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venerdì 8 luglio 2016

Nuova Medicina Germanica, tra scienza e fede

Analizziamo e  confrontiamo gli insegnamenti di Gesù e il funzionamento del nostro corpo, le relazioni tra malattia e fede.


foto da: cinqueleggibiologiche.it


Non consideriamo qui fenomeni da pronto soccorso, tagli, bruciature, scottature, sbucciature, rotture di ossa, per le quali la natura meccanica della causa è abbastanza evidente: consideriamo le malattie classiche, dal tumore, nelle sue varie forme, ai problemi della pelle, siano essi eczemi, psoriasi o altro; 
La malattia è considerata dalla NMG un processo di reazione ad un conflitto improvviso, inaspettato, e vissuto in solitudine, che in qualche modo attiva un programma Speciale, Biologico, Sensato, finalizzato alla sopravvivenza dell’individuo e del gruppo. E chi conosce la NMG sa che i tipi di conflitto che si possono vivere sono  Attacco, solitudine, separazione, boccone (non avere ciò di cui si necessita per vivere), paura di morire.
E nonostante secondo alcuni i conflitti sono inevitabili (anche perchè, se fossero prevedibili, si eviterebbero), una persona caratterizzata  da una Fede profonda, sia in qualche misura dotata di una corazza che attenua, smorza e disinnesca in qualche caso del tutto ogni tipo di conflitto che possa insorgere.
Se infatti
  • Sono fiducioso in un Dio che non mi farà mai mancare nulla di quello che necessito per vivere, compe potrò soffrire il conflitto di mancanza del boccone vitale?
  • Sono fiducioso in un Dio che ha riservato per me il meglio che c’è, come posso subire il conflitto di territorio, attaccandomi al mio piccolo metro quadro? Dio ha riservato per me molto di più!
  • Sono fiducioso in un Dio che è al di sopra di chiunque, onnipotente e amoroso dei suoi figli, cosa posso temere in caso di attacco?
  • E proprio perchè ho questa fiducia, queste fede, e so che la vita è un passaggio, ma la Vita vera, quella eterna, non ce la può togliere nessuno, non vivrò in maniera molto ma molto più attenuata la paura della morte?
Queste considerazioni possono suscitare almeno un paio di obiezioni:
La responsabilità personale: se le malattie non sono una aggressione dall’esterno, ma il risultato, biologico e coerente, del nostro vissuto e del nostro modo di porci di fronte alla vita, la NMG può risultare ostica, dura da digerire a molti, che non vogliono mettersi in discussione. Per questo Trupiano ha scritto: “per molti, ma non per tutti”. 
Molti santi, molti uomini di Dio, hanno sofferto, per tutta la loro vita, malattie e sofferenze enormi, incompatibili con le spiegazioni riportate sopra, almeno all’apparenza. Su questo non saprei cosa dire se non che le leggi biologiche sono, in quanto biologiche, universali. E non è detto che una persona, che ha saputo trasformare la propria vita e la doni agli altri e a Dio, non abbia per questo dei conflitti e dei processo biologici che agiscono come agirebbero per tutto il resto dell’umanità; senza per questo nulla togliere al valore della loro santità. Altro discorso sarebbe da fare per l’assunzione volontaria di sofferenze altrui, ma qui il discorso si fa più complesso e lo affronteremo in altra occasione.
In relazione alle 5 Leggi Biologiche, un individuo caratterizzato da una profonda fede avrà una vita ed uno stato di salute più “impermeabile” alle paure ad ai conflitti e quindi alle conseguenti malattie che affliggono l’umanità. E la malattia diventa quindi una splendida opportunità di crescita: un’occasione per capirsi meglio, abbandonare qualche legame e crescere un po’ di più, se non si vuole ricadere nello stesso conflitto, negli stessi errori, negli stessi attaccamenti. Come citato da Trupiano: “O ti elevi, o ti levi (di torno)“. La vita è una palestra dove fare esercizio e crescere: e anche a questo serve tutto quello che ci capita, se lo sappiamo accettare e capire


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