Post Recenti

CERCA

martedì 26 dicembre 2017

Schiavi del lavoro

Nel Medioevo si lavorava molto meno di oggi !

La storia è una menzogna 

Non è vero che nel Medioevo si lavorava più di adesso, anzi, si lavorava molto di meno e c'erano un sacco di festività da rispettare.


La vita per il contadino medievale non era certo una scampagnata. La sua vita era segnata dalla paura della carestia, della malattia e dai venti di guerra. La sua dieta e l’igiene personale lasciavano molto a desiderare. Ma nonostante la sua reputazione di miserabile, lo si potrebbe invidiare per una cosa: le sue vacanze. 

L’aratura e la raccolta erano faticosi compiti, ma il contadino poteva godere ovunque da otto settimane a sei mesi all’anno di riposo. 

La Chiesa, consapevole di come mantenere una popolazione lontano dalla ribellione, ordinava frequenti feste obbligatorie. 

Matrimoni, veglie e nascite significavano una settimana di riposo a tracannare birra per festeggiare, e quando i vagabondi giocolieri o gli eventi sportivi arrivavano in città, per il contadino era previsto del tempo libero per l’intrattenimento.

C’erano domeniche libere dal lavoro, e quando le stagioni di aratura e raccolta erano finite, il contadino aveva anche tempo di riposare. 

In effetti, l’economista Juliet Shor ha scoperto che durante i periodi di salari particolarmente alti, come l’Inghilterra del 14° secolo , i contadini potevano lavorare non più di 150 giorni l’anno.

A ben pensarci, i contadini medievali lavoravano in percentuale poco meno della metà di un comune impiegato oggi! 

I servi, nel Medioevo, lavoravano al massimo nove ore. 
E facevano delle pause, che persino secondo i loro padroni, erano dovute. I nostri antenati possono, in realtà, non erano ricchi, ma avevano abbondanza di tempo libero. 

E grazie al capitalismo e all'oscura Era Industriale, noi oggi siamo molto più schiavi di loro, da ‘The Overworked American: The Unexpected Decline of Leisure’ (Lo statunitense oberato di lavoro: l’inatteso declino del tempo libero) 

Uno dei miti più duraturi del capitalismo è che avrebbe ridotto la fatica umana. 


L'avvento delle macchine serviva, appunto, per toglierci la fatica di lavorare, ma grazia a capitalisti senza scrupoli quel sogno è stato infranto, le macchine sono arrivate si, ma noi oggi vicini ormai al 2020, continuiamo a lavorare 8/9, persino 10 ore la giorno!

Questo falso mito, tutt'ora ancora diffuso è solitamente difeso dai servi moderni che ancora paragonano la moderna settimana lavorativa di 40 ore con la sua omologa di 70/80 ore del 1900'. 

Il presupposto implicito – ma raramente espresso chiaramente – è che per secolo era prevalso lo standard di 80 ore. Il paragone evoca la triste vita del contadino medievale, al lavoro dall’alba al tramonto. 

Ci viene chiesto di immaginare l’artigiano specializzato in una soffitta fredda e umida che si alza prima del levar del sole e lavora alla luce di candela fino a tardi la notte. Queste immagini sono proiezioni nel passato di modelli di lavoro moderni però. 
E quindi sono falsi. 

Prima del capitalismo e dell'era industriale la maggior parte delle persone non lavorava per nulla molto a lungo. Il ritmo della vita era lento, persino tranquillo; il ritmo del lavoro rilassato. I nostri antenati possono non essere stati ricchi, ma avevano abbondanza di tempo libero. 

Quando il capitalismo ha aumentato i loro redditi, si è anche preso il loro tempo. 

In realtà ci sono buoni motivi per ritenere che le ore lavorative a metà del 1900' costituiscano lo sforzo lavorativo più prodigioso dell’intera storia del genere umano. Si consideri l’ordinaria giornata di lavoro nel periodo medievale:


Andava dall’alba al tramonto (sedici ore in estate e otto in inverno), ma, come ha osservato il vescovo Pilkington, il lavoro era intermittente; prevedeva una sosta per colazione, per pranzo e per il consueto sonnellino pomeridiano, (la famosa e ormai perduta pennichella!) e per cena. 
Un elemento importante di prova a proposito della giornata lavorativa è che era molto insolito che ai lavoratori servili fosse chiesto di lavorare una giornata intera per un signore. 
Una giornata di lavoro era considerata metà di un giorno e se un servo lavorava un giorno intero ciò era conteggiato come “due giorni di lavoro”

Il calendario medievale era pieno di festività:

Le feste ufficiali – cioè religiose – includevano non soltanto lunghe “vacanze” a Natale, Pasqua e a mezza estate, ma anche numerosi giorni dei santi e di riposo. Erano trascorsi sia in sobrie frequentazioni della chiesa sia in festeggiamenti, bevute e divertimenti. 

In aggiunta alle celebrazioni ufficiali , c’erano spesso settimane di astensione dal lavoro, per segnare eventi importanti della vita (nozze e funerali) così come eventi di minore importanza.

Tutto considerato, il tempo libero per le feste nell’Inghilterra medievale occupava probabilmente un terzo dell’anno. 

Dell’ancien régime francese è riferito che garantiva cinquantadue domeniche, novanta giorni di riposo e trentotto festività. 

In Spagna viaggiatori segnalarono che le feste coprivano in totale cinque mesi ogni anno! (5 mesi!)

Il tempo libero del contadino si estendeva oltre le feste sanzionate ufficialmente. Esistono prove considerevoli di quella che gli economisti la curva retrograda della domanda di lavoro, l’idea che quando i salari aumentano i lavoratori offrono meno lavoro. 

Durante un periodo di salari insolitamente alti (la fine del 1400') molti lavoratori si rifiutarono di lavorare “per un anno, un semestre o per qualsiasi altro periodo consueto, ma solo a giornata”. 

E lavoravano soltanto per i giorni necessari a guadagnare il loro reddito abituale, che in questo caso corrispondeva a circa 120 giorni di lavoro l’anno! 


Una stima del tredicesimo secolo rileva che intere famiglie contadine non dedicavano alla loro terra più di 150 giorni l’anno. 
Dati feudali dell’Inghilterra del quattordicesimo secolo indicano un anno lavorativo estremamente breve – 175 giorni – per i lavoratori servili. Evidenze successive relative a coltivatori-minatori, un gruppo che aveva il controllo del proprio orario lavorativo, indicano che lavoravano solo 180 giorni l’anno.


In conclusione, quando "festeggi" la conquista delle 8 ore lavorative giornaliere, ricorda che sei stato ingannato da oltre due secoli, perché solo con l'avvento dell'era industriale si arrivò a lavorare 12 ore al giorno, ma prima di allora, era tutta un'altra vita! 
Poveri si, ma di certo più liberi di adesso.

domenica 24 dicembre 2017

Vaccini: quello che (NON) dobbiamo sapere

E’ stato tutto insabbiato dai media, la TV ha ordini ben precisi: “Non ditelo in TV, la gente non deve sapere.”
Consigliamo a tutti di condividere, l’informazione libera e senza censure ce la creeremo noi sul web!
Questi dati scioccanti trovati nei vaccini per uso umano non sono come dire “nell’acqua hanno trovato tracce di alluminio”!! Qui la cosa è gravissima! I vaccini ci vengono iniettati nell’organismo e vanno nel sangue, negli organi e nelle cellule di tutto il corpo.*
VACCINI E GERMANIA: FIALE ANALIZZATE E UNA VERITÀ SCIOCCANTE
Sono stati donati migliaia di euro ad una società no-profit di Herrenberg, nelle vicinanze di Stoccarda, denominata AGBUG e.V. per ricercare gli elementi contenuti nei vaccini attuali.
In origine, si intendeva indagare i vaccini per il loro contenuto di mercurio, ma andando avanti, l’associazione ha poi chiesto di estendere le indagini a tutti gli elementi ricercabili.
A questo scopo sono state inviate 16 differenti fiale di vaccini al laboratorio clinico ed ambientale Micro Trace Minerals, con sede in Germania, fondato nel 1975, che opera nel campo dell’analisi dei minerali e dei metalli tossici.
AGBUG ha ora pubblicato i risultati del primo lotto sul suo sito web (vedasi figura 1)
I 16 vaccini analizzati sono:
  1. Afluria 2015/16 [vaccino antinfluenzale] ,
  2. Bexsero [vaccino antimeningococco sierogruppo B,  soggetto a monitoraggio addizionale] ,
  3. Cervarix [vaccino bivalente antipapillomavirus umano],
  4. Gardasil [vaccino quadrivalene antipapillomavirus umano],
  5. Gardasil 9 [vaccino 9-valente antipapillomavirus umano] ,
  6. Hexyon [nuovo vaccino esavalente,  soggetto a monitoraggio addizionale] ,
  7. Influvac 2016/2017 [vaccino antinfluenzale] ,
  8. Menjugate [vaccino antimeningococco sierogruppo C] ,
  9. Menveo [vaccino antimeningococco coniugato sierogruppo A, C, W135 e Y+
  10. Neis-Vac C [vaccino antimeningococco sierogruppo C],
  11. Prevenar 13 [vaccino antipneumococco 13-valente] ,
  12. Rotarix [vaccino antirotavirus],
  13. Rotateq [vaccino antirotavirus],
  14. Synflorix [vaccino antinfluenzale],
  15. Tetanol Pur [vaccino antitetanico],
  16. Tetanus Impfstoff Mérieux [vaccino antitetanico]
AGBUG e. V. ha pubblicato da qualche giorno i risultati sul suo sito web.
8 febbraio, 2017: Tutti i risultati dei 16 vaccini investigati sono riassunti in una sola pagina
Una prima valutazione (8 febbraio 2017) evidenzia quanto segue:
  1. Tutti i 16 vaccini verificati contengono piccole tracce di mercurio.
  2. Otto dei 16 vaccini contengono piccole tracce di nichel.
  3. Sei dei 16 vaccini contengono piccole tracce di arsenico.
  4. 15 di 16 vaccini contengono piccole tracce di uranio.
  5. Tutti i 16 vaccini contengono piccole tracce di alluminio, anche se non dichiarato.
  6. GardasilGardasil 9 e Synflorix, contengono il doppio di alluminiocome indicato.
  7. Il contenuto di alluminio nei cosiddetti vaccini inattivati è da 1000 a 6000 volte superiori al limite per l’acqua potabile
Tutti questi vaccini analizzati in Germania dimostrano ancora una volta che siamo in presenza di farmaci inquinati sui quali i controlli di sicurezza sono quanto meno insufficienti.
Le domande sono ora molteplici e la voglia di chiarezza è sempre più grande.
Quali danni causano queste sostanze in persone allergiche? In che modo gli effetti patogeni delle sostanze contenute nei vaccini agiscono ( sappiamo benissimo che agiscono in maniera sinergica tra loro) ?
Perché queste sostanze patogene sono  incluse in tutti i vaccini ?
Non dimentichiamo che diversi medici e scienziati hanno sottolineato la tossicità dell’alluminio sul nostro sistema immunitario eppure, lo iniettiamo nei nostri figli , sottoponendoli a vaccinazione dove il medesimo è presente in tracce. Ovviamente la controparte continua a sostenere l’assoluta non tossicità di tali elemente grazie alla loro presenza in micro parti.
Questo vale anche per gli individui immunocompromessi?

mercoledì 20 dicembre 2017

Vitamine inettate ai neonati: p e r K è ?

La medicina continua ovviamente a usare il termine vitamina, senza distinguere tra vitamina naturale nefro-compatibile e vitamina sintetica nefro-tossica, e già questa è imperdonabile e flagrante ipocrisia. La vitamina K è di norma sintetizzata dallo stesso organismo, che la ricava dalle verdure a foglia verde assunte coi cibi crudi, nella sua forma denominata K1 o fillochinone o fitometadione, o fitonadione, oppure a partire dai batteri intestinali nella forma K2 o menachinone. Esiste infine una terza forma detta K3 o menadione idrosolubile, contenuta in diverse soluzioni farmacologiche. Due gli utilizzi principali da parte dell’organismo della vitamina K. Il primo è legato alla salute delle ossa, con la K2 che svolge un’azione stimolante nel confronti dell’osteocalcina. Nel secondo caso vengono attivati dalla K1 alcuni fattori della coagulazione (VII, IX e X), oltre alle proteine plasmatiche C, M, S, Z e alla protrombina (fattore II), per cui la K1 diminuisce il tempo di coagulazione, impedendo il rischio di emorragia infantile.

CONTROVERSA PROFILASSI POST-PARTO PER CARENZE DI VITAMINA K

L’utilizzo della vitamina K sintetica come profilassi post parto è ampiamente diffuso, seppure oggetto di critiche e diversità all’interno dello stesso ambito medico. Scopo principale del suo utilizzo è l’evitare che il neonato possa incorrere nella MEN (Malattia Emorragica del Neonato), patologia connessa a una carenza di questo complesso vitaminico. La MEN può manifestarsi in forma precoce, classica o tardiva, a seconda del tempo trascorso dalla nascita al presentarsi della sintomatologia specifica. A causarla è un mancato o ridotto apporto di vitamina K durante la gravidanza, che può essere provocato ad esempio da terapie farmacologiche seguite dalla gestante o da uno scarso assorbimento per via placentare, o da un insufficiente uso di verdure crude, tipica oscenità dietetica della pediatria convenzionale.

L’APPROCCIO ITALIANO SUPERA ADDIRITTURA L’AVVENTURISMO TERAPEUTICO DEGLI AMERICANI

Esistono differenti approcci per quanto riguarda la profilassi post-parto di vitamina K. In Italia viene somministrata una prima dose da 1 mg di Konakion, per via intramuscolare, nei momenti successivi alla nascita. Per le successive 6-8 settimane vengono fatte seguire somministrazioni da 2 mg, da ripetere una volta a settimana. In Italia è inoltre prassi somministrare un’ulteriore dose di Konakion, successivamente alla profilassi di base, qualora il neonato manifesti diarrea per una settimana consecutiva (per escludere possibili manifestazioni di MEN di tipo tardivo). Negli USA invece non viene fatta seguire, alla prima dose da 1 mg post parto, alcuna altra somministrazione. In pratica siamo più curomani ed imprudenti degli stessi americani.

IDROSSIDO DI ALLUMINIO USATO COME ANTI-ACIDO E COME LASSATIVO

Nel settore medico, l’idrossido di alluminio Al(OH)3 è conosciuto per la capacità di neutralizzare l’eccessiva acidità gastrica e ridurre l’assorbimento di fosforo in pazienti affetti da insufficienza renale. L’idrossido di alluminio riduce anche il riassorbimento degli acidi biliari, ma in tal senso è stato soppiantato dalla più efficace e sicura colestiramina. L’idrossido di alluminio è anche una delle poche sostanze finora licenziata come adiuvante per le preparazioni vaccinali. Si possono ottenere piccole dosi di prodotto facendo reagire cloruro di alluminio con idrossido di sodio NaOH, in rapporto 1:3: ALCL3+3NAOH–>AL(OH)3+3NACL. A contatto con l’HCL prodotto dalle cellule parietali della mucosa gastrica, l’idrossido di alluminio reagisce riducendo l’acidità del contenuto acido dello stomaco, come dimostrato dalla seguente reazione: AL(OH)3+3HCL–>ALCL3+3H2O, apportando qualche miglioramento in caso di ulcera, di gastrite e di reflusso, ma sempre con alti effetti collaterali.

CLAMOROSE RETICENZE E FURBIZIE NEI BUGIARDINI

Da rilevare che nel bugiardino della Roche spa di Segrate-Milano, produttrice dell’antiemorragico Konakion (fitometadione), non si parla mai di alluminio ma solo di acido glicolico, di sodio idrossido, di HCl, di lecitina e di acqua per preparazioni iniettabili. Il che significa imbrogliare le carte. Se digiti però la parola idrossido di sodio sul tasto ricerche in generale, ti danno tutti come risposta idrossido di alluminio. Una furbizia evidente, visto che l’idrossido di sodio si deve ottenere per forza partendo dal cloruro di alluminio come indicato nella formula di cui sopra.

ALLUMINIO SCOMODO ED IMBARAZZANTE MA PURTROPPO INSOSTITUIBILE

Ovvio che esiste una specie di congiura a non parlare di alluminio, a nasconderne la presenza, o a sottovalutarne l’importanza negativa. Lo si vorrebbe accantonare come minerale scomodo ed imbarazzante, ma evidentemente non si può. Trattasi di un minerale insostituibile nella chemofarmaceutica e nei vaccini. Sarebbe come pretendere l’esclusione dell’alluminio nella produzione di serramenti e di finestre, o l’esclusione di esso nella produzione di propellenti per i razzi, o l’esclusione nell’industria aeronautica. Tant’è vero che il medicinale Konakion comporta seri effetti indesiderati. Si parla di effetti astringenti e di occlusioni intestinali, si parla di carenza di forforo, si parla di aumento plasmatico di alluminio nei casi di insufficienza renale, si parla di encefalopatie e di peggioramento di osteomalacia da dialisi.

NON ESISTONO SCUSE PER INIETTARE ALLUMINIO NEGLI ADULTI E TANTOMENO NEI NEONATI

In conclusione, condivido in pieno l’opinione del prof Altieri e, se si può comprendere in certa misura l’impiego dove serve assolutamente un minerale leggero, diventa incomprensibile ed intollerabile l’uso nelle lattine e nelle varie confezioni alimentari, e nei recipienti da cucina. Criminale poi è la parola giusta per chi si permette di iniettare sostanze contenenti sali di alluminio nell’organismo umano ed in quello dei neonati in particolare.

Valdo Vaccaro


FONTE: valdovaccaro.com (LINK)

Printfriendly

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...