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venerdì 31 marzo 2017

Morbillo: non è affatto corretto parlare di epidemia

Prima degli anni ’90 il morbillo si presentava a ondate epidemiche ogni quattro-cinque anni. E così tutti diventavano protetti entro una decina d’anni. Poi, con l’introduzione della vaccinazione pediatrica, l’epidemiologia è cambiata. Oggi, che il virus circola meno, sono più frequenti i casi tra i bimbi con meno di un anno e i giovani adulti.

“Quando si vaccinano soltanto i bambini si sposta in avanti l’età delle persone suscettibili, quelle che si possono ammalare. È un fatto risaputo” (Michele Grandolfo, epidemiologo ISS).

Nel 2016, da gennaio a dicembre, ci sono stati 844 casi e 238 soltanto nel gennaio 2017. Fonte ISS qui.

L’orchestra suona per gli 844 casi all’anno e per i 238 nel mese di gennaio. Nessun morto, va detto, anche se una parte ha sofferto di effetti collaterali, in qualche caso importanti.

Una parte del coro: il morbillo è tornato per colpa di chi non si vaccina.

L’87-89% dei bambini è vaccinato contro il morbillo ma della durata della protezione degli adulti non si sa granché. Più della metà di chi ha contratto la malattia di recente ha dai 15 ai 40 anni.

Dei pochi casi analizzati in gennaio, un 12% era stato vaccinato una o più volte (di un altro 7% non si sa nulla).

Si sa, da precedenti studi, che circa il 5% di vaccinati non è immunizzato. La protezione data dalla malattia, invece, dura tutta la vita.

È assai difficile, oggi, riuscire a calcolare l’effettiva protezione nei vari strati della popolazione.

Si potrebbe essere protetti al 30% o al 40% o al 60%, nessuno lo sa, visto che non ci si preoccupa di controllare se l’immunizzazione è presente o è avvenuta. Tuttavia il morbillo compare a ondate, in media ogni lustro.

I neonati che nascono da madri vaccinate ricevono una protezione anticorpale inferiore. Così, proprio i più piccoli, risultano leggermente meno protetti nell’età più delicata. E infatti sono aumentati anche i casi di morbillo sotto l’anno di età (il vaccino si fa a 15 mesi).

I primi fiati fanno credere che i pochissimi bimbi non vaccinati (11-13%) siano untori, che siano malati e infettino sia i coetanei già vaccinati (???) che quelli che non si possono vaccinare.

Qualche soprano: i non vaccinati fanno crollare l’ immunità di gregge e faranno tornare tutte le malattie. Non solo: è colpa loro anche se i leucemici si ammalano di qualche terribile infezione fino a morirne.

Sappiamo che nessuno ha mai verificato quanta parte di popolazione sia effettivamente immunizzata, naturalmente o in seguito a vaccino, quindi non si conosce la percentuale dell’immunità di gregge da morbillo, a maggior ragione fra i ventenni-quarantenni che non hanno contratto la malattia. Inoltre, è assai più facile – purtroppo – che i malati di leucemia contraggano il morbillo da chi ha appena fatto la vaccinazione a virus vivo, ad esempio dall’ 87-89% dei bambini. (Fonte: Asl e la legge 210/92 art. 4 che prevede l’indennizzo di soggetti non vaccinati che siano venuti a contagio con soggetti vaccinati).

Crescendo di trombe e fiati: ai bimbi non vaccinati va proibito l’asilo, va proibito l’asilo, va proibito l’asilo…

E agli adulti (non vaccinati)? Niente lavoro? Ma allora anche niente tasse?

Altri fiati: “senza obblighi la gente non capisce” e si progetta di far approvare nei Comuni e nelle Regioni provvedimenti punitivi.

Ad esempio, in Veneto è stato proposto di far pagare i danni delle malattie (?) alle famiglie che non vaccinano. E per raggiungere la vetta dell’assurdo, ai danneggiati da vaccino non verrà riconosciuto un cent! Le famiglie scomode e sfortunate che dopo una vaccinazione sono precipitate nell’inferno, sono state liquidate con un documento che riporta che gli eventi avversi non esistono. Fine della discussione. (Documento Fnomceo, luglio 2016).

Flauto dolce. Abbiamo visto qui che finchè la legge nazionale resta quella in vigore non si potrà impedire l’accesso all’asilo (anche se verranno approvati regolamenti comunali e regionali), è sufficiente che fra scuole e Asl intercorra una segnalazione di mancata vaccinazione.

Baritoni: le famiglie non vaccinano i bambini per effetto delle campagne antivax sul web.

Peccato che non se ne trovi traccia di campagne antivax; semmai si incontrano, in rete, genitori sempre più preoccupati di non venire ascoltati, altri che sono ignorati per aver denunciato (invano) un danno da vaccino, altri ancora che chiedono chiarimenti sugli adiuvanti o studi sui 15 vaccini da inoculare il primo anno, comparazioni fra bimbi vaccinati e non, e, infine, i dati di farmacovigilanza inspiegabilmente fermi al 2013. Ma soprattutto chiedono di non essere costretti a vaccinare!

Fagotto. Visto che il morbillo è tornato, si applichi il piano vaccini per intero, 59 vaccini da 0 a 18 anni e poi si vada avanti fino alla fine della vita a combattere virus e batteri a suon di richiami e nuovi vaccini.

Controfagotto: il morbillo uccide 132mila persone all’anno. (Dove? Nei Paesi poveri, non nel mondo Occidentale).

Il direttore d’orchestra, Renzi: “Basta propaganda, coi vaccini non si scherza”.

Diciamo anche noi: basta propaganda, anche con la nostra salute non si scherza.

Per chi dovrebbe suonare l’orchestra.

In italia, ogni giorno, mille persone ricevono una diagnosi di tumore maligno e si calcola che 485 persone al dì muoiano di cancro (la stima è al ribasso, appartiene alle sole regioni dotate di registro tumori nel 2013). Cliccate qui, pag 25.
Sempre al 2013 si riferiscono gli 11.124 morti per leucemie e linfomi. Già, nel Paese che per diversi mesi all’anno, da anni, supera il limite delle polveri sottili e del benzene nessuna-amministrazione-nessuna ha mai promosso la circolazione di veicoli elettrici, come accade a Pechino.

Vogliamo paragonare gli 844 malati di morbillo (vivi) con gli 11.124 morti di leucemie e linfomi? Vogliamo ammettere l’esistenza del danno post vaccinazione? E pretendere studi comparativi e discuterne? Per il bene dei figli che nasceranno?

Chi suona, ora?

Ascoltiamo.


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