostanza affine, per questo motivo uno dei nostri corpi sottili, il Corpo Astrale, si presta in modo ottimale a questa funzione e vi si proietta abitualmente nel sonno, per recuperare energia da ridistribuire su tutti i livelli, anche quello fisico. Dalla dimensione astrale, una dimensione dove qualsiasi azione è facilmente realizzabile con il solo desiderio, si può attingere ad un tipo di energia qualitativamente avanzata che può contribuire all’accrescimento della consapevolezza. Avere fede in qualcosa è indubbiamente coraggioso, ma farne esperienza conduce alla vera Conoscenza. Scopriamo il più sinteticamente possibile come i “viaggi astrali consapevoli” possono essere utili per proseguire il nostro cammino verso la meta più alta: l’evoluzione umana.

COSA SONO I VIAGGI ASTRALI

out of body experience
Le cosiddette esperienze extracorporee, conosciute anche come viaggi astrali o OBE (Out of Body Experience), si possono considerare eventi straordinari, grazie ai quali un individuo si percepisce consapevolmente fuori dal proprio corpo fisico. La coscienza si separa quindi dal corpo per viaggiare liberamente nella dimensione astrale composta a sua volta da più livelli.Tale fenomeno non è ristretto a pochi eletti, ma avviene naturalmente nel sonno di ogni essere umano, anche se in modo spesso inconsapevole e confuso a causa dell’interpretazione che ne viene data al risveglio.

Tuttavia sono state individuate, grazie alle esperienze raccolte in diversi studi, alcune situazioni standard che potrebbero attivarne una “variante lucida” come: uno stress fisico o emotivo molto forte, un particolare stato di trance indotto da tecniche di rilassamento profondo, l’utilizzo di potenti sostanze psicotrope come l’ayahuasca, la percezione di particolari stimoli durante la fase REM.
Anche se oggettivamente risulta complesso spiegarle in modo univoco a causa delle diverse sfumature con cui vengono percepite, le OBE, sono state oggetto di molte analisi. Pur non avendo carattere esaustivo, alcune scoperte sono state così sensazionali da destare un notevole interesse tra gli addetti ai lavori.
Dagli studi effettuati (Blackmore, 1982), si riscontra che almeno il 5% delle persone abbia avuto un esperienza consapevole fuori dal corpo, ma è con molta probabilità un dato sottostimato. Per considerare le OBE un fenomeno reale a tutti gli effetti, non è essenziale conservarne un’ampia letteratura scientifica; le OBE avvengono per sopperire a particolari necessità personali e sono un fatto ormai assodato e testimoniato da migliaia di persone di tutte le estrazioni, di tutte le età, in tutte le epoche. Sono fenomeni con origini talmente antiche, da essere documentati e riconosciuti da tutte le tradizioni, che hanno conservato la storia autentica dei propri antenati.

VIAGGI ASTRALI E SOGNI LUCIDI

I sogni lucidi, sogni in cui la consapevolezza prende il controllo del sogno, sono un fenomeno altrettanto reale e conosciuto da moltissime culture. Ne hanno parlato personalità come Ippocrate, Aristotele e Galeno, ma il nome più noto è certamente quello del grande esponente della letteratura sciamanica, Carlos Castaneda, che, osservando gli insegnamenti di Don Juan, prima di addormentarsi, era solito mantenere l’intenzione di guardarsi le mani in sogno per acquisire lucidità nell’esperienza onirica.
Eventi come i sogni lucidi o le OBE non possono avere cause patologiche, anche perché non procurano alcun effetto nocivo e il numero di persone palesemente sane e integrate che nel tempo ne hanno riferito l’esperienza, è incredibilmente vasto. Anche se gli studi sui sogni lucidi e sulle esperienze extracorporee (LaBerge, 1988; Bleckmore, 1983, 1984; Glicksohn, 1989; Irwin, 1988) ne hanno evidenziato alcune similitudini e relazioni, queste ultime non possono essere accomunate a un sogno.
Mentre nei sogni lucidi, le immagini percepite dall’onironauta vengono create dall’immaginazione che, anche in assenza di stimoli sensoriali, può riprodurre uno specifico ambiente e mutarlo a piacimento, nelle proiezioni astrali questo condizionamento non esisterebbe e si sarebbe pertanto liberi di osservare un “modello astrale” del mondo reale, per certi versi identico, ma percepibile in modo differente e insolitamente completo.
Per familiarizzare con i “poteri astrali” è necessaria esperienza. Una volta raggiunta una certa attitudine alla lucidità onirica, dal sogno lucido è comunque possibile giungere al viaggio astrale e viceversa poiché tra i due fenomeni il passo è breve. L’induzione dei sogni lucidi può avvenire artificialmente con specifici strumenti (come il Novadreamer progettato da LaBerge).

COME RICONOSCERE UN VIAGGIO ASTRALE

Benché non sia una regola, un elemento comune che ci permette di riconoscere l’autenticità di un’esperienza fuori dal corpo, è la visione del luogo in cui avviene la separazione; generalmente dove è avvenuto il rilassamento o una particolare vicenda traumatica. Infatti, è tipico di chi è già esperto di viaggi astrali o ha subito traumi di una certa rilevanza, vedere il proprio corpo fisico giacere “spento” disteso nel letto, sul luogo di incidenti o in sala operatoria. La percentuale di casi positivi, può scendere nei soggetti trattati con farmaci o sedativi (Green, 1983; Poynton, 1975; Blackmore, 1983).

Non è raro trovare testimonianze che raccontano di essersi percepiti in astrale, successivamente ad alcuni segnali avvertitivi come paralisi notturne (Salley, 1982; Irwin, 1988;Muldoon & Carrington1974Fox, 1962), sussurri, schiocchi, ronzii o vibrazioni diffuse in tutto il corpo (Gabbard &Twelmow1984). Altri ancora affermano di essersi improvvisamente ritrovati in ambienti dalla struttura sconosciuta o in paesaggi celestiali, così come di riuscire a spostarsi nel tempo o di aver incontrato persone defunte e guide spirituali. Il tutto accompagnato da una consapevolezza estrema e da sensazioni incredibilmente vivide anche dopo il risveglio.
Gli scenari che si possono incontrare in una OBE sono soggettivi e dipendono in buona misura dalla qualità dei pensieri della persona che la sperimenta, nonché dal tipo di energia che la caratterizza. Di norma, pur essendoci l’eventualità che la nostra tendenza a razionalizzare e a interpretare gli eventi porti a dimenticare o a stravolgere tutto ciò che non rientra nella cosiddetta normalità soggettiva, quando si vive un simile distacco della coscienza, le sensazioni associate a questa singolare circostanza permangono per molto tempo. Risvegliarsi da una OBE è come passare da uno stato di veglia ad un altro stato di veglia, può sembrare paradossale ma in sostanza è ciò che avviene.

VIAGGI ASTRALI E MORTE

Quando il corpo fisico cessa di vivere, l’anima si separa da esso e resta nel mondo astrale per un periodo funzionale al grado di spiritualità raggiunto, generalmente in un “luogo” adatto a ripulirsi dalle “tossine” che ha assorbito nell’ultima vita materiale.
Una volta avvenuta la purificazione, il corpo astrale, che funge da veicolo per l’anima come il corpo fisico funge da veicolo per il corpo astrale, si dissolve e l’essenza vitale si trasferisce in dimensioni più consone alla sua esistenza. Questi passaggi ricordano proprio le più tradizionali rappresentazioni dell’Inferno (mondo materiale, duale, conoscenza attraverso l’esperienza del contrasto), del Purgatorio (mondo astrale, attesa, pulizia dagli attaccamenti terreni) e del Paradiso (dimensione dell’anima, beatitudine, nessuna esperienza fino all’incarnazione successiva).
Una OBE è assimilabile quindi ad uno stato di morte temporanea, dove la coscienza viene espulsa dal corpo per immergersi nella dimensione astrale, libera di vagare in relazione al proprio livello di consapevolezza e con l’ausilio di “sensi” molto più raffinati di quelli fisici. Non a caso una OBE viene chiamata in gergo anche “piccola morte”.
Una vera e propria esperienza di pre-morte (NDE), invece, non ha solo scopi esplorativi e accade assai più raramente. La si può considerare un viaggio astrale in piena regola, dove però si sfiora la possibilità di accedere direttamente ai regni superiori dell’anima, senza intermezzi.Vivere una simile esperienza ha voluto dire per molte persone riconsiderare i concetti stereotipati di “morte” e di “aldilà” che gli erano stati impartiti fin dall’infanzia.
Chi vive una OBE spesso conserva la sensazione di possedere un corpo. Analogamente ai sogni lucidi, anche in un’esperienza extracorporea il soggetto non percepisce se stesso attraverso i sensi, ma più che altro grazie al ricordo di sé, poiché la pura coscienza non possiede una forma vera e propria. Un po’ come potrebbe accadere ad un fantasma, anch’esso presente come residuo di un corpo fisico in qualche substrato della dimensione astrale, ma in essa intrappolato fino alla dissoluzione.
Chi ha sperimentato l’uscita dal 
OBE
corpo fisico, racconta spesso di aver visto o percepito un cordone, detto “cordone d’argento”, che lega il corpo alla coscienza separata. Tale collegamento consente il passaggio di energia tra il corpo fisico e quello astrale per tutta la durata del suo viaggio, breve o lungo che sia, e ne garantisce il rientro in situazioni di emergenza o di scarso apporto energetico. La sua flessibilità è pressoché infinita e non vi è pericolo che si possa recidere durante un’esperienza extracorporea.

Non è sempre possibile vederlo, ma rappresenta l’unico elemento che consente il ripristino dell’integrità, in caso di “incontri indesiderati” (alcune presenze tipiche della dimensione astrale potrebbero turbare l’osservatore) o comunque ogni qual volta si renda nuovamente necessaria. Dopo la morte pare che il cordone si dissolva liberando la coscienza da ogni vincolo. Essa troverà la “situazione astrale” che le compete per affinità vibrazionale.

VIAGGI ASTRALI E INCREMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA

Le esperienze extracorporee non sono stati allucinatori come si può desumere da un approccio superficiale all’argomento, bensì esperienze reali e verificate che hanno prodotto cambiamenti positivi in molte persone; esse sono una prova importante dell’esistenza dell’anima e della sua natura eterna.

Ma trascendere le paure legate alla morte non è l’unico vantaggio che possiamo trarre da una proiezione astrale. Rammentiamo che in un ambiente in cui le leggi fisiche non hanno effetto e il desiderio può concretizzare tutto, si possono provare sensazioni che altrimenti sarebbero impossibili. Inoltre, c’è addirittura chi afferma che nel mondo astrale sia possibile migliorare il proprio essere semplicemente esprimendo l’intenzione di guarire se stessi da dolori e blocchi emotivi, insicurezze, ansia, ecc.
Sarebbe, comunque, inutile tentare di convincersi dell’autenticità di questo fenomeno e dei relativi vantaggi basandosi su poche informazioni. Sapere che esiste un simile dono e che è alla portata di tutti è già una notizia preziosa per la propria consapevolezza ma, senza aver provato direttamente, non è possibile comprenderne appieno i benefici.
Diventare fanatici di viaggi astrali non aiuterebbe… anzi, un’intenzione non pura procurerebbe più stress che altro, o effetti indesiderati che comprometterebbero la pratica stessa. Mantenere un atteggiamento pionieristico, di curiosità e di sana eccitazione, può invece rendere l’esperienza via via più facile e appagante.
Sono state sviluppate diverse tecniche per assecondare il processo di uscita dal corpo. Purtroppo non esiste un metodo unificato e valido per tutti ma, vista la moltitudine di variabili soggettive, diverse strade da tentare. A tutte le tecniche sono comunque apportabili ulteriori personalizzazioni, purché, nel caso specifico, risultino efficaci per lo sperimentatore.
Il ricercatore William Buhlman, a proposito dell’utilità delle esperienze extracorporee afferma:
L’esperienza di proiettare la propria coscienza oltre i limiti fisici del corpo, per avventurarsi in un viaggio ultraterreno ci permette non solo di espandere la coscienza stessa, ma anche di verificare l’esistenza dell’anima, di riscoprire le incarnazioni vissute in precedenza, conferendo nuove dimensioni più spirituali alla quotidianità, migliorando la percezione di sé e degli altri, giungendo così all’essenza di noi stessi e dell’intero universo.
Il viaggio extracorporeo è un processo che nell’intimo tutti noi vorremmo sperimentare, e forse lo abbiamo anche fatto inconsciamente. Quello che ci serve è una guida che ci prenda per mano e ci conduca, passo dopo passo, all’unione totale e completa con la coscienza stessa dell’universo. Ognuno di noi deve affrontare una scelta importante: possiamo continuare a credere a quello che sostiene la scienza ufficiale o possiamo decidere di partire ed esplorare di persona. Dio ci ha concesso la capacità di indagare e trovare da soli le risposte che attendono solo di essere riconosciute. E questa ricerca interiore è l’essenza della crescita e dell’evoluzione umana”.

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