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venerdì 26 febbraio 2016

Capire le donne e le loro (silenziose) richieste d'aiuto

Le donne sono degli esseri complessi, e più passano gli anni più lo diventano.



In una società in cui la donna deve dimostrare costantemente di sapersela cavare da sola, così come espressamente richiesto dalla rivoluzione femminile (durata quasi due secoli e che ha avuto come caposaldo la necessità dell’emancipazione femminile, eroneamente tradotta con la concezione della donna forte che non ha bisogno dell’uomo), è difficile per questo essere così delicato sentirsi libero di ammettere le proprie debolezze.
La donna contemporanea, figlia di madri che hanno fatto, attivamente e non, la rivoluzione del sesso debole, sta combattendo da anni contro la propria femminilità, cercando di soffocarla e negrala con tutta la propria forza. Il risultato di tale manovra sono queste donne dure e ciniche, spesso arrabbiate e sempre sul filo della nevrosi, con cui i maschietti (che nel contempo stanno scoprendo la loro energia femminile) faticano sempre di più a rapportarsi.

Le maggiori lamentele:

Lui non mi ascolta, pensa ai fatti suoiNon è abbastanza maturo, pensa solo a divertirsi, a mangiare e a fare sessoNon mi chiede mai come sto, se ho bisogno di qualcosa e non si accorge se sto male”

Se un uomo vuole avere un ottimo rapporto con la donna, quindi, deve schiodarsi dalla sua natura “di orso” e comprendere altri aspetti che fino ad oggi non aveva considerato.

Le differenze tra i sessi

John Gray, scrittore e saggista statunitense specializzato nello studio delle problematiche di coppia, famoso per la realizzazione della collana Marte e Venere che analizza le problematiche delle relazioni sentimentali uomo-donna, definisce gli uomini dei marziani e le donne delle venusiane.
L’uomo (il marziano) quando affronta un problema rimane in silenzio e si chiude in sé stesso sino a quando ha trovato una soluzione. Non vuole scaricare il problema sul partner o raccontarlo ad un amico, a meno che quest’ultimo non sia davvero necessario.
La donna (la venusiana) quando ha un problema preferisce parlarne e non si vergogna dei suoi errori come potrebbe succedere per l’uomo. Per una donna discutere con il partner o raccontarsi con un’amica è un toccasana e la fa stare meglio anche se, di fatto, non le viene fornita alcuna soluzione.

Il distacco istintivo nella difficoltà di comunicazione

Ciò che gli uomini non capiscono è che le donne, vedendo l’uomo per natura così distante dal loro modo di comunicare, sviluppano un innato timore verso l’azione del confidarsi e chiedere esplicitamente aiuto. Tale inibizione inizia con la pubertà, nel momento in cui si trovano costrette a mutare il rapporto col padre e a disconoscerlo perché non più in grado di capirle. In quel momento, dentro di loro si forma un messaggio che si annida nell’inconscio: “Gli uomini non possono capirmi e, di conseguenza, non possono aiutarmi. Quindi dovrò fare tutto da sola!
Si rivolgeranno quindi alla madre, che non riuscirà a dare loro soluzioni concrete e risolutive, e cadranno in quel loop di “negazione del bisogno” che le potrerà a temere di esternare agli uomini le proprie necessità in modo diretto e senza doversene vergognare.

La vitale e indispensabile funzione dell’uomo

Giusto o sbagliato che sia, l’uomo si trova già di fronte a questa situazione abbastanza grave, tale per cui la donna si aspetta che un uomo sappia cogliere quello che di norma solo le donne, o uomini molto femminili, riescono a intravedere dietro piccoli gesti ed espressioni.
Per risolvere questo divario, pretendere che le donne si induriscano e smettano di aver bisogno, mi sembra un’aspettativa azzardata: nel momento in cui la donna dovesse smettere di aver bisogno dell’appoggio dell’uomo, la funzione di quest’ultimo verrebbe meno e si produrrebbero, come sta accadendo, uomini demotivati e frustrati che non sanno più sentirsi maschi a meno che non si accoppino selvaggiamente con tutte le femmine che gli capitano a tiro o a meno che non si ritrovino in discutibili gruppi di loro simili a bere e far baldoria.

Le differenze tangibili tra Uomo e Donna

L’uomo è più pratico e tende a dare soluzioni alla donna rispetto alla comprensione e all’ascolto. Il suo valore principale è mettere alla prova sé stesso; aspira al successo ed a sviluppare le proprie capacità. Si sente soddisfatto se in un rapporto le sue competenze sono indispensabili alle donne, altrimenti sprofonda nella passività. Probabilmente ascoltare le divagazioni femminili senza poter trovare soluzioni immediate e concrete non rientra nella sua sfera di competenza.
Le donna è motivata quando si sente amata con sollecitudine. Ha bisogno di condividere i problemi e di essere sostenuta. Ha la necessità che l’uomo si interessi attivamente alle sue cose e che si premuri di capire se lei sta bene o se c’è qualcosa che non va. La comprensione del proprio partner aiuta la donna ad apprezzare chi le sta accanto e le dà appoggio.
L’uomo – di solito – non comprende l’esigenza femminile di essere semplicemente ascoltata e per rispetto la lascia da sola (secondo l’uomo, quando si è sconvolti è meglio stare da soli) oppure le offrirà delle soluzioni non richieste, pratiche e “fredde” che saranno l’opposto di quello di cui lei, in quel momento, avrà bisogno. La donna inizierà quindi a pensare di essere l’unica a dare tanto nel rapporto e pian piano diventerà triste e demotivata.

I micidiali segnali di colpa che produce la donna

La donna tende a dare la colpa al partner quando si sente poco sostenuta.  Non si rende conto che l’uomo ha altri modi per manifestare il suo contributo nella coppia. L’uomo infatti ha difficoltà a parlare dei suoi problemi, preferisce trovare la soluzione da solo. Partendo da questo presupposto, crede erroneamente che anche le donne dovrebbero applicare la stessa tecnica e non si pone la domanda (così come non lo fanno le donne quando si arrabbiano perché il loro uomo non parla con loro) se per caso la sua partner non funzioni diversamente ed abbia bisogno di qualcos’altro.
Il più delle volte, quando la donna sta male, non ha bisogno nient’altro che di un abbraccio e di una persona che le dica “Ci sono, sono qui, non ti lascio, stai tranquilla che risolviamo insieme”! Nient’altro.
Quando una donna è in difficoltà, è sconvolta ha solo bisogno di essere compresa e di un po’ di compagnia. Una persona che l’ascolti. L’uomo invece tende a dare soluzioni e sottovaluta anche episodi apparentemente banali. Non importa se la ragione per cui la donna è sconvolta, all’uomo sembra una cosa stupida o di poco conto. Non sta all’uomo giudicare la sensibilità della donna che ha vicino bollandola come eccessiva.

Errati metodi correttivi creano spaccature irrisolvibili

Quando una persona soffre, qualunque sia il motivo, non è di certo privandola del conforto che la si educa a non soffrire. Esempio: se una persona arriva da te disperata con un buco nella pancia, non è rimproverandola per essere stata spericolata ed essersi fatta male che la si aiuta. Prima andrà sanato il danno grave e poi le si potrà spiegare come non farsi più male. E lo stesso vale per la sofferenza delle donne, per quando all’uomo sembri di natura banale e assolutamente non grave, la sola cosa da fare è avere rispetto e considerazione di quel momento difficile che la donna sta attraversando.
Una donna è capace di rimanere ferita anche se una collega le dice che un’altra ha parlato male di lei. Non importa se questo fatto, in sé, è stupido o insignificante. Una donna in stato emotivo alterato va subito soccorsa e rassicurata. Dopo di ché le si può spiegare l’eventuale inutilità della sua sofferenza e come uscirne ed evitare che riaccada. Oppure si può accettare di avere accanto un essere più sensibile di altri. In fondo come si può sapere chi dei due sia più nel giusto? Non si può perché in questi casi non esiste un giusto e uno sbagliato;esistono esseri più sensibili ed esseri meno sensibili e vanno amati così come sono.
Secondo John Gray esistono delle differenze e bisogna accettarle. E per essere accettate vanno capite e conosciute a fondo. A volte dimentichiamo di metterci nei panni del nostro partner, ci concentriamo solo sugli aspetti per noi negativi, richiando di farci sfuggire la donna o l’uomo giusto senza rendercene conto.
Saper comprendere le donne ed avere la volontà di sapersi rapportare al meglio con loro, credo sia fondamentale se si desidera una relazione di coppia costruttiva
FONTE: consulentiolistici.it (LINK)

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