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martedì 8 marzo 2016

Prigionieri della moderna civiltà digitale

Ormai siamo tutti ipnotizzati da questa civiltà digitale chi ci sta rendendo prigionieri virtuali…. succubi e manipolati!
foto da: civiltadelbere.com

Mia nipote adolescente, qualche giorno fa, era di pessimo umore. «Che succede, problemi a scuola?» le ho chiesto. «No, una compagna mi ha cancellato dai suoi amici su Facebook….» mi ha risposto. È così: essere esclusi da un social, anche solo per un banale capriccio o per un dispetto, è diventata un’offesa, perché quella presenza misura più di ogni altra cosa il nostro livello di relazioni, di collegamenti e anche di apprezzamento da parte degli altri. Viviamo sempre connessi, quasi “esistiamo” grazie alle comunità virtuali dei social, eppure facciamo sempre più fatica a non essere soli nella vita reale. Anche il corteggiamento, la ricerca della seduzione, ha cambiato il suo profilo nella scatola magica della Rete, e ha perso la dimensione della carnalità, del contatto fisico, dell’emozione di un bacio o di una carezza autentici.

Siamo “prigionieri” virtuali di una civiltà digitale.


Ormai siamo arrivati ad un punto in cui giovani e non, hanno scambiato la vita virtuale per quella reale. Non interagiscono più scambiandosi pareri ed opinioni bensì scambiandosi i like.

Si fa la gara a chi è più social e si abusa di una tecnologia che ha annientato la privacy.

Si è tutti esposti in una piazza mediatica…Pronti per essere messi alla gogna con commenti ed insulti gratuiti…TANTO SI E’ NASCOSTI DIETRO UN MONITOR,CHI PUO’ VEDERE?!

Stiamo crescendo la maggior parte dei nostri figli in un mondo stracolmo di tecnologia, dove non si gioca più con la macchinuccia o con la bambola, bensì con il tablet o il telefonino!
Anche i figli adolescenti ormai non sono più turbati dal litigio in classe..Ora basta una semplice cancellazione su Facebook per metterci di cattivo umore. Il 14 per cento dei bambini di 1 anno passa un’ora della propria giornata con un gadget elettronico.

foto da: ciaomamme.it
Evitiamo che il cervello dei bambini venga bombardato dai dispositivi elettronici sin dalla tenera età


Gli ultimi numeri pubblicati dalla società americana di Pediatria sono spaventosi. Il 36 per cento dei genitori intervistati ha risposto che il figlio ha iniziato a usare un touchscreen a meno di un anno e il 33 per cento entro i 2 anni. Il 12 per cento dei bambini è partito con i videogame e il 15 per cento con le app prima della data del compimento del primo anno di vita. Ed a un anno di età il 14 per cento dei bambini passa con un gadget elettronico un’ora della propria giornata. I genitori, a loro volta, utilizzano gli apparecchi tecnologici per svolgere le attività casalinghe, distrarre e calmare i bambini (come se un tablet fosse un ciuccio), perfino per addormentarli. Questa civiltà digitale continua, con il passo di un carrarmato, a modificare le nostre esistenze, e non è detto che ci rende più felici, ma può farci anche sorridere meno. Proprio come mia nipote, esclusa da una comunità di Facebook. «Troppa tecnologia rischia di non aiutare l’uomo, e anzi di isolarlo…» avverte David Carr, l’autore del best seller Internet ci rende stupidi? Stupidi magari no, ma più soli sicuramente sì

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