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sabato 30 luglio 2016

Vivere bene imparando a stare nudi

Recenti studi scientifici dimostrano che per il nostro benessere psicofisico è assai importante recuperare un rapporto sereno ed equilibrato con la nudità del nostro corpo, superando il disagio, la vergogna e la paura che ci procura l’idea di metterci nudi, anche in presenza di altre persone.
foto da: pianetadonna.it

Il dott. Massimo Soldati è uno psicologo e psicoterapeuta che opera a Milano; nel 2000 ha pubblicato un libro dal titolo Corpo e cambiamento, poi ristampato nel 2007. «Lo sguardo, spesso così severo, che posiamo sul nostro corpo», afferma, «è la somma dei tanti sguardi ricevuti nella nostra vita. Incauti commenti espressi dai genitori, dal marito o da un amante restano impressi come marchi a fuoco, e anche a distanza di anni ci ricordano che quella parte del corpo investita di sentimenti negativi ha qualcosa di sbagliato. Confrontarsi con la propria nudità, allora, diventa una prova, un esame da superare, se non una sofferenza. E si finisce per vivere il corpo come un fardello ingombrante, qualcosa che ci è capitato, ma che non ci appartiene».
Invece, se riusciamo a stare bene con la nostra nudità, possiamo vivere un’esperienza sensuale e liberatoria, che ci fa sentire pienamente vivi. «La nudità», scrive ancora il dott. Soldati, «è qualcosa di puro e pulito, qualcosa che ci libera dalle inutili difese che la paura ci ha costruito addosso, per portarci più vicino alla semplicità della nostra anima. La sensazione di sporcizia che proiettiamo su di un corpo nudo sta più nei condizionamenti atavici della mente, che nella realtà delle cose».
Ma come fare per riuscire a trasformare il nostro stare nudi da motivo di vergogna e disagio a fonte di benessere e piacere? Ecco qui quattro “esercizi” che il dott. Soldati suggerisce a tutti di praticare per «riconciliarsi con la propria nudità».
1) Fate la pace con il vostro corpo. Ogni giorno fate qualche piccola pausa per prendere contatto consapevolmente con il vostro corpo. Per esempio, respirate a fondo con gli occhi chiusi, annusatevi la pelle, accarezzatevi le braccia, la nuca, le gambe. È bellissimo anche massaggiarsi: munitevi di un buon olio o di una crema e percorrete con le mani tutto il vostro corpo. L’automassaggio ci ricorda che siamo creature tridimensionali, fatte di pelle, scheletro, carne, muscoli. Sentirsi bene nudi significa anche imparare a convivere con questa fisicità e ad “abitare” il proprio corpo.
2) Spogliatevi e lavatevi con lentezza. Quando vi spogliate non fatelo meccanicamente, ma provate a rallentare i ritmi. Toglietevi un capo alla volta, con calma, fate delle pause e mettetevi all’ascolto delle sensazioni. Provate sollievo, imbarazzo, fragilità, vergogna o cos’altro? Non giudicate le vostre reazioni, semplicemente accettatele. Fate lo stesso esercizio quando vi lavate. Invece di inserire il “pilota automatico” e lavarvi come se faceste lo shampoo alla macchina, metteteci del tempo e dell’attenzione. Esplorate il vostro corpo come se fosse la prima volta, sentite la morbidezza della pelle e il calore del ventre. Se vi esercitate in questo modo tutti i giorni, scoprirete che i gesti rapidi e distratti dell’abitudine spesso mascherano proprio l’antipatia per il proprio corpo. E che si può cambiare atteggiamento.
3) Guardatevi allo specchio senza giudicarvi. In genere, prima di affrontare lo sguardo altrui, ci si osserva allo specchio già vestiti. Ma così quello che vediamo riflesso, ben agghindato e dissimulato dagli abiti, non è il nostro corpo “vero”, bensì un’immagine che non corrisponde alla realtà. Guardarsi nudi, infatti, è tutt’altra cosa. E se in genere lo si fa così raramente, è perché si ha paura delle emozioni che può suscitare. Provate a mettere in bagno uno specchio intero, in modo da avere una visione completa del vostro corpo. Nei gesti quotidiani, ad esempio mentre vi lavate, imparerete a familiarizzare con la vostra nudità e a riappropriarvi del vostro corpo per quello che è. All’inizio può darsi che il vostro sguardo faccia fatica a soffermarsi e che vi vengano pensieri negativi (“ma guarda che pancia”, “sono proprio fuori forma”, “sono davvero grasso/a”, e così via), ma con l’abitudine e lo sforzo di non giudicarvi, il vostro corpo vi diventerà sempre più amico.
4) Praticate il nudismo. Di solito confiniamo l’esperienza della nudità ai momenti di intimità sessuale. Invece, dobbiamo apprendere che stare nudi è una cosa naturale e normale. Come se ce ne fosse bisogno, ogni tanto dovremmo ricordarci che veniamo al mondo nudi. Stare nudi in casa, senza pensieri morbosi, senza condanne né compiacimento per il proprio corpo, può essere un’esperienza estremamente liberatoria. E praticare il nudismo all’aria aperta, in mezzo alla natura, è ancora meglio, perché tutto è più bello e ricco di stimoli sensoriali.
Insomma, il nudismo ha una forte valenza psicoterapeutica ed è una sorgente inesauribile di piacere, alla quale è importante imparare ad attingere, se vogliamo trovare un valido aiuto per stare bene con il nostro corpo e per affrontare con rinnovata energia lo stress quotidiano. Se riusciamo a «riconciliarci con la nostra nudità», se prendiamo il coraggio di superare le nostre vergogne e le nostre paure, possiamo scoprire un mondo meraviglioso, nel quale trovare quel benessere che deriva dalla simbiosi del nostro corpo nudo con il mondo naturale che lo circonda.

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