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sabato 25 marzo 2017

Ma di cosa parla Occidentali's Karma?

"Occidentali's Karma", ecco il vero significato della canzone di Francesco Gabbani

"Occidentali's Karma", ecco il vero significato della canzone di Francesco Gabbani



Non siamo qui di certo a parlare della kermesse canora che ogni anno si svolge nella famosa città ligure, di chiacchiere ne sono state fatte già tante, se non troppe, con tutte le polemiche annesse e connesse, costi, cachet, super-stipendi, canone tv ecc...



Dedichiamoci a ciò che emerso dalla canzone vincitrice, un brano che va ben oltre il tema dell'amore servito in tutte le salse, da quello felice a quello tradito.




I movimenti e il sex appeal non sono le uniche qualità a rendere “Occidentali’s Karma” così memorabile. Il testo – che si allontana dai tradizionali canoni sanremesi del pathos, amore e lacrime – cita intelligentemente scienza e filosofia un brano denso di riferimenti filosofici e giochi di parole, volto ad ironizzare sul modo in cui gli occidentali tentano di "scimmiottare" abitudini proprie della cultura orientale“


Allegria e acume sono gli ingredienti che hanno portato al successo il brano proposto da Francesco Gabbani al Festival di Sanremo 2017, "Occidentali's Karma". Se grandi e piccini hanno già imparato a memoria i passi della divertentissima coreografia cult proposta sul palco dell'Ariston a corredo della canzone, meno immediato è il significato del testo, comprensibile solo ad un ascolto più attento.

Tra riferimenti filosofici, giochi di parole e immagini bizzarre, il contenuto delle strofe indaga le nostre abitudini quotidiane, sempre in bilico tra l'essere e l'apparire.


L'ironico "j'accuse" di Gabbani va, sin dal principio, a quelli che definisce "internettologi" e "tuttologi del web", ovvero coloro che, pieni di certezze e ossessionati dal mondo social di post e selfie, sono impegnati a consegnare un'immagine falsata della propria vita al servizio del giudizio altrui. 
Per farlo, il cantante di Ferrara offre un parallelismo tra la cultura occidentale e quella orientale, è per questo che il testo si arricchisce di allusioni alle filosofie orientali. L'interprete scherza sul modo in cui gli occidentali cercano di "scimmiottare" le abitudini dell'est, nel tentativo di trovare la stessa serenità interiore, ma spesso con modalità superficiali e frettolose. "Facciamo yoga con l'outfit giusto", ha osservato in un'intervista. 

Nelle prime due frasi della canzone entriamo subito in contatto con William Shakespeare ed Erich Fromm. L’iconico “Essere o non essere”, la frase d’apertura del monologo recitato da Amleto durante la scena del convento nell’omonima opera di Shakespeare, incontra il libro di Fromm “Avere o essere?”, pubblicato nel 1976.
Nella sua opera, lo psicanalista tedesco menziona la corsa della società moderna al materalismo e di come la gente preferisca il “dovere” all'”essere”. Gabbani utilizza lo stesso concetto come punto cardine di “Occidentali’s Karma”.
Quando canta del fenomeno internet, Francesco cita gli Alcolisti Anonimi (AA), l’associazione, diffusa in tutto il mondo, che si occupa del recupero di persone che hanno problemi di dipendenza da alcool. Tuttavia egli suggerisce che a dover essere aiutati oggi nel recupero siano gli ossessionati dai selfie.

Il ritornello ci fa entrare in una dimensione mistica, piena di riferimenti al buddismo. “Nirvana” non ha nulla a che fare con la band grunge che scalò le classifiche negli anni ’90, ma rappresenta il punto più alto a cui aspirare dopo aver perso ogni contatto con le passioni e i desideri mortali.

“Mantra”, invece, è un’espressione sacra che va ripetuta molte volte durante la meditazione per aiutare il credente a guadagnare la stabilità e la forza mentale perduta. Allo stesso tempo il “karma” è il principio spirituale di causa ed effetto secondo il quale gli intenti e le azioni di un individuo (la causa) influenzano il futuro dell’individuo stesso (l’effetto).

“Namaste” è una rispettosa forma di saluto della cultura Hindi, solitamente espressa con un leggero inchino, le mani giunte, i palmi che si toccano, le dita rivolte verso l’alto e il pollice vicino al petto.

La “fila indiana” e l'”ora d’aria” si riferiscono alle lezioni di yoga. È lo stesso Francesco a descrivere il significato di quel passaggio: “Facciamo yoga per trovare un equilibrio tra mente e corpo. Ma se non siamo vestiti alla moda allora a lezione di yoga non ci andiamo!”.

La mitica "scimmia nuda" cui si fa riferimento - ed intenta a ballare sul palcoscenico durante la performance del cantante - è quella descritta nel saggio dello zoologo Desmond Morris, che ha studiato l’evoluzione dell’uomo e dei suoi comportamenti da un punto di vista inusuale, considerandolo al pari di una scimmia senza peli. 
La parte fondamentale della canzone è senza dubbio “la scimmia nuda balla”. Ecco la risposta al gorilla danzante che sta conquistando il web.
La scimmia nuda. Studio zoologico sull’animale uomo è un libro del 1976 dello zoologo ed etologo britannico Desmond Morris, che fa uso del termine “scimmie nude” per riferirsi alla specie umana, considerata la più evoluta versione delle scimmie, in questo caso prive del pesante manto di peli.

Ultimo ma non meno importante, Karl Marx. Il socialista nato in Germania appare con la famosa citazione “La religione è l’oppio dei popoli”. Le frasi scritte da Gabbani sono però riferite anche all’uso dei social network – la droga dei nostri giorni.


Fabio Ilacqua, l’autore che ha scritto “Occidentali’s Karma” con Francesco, spiega al meglio il significato della proposta italiana all’Eurovision:

“L’occidentale che si rivolge alla cultura orientale lo fa sempre come un turista che va in un villaggio vacanze. La cultura orientale viene vista come fuga dallo stress, ma non è nata per questo. È la banalizzazione di qualcosa di profondo che c’è lì però, solo lì, noi siamo turisti di qualcos’altro, per noi diventa uno sport”.

Mettere una scimmia danzante sul palco accanto al cantante non è un’idea casuale: “Dietro la scimmia nuda c’è l’uomo moderno, l’uomo senza peli come diceva Desmond Morris, una delle 193 specie di scimmia, di cui l’uomo è l’unica senza pelo. C’è un uomo vestito che però ha ancora tantissime caratteristiche dell’uomo delle caverne”.

Essere o dover essere
L’opposizione tra “essere e…” è piuttosto diffusa in diversi testi di letteratura e saggistica: sicuramente c’è l’“Essere o non essere: questo è il problema” pronunciato dal protagonista dell’Amleto di William Shakespeare, probabilmente scritto tra il 1600 e il 1602; c’è poi Avere o essere? dello psicoanalista tedesco Erich Fromm (1976); e infine il riferimento diretto di questo primo verso: Immanuel Kant, filosofo settecentesco tra i più influenti di sempre.
“Il dubbio amletico”
“To be or not to be: that is the question”: così si apre la prima scena dell’atto terzo dell’opera più nota di William Shakespeare, l’Amleto.
“Contemporaneo come l’uomo del neolitico”
Il Neolitico è uno dei tre periodi che insieme costituiscono l’età della pietra, e segue in ordine di tempo il Paleolitico e il Mesolitico.
“Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi”
Gli Alcolisti Anonimi sono la più nota tra le associazioni di aiuto reciproco che mantengono la segretezza sui nomi dei propri membri: nata nel 1935 negli Stati Uniti, si basa su una terapia di gruppo.
“Panta Rei”
Panta rei (“Tutto scorre”) è la frase sintetica ed efficace con cui nel corso del tempo, probabilmente da Platone in poi, è stato riassunto il pensiero del filosofo greco Eraclito, vissuto nel V secolo avanti Cristo. Ci ricorda che nella vita “tutto si muove e nulla sta fermo, non potresti entrare due volte nello stesso fiume” perché “in quel fiume sopraggiungeranno acque sempre nuove”.
“And singing in the rain”
Cantando sotto la pioggia (in originale Singin’ in the Rain) è un film musicale del 1952 diretto da Stanley Donen in coppia con Gene Kelly e interpretato dallo stesso Kelly.
“Lezioni di Nirvana, c’è il Buddha in fila indiana”
Per i buddisti, il nirvana è il massimo stato a cui aspirare, in cui dopo aver perso ogni contatto con le proprie passioni e i propri desideri mortali si ascende a una beatitudine spirituale che è il vertice più alto della ricerca dell’ascetismo a cui i discepoli del buddismo aspirano.
“L’evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla”
La scimmia nuda è un saggio pubblicato nel 1967 dallo zoologo britannico Desmond Morris, ancor’oggi vivente, che fa uso di questo termine per riferirsi alla specie umana, considerata appunto come l’ultima evoluzione delle scimmie, in questo caso priva dei peli che caratterizzano le altre specie.
“Coca dei popoli, oppio dei poveri”L’“oppio dei popoli” è la definizione che il filosofo tedesco Karl Marx, figura centrale della sinistra ottocentesca e novecentesca e autore del Manifesto del partito comunista (1848) dà della religione.
“Namasté, Alé”Namastè è un termine indiano utilizzato da diverse culture orientali come saluto benaugurante, solitamente accompagnato dal gesto di unire le mani e fare un piccolo inchino, visto che la parola vuol dire proprio “mi inchino a te”. Il termine ha avuto grande diffusione presso il mondo occidentale a partire dal 2004, quando fu ripetutamente utilizzata nella serie tv di grande successo Lost.


articolo realizzato con l'utilizzo delle seguenti fonti:
eurofestivalnews.com
today.it
bitchyf.it

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