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mercoledì 26 aprile 2017

Vari tipi di solitudine

Una persona che impara a stare bene da sola non si accontenta più della compagnia di chiunque.


FONTE: labottegadelbarbieri.org

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.
Imparare a stare bene da soli è una delle più grandi battaglie della vita.



Esistono diversi tipi di solitudine, quella voluta, quella indotta e poi, la peggiore, quella ricorrente nonostante la presenza di qualcuno nella propria vita. Ci si sente veramente soli quando quando si ha accanto qualcuno che non da valore al nostro tempo.

Nonostante i rumori quotidiani del mondo troppo spesso i nostri pensieri rimbombano nella mente facendo troppo rumore e, generalmente, quelli più ricorrenti, sono proprio i pensieri che ci fanno più male. Ed è allora che si tende a riempire i propri spai vuoti, con persone, situazioni, interessi e molto altro. Di tutto pur di non sentire ancora e ancora quel dolore. La sofferenza mentale è spesso paralizzante, perchè ti tocca proprio nella parte più intima di te. Affonda lentamente dentro noi stessi ancorando le proprie radici saldamente e – a tratti – ci impedisce di respirare.


Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi,si tratta fondamentalmente della paura di essere soli. (Charles Bukowski)

Chi rifugge la solitudine è generalmente una persona che soffre e quando una persona prova una morsa lancinante allo stomaco farebbe qualsiasi cosa per avere uno spiraglio di luce. Rimanere da soli con se stessi fa paura, perché costringe ad avere a che fare con le proprie paure, quelle più nascoste, quelle che cerchiamo ogni giorno di soffocare dentro noi stessi.


La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
(Giacomo Leopardi)

Una persona che riesce a stare bene da sola è una persona che ha imparato a conoscersi e, soprattutto, ad accettarsi. Ha imparato ad affrontare i propri fantasmi del passato, a volersi bene anche senza una persona accanto.
Occorre parecchia forza per riuscire ad amare la propria solitudine.

Solo una persona che ha veramente toccato il fondo è in grado poi di assaporare veramente la solitudine, e quando la solitudine è diventata una compagnia fedele anziché una nemica si inizia a dare valore al proprio tempo. Non ci si circonda più di false presenze. Non si scende più a compromessi con se stessi. Non ci si rassegna ad una presenza altalenante che ci fa comunque sentire soli.


Pensavo che la cosa peggiore nella vita fosse restare solo. No, non lo è. Ho scoperto invece che la cosa peggiore nella vita è quella di finire con persone che ti fanno sentire veramente solo.
(Robin Williams)

FONTE (Link)



2 commenti:

  1. Quando siamo piccoli sappiamo stare bene da soli ma poi gli altri diventano il fulcro della nostra vita. Il motivo sono gli ormoni che piano piano si risvegliano con l'età e fanno sì che il centro della nostra vita diventi l'amore e quindi la ricerca di un partner. Il problema è che in questa ricerca spasmodica dimentichiamo di tornare ogni tanto a noi stessi. Infatti così come da bambini si gioca tutti insieme e anche da soli, noi dovremmo fare lo stesso ma non lo facciamo, motivo per cui poi la solitudine diventa una cosa che si crede sia terribile. Chi non trova un partner inizia a sentirsi sfigato e anche la società, basata sulla coppia, aumenta questa considerazione che uno ha di sè. Ma appunto chi sta bene da solo, e quindi ha scelto la sua solitudine in modo consapevole, non ha niente da dimostrare o da chiedere a nessuno e sta bene così. Ma poi sono gli altri che la vedono in modo negativa la cosa, appunto perchè siamo in una società basata sulla coppia.

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    Risposte
    1. Ottima considerazione Amleta Bloom, grazie per il tuo contributo!

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