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martedì 27 marzo 2018

La strategia della distrazione: basta che il presidente della Camera viaggi in bus... ed il gioco è fatto



La strategia della distrazione 
Che bello vedervi tutti a discutere di Fico che prende il bus, Fico che si dimezza lo stipendio e così via.
Sia che elogiate sia che dileggiate Fico, mi scuso per il fatto di non riuscire a unirmi a questo vostro divertimento.
Dopo quasi un decennio di austerity e dopo delle spending review dalle ricadute sociali spaventose, vedo che l'unica cosa che vi scalda il cuore è - ancora! - il tagliare i "costi della politica".
Bene. Allora, guardate questo grafico: in blu, la grandezza del PIL; in rosso, la grandezza dei costi della politica. Potete osservare, cioè, quale rilevanza concreta e reale abbia questo tema che tanto sembra eccitarvi sessualmente.
Dite un po': rispetto al fatto che la politica tenda a focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle stronzate occultando così le questioni più rilevanti, vi è mai venuto il dubbio? si chiama distrazione di massa... 

  La strategia della distrazione. “L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

Commento di Angela Piro:
Ho scritto questo giorni fa: Voglio dirvi una cosa sconvolgente ... i vitalizi, i costi della politica, la corruzione esistono da sempre, anche negli anni ottanta, quando non hanno però impedito che fossimo la quinta potenza economica.
Ora che possa essere eticamente criticabile, come del resto anche i compensi spropositati di altre categorie pubbliche, non vi è dubbio.
Considerato che ridurre drasticamente gli stipendi ai politici potrebbe aumentare la loro corruttibilita' o potrebbe aprire le porte alla politica solo a chi può economicamente permetterselo (solo i ricchi entrerebbero in politica con le conseguenze prevedibili).
Considerato che esiste una sorta di invidia generalizzata poiché ho sentito gente comune lamentarsi persino dellovstipendio dei professori che viene considerato più che adeguato visto le ore lavorate e le ferie usufruite (è un esempio, non è il mio pensiero, ma vi invito a leggere la pericolosità delle convinzioni della gente).
Credo che ad oggi, con la grave crisi economica che vive il nostro paese, con i poveri che aumentano sempre più, con le fabbriche che chiudono il problema della castacriccacorruzione sia il meno grave.
Io preferirei che fossero controllate le loro reali presenze alle sedute, che fossero chieste necessarie e comprovate capacità ; vigilerei sull'operato e non lascerei che facessero i loro comodi.
L’attenzione esagerata ai vitalizi è assolutamente sproporzionata alla dimensione del problema e agli effetti benefici che ne deriverebbero. Un risparmio minimo della spesa sociale.
Restando il problema di ordine etico, bisognerebbe concentrarsi sui problemi reali. 
L'Italia ha iniziato il suo declino con l'introduzione dell'euro e con l'ingresso nella UE.I costi per restare legati ai nostri carnefici sono molto più alti.


FISCAL COMBAT:   Patto_di_bilancio_europeo

Le regole che ci vengono imposte limitano ogni nostra possibilità di azione migliorative.
Se proprio dovete odiare, scegliete di odiare chi davvero ha creato i problemi ed una volta distrutto il mostro possiamo parlare di altro.
Angela Piro

Approfondimenti:

Letture consigliate: 
 La "Psicologia delle folle", edita nel 1895, costituì e costituisce tuttora una vera e propria miniera d'oro per chi vuole comprendere il comportamento della folla. Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l'opera di Le Bon e l'uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura sembra trarre ispirazione dai suoi consigli. "Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità". (Hitler). Perfino Mussolini fu un fervido ammiratore dell'opera dello psicologo francese. "Ho letto tutte le opere di Le Bon - diceva - e non so quante volte abbia riletto la sua 'Psicologia delle folle'. È un'opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno". Il moderno dittatore, secondo Le Bon, deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l'incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni. Ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di esserne capace:
"Nella storia, l'apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà".
Un testo incredibilmente attuale che ogni cittadino, per non divenire 'mera parte di una massa facilmente manovrabile' dovrebbe conoscere.

I tempi cambiano... i social pure

I SOCIAL NON SONO PIU’ SOCIAL!!

Alle origini i social network erano nati per creare “nuove relazioni sociali e lavorative”, e una nuova modalità di comunicare, REAL TIME e INTERATTIVA.
I punti di partenza quindi erano la comunicazione, la diffusione di contenuti e notizie, la possibilità di interagire in tempo reale con persone in qualunque parte del mondo e in qualsiasi momento in tempo reale.
Non solo il tempo doveva essere REAL. Anche le informazioni, i contenuti, gli attori.
L’interazione prevedeva uno scambio effettivo e reale. Con persone REALI. Poteva aiutare nel lavoro, nel creare nuove amicizie, nel partecipare ad eventi, nel conoscere nuove realtà, acquisire informazioni. Sociali. Reali.
Probabilmente alle origini, Facebook aveva pressochè questo obiettivo e questo significato.
In effetti, sempre alle origini, Facebook stava assumendo forti connotazioni informative.
Testate e giornalisti di tutto rispetto hanno iniziato ad entrarci, e con essi associazioni di consumatori, stampa alternativa, controinformazione, customer care di grandi aziende.
Il presupposto era proprio la dialettica, l’interazione, la domanda e la risposta. In tempo reale.
Poi nel frattempo sono successe un po’ di cose.
I social hanno iniziato a suscitare un forte interesse economico.
Le aziende e le multinazionali hanno intuito le potenzialità di questi potentissimi mezzi di comunicazione e qui è iniziata la trasformazione.
In parallelo le stesse lobbies, le stesse aziende, hanno iniziato a capire molto bene i pericoli di un social di questo tipo.
Le minacce per dirla con linguaggio di marketing.
Facebook ha iniziato a dare fastidio a qualcuno….
è diventato un media di informazione alternativa, talvolta di controinformazione....
è diventato un media esposto a milioni di utenti dove lamentarsi di aziende e di pratiche commerciali scorrette.
Capire le potenzialità e le minacce di questo media così diffuso a livello mondiale, ha fatto scatenare subito una serie di misure e contromisure, mirate a creare il grande INGANNO dei social!
Su Facebook sono stati introdotti meccanismi di super next product e big data analysis mirati ad intercettare i termini utilizzati dagli iscritti per selezionare messaggi pubblicitari personalizzati.
Questo per incrementare le vendite e aumentare a dismisura introiti delle multinazionali.
In parallelo sono stati introdotti algoritmi mirati a filtrare post “ troppo intelligenti” o scomodi.
Si è cercato di scoraggiare le persone a scrivere ed esprimersi troppo : l’introduzione degli sfondi per attirare i likes, altro non è che una modalità per limitare la comunicazione libera.
Se scrivi tanto sarai invisibile.
Se scrivi poco puoi colorare le parole e limiti comunicazioni potenzialmente pericolose perché troppo articolate.
Il livello del social si è fortemente abbassato.
A fine del 2017, su dichiarazione dello stesso Zuckerberg sono stati volutamente ridotti i contenuti informativi e introdotti quelli interattivi.
I giornalisti di spessore e le testate alternative stanno iniziando ad abbandonare facebook…
Il target si è abbassato, l’interazione anche…
Del resto il social stava rischiando di diventare troppo intelligente, di unire troppe persone, di fare troppo contro informazione.
Insomma iniziava a dare un bel po’ fastidio
Così fastidio che allora gli investimenti si sono spostati su un social molto diverso: Instagram!
Io stessa all’inizio non riuscivo a capirne bene la logica, non mi convinceva, ma per curiosità ho iniziato ad entrarci e a postare.
Instagram è un social dove si possono postare solo foto. Si può comunicare qualcosa, ma la foto è imprescindibile e si parla tramite hashtag che per loro natura riducono incredibilmente la possibilità di esprimersi in modo sensato e di trattare argomenti di un certo livello.
Nulla può essere articolato. Prevale l’immagine, nessuno legge i contenuti, gli hashtag servono per ottenere follower!
E qui entra in gioco la spietata e incredibile logica di business su cui si basa Instagram.
Ebbene si!
Su Instagram chiunque può diventare famoso!
è così! senza fare troppa fatica, senza essere particolarmente intelligenti, senza essere particolarmente istruiti, senza essere troppo capaci, senza essere troppo determinati, su Instagram chiunque può diventare famoso.
Basta applicare quattro regoline banali banali in croce e ops!
Sei famoso! Sei ricco!
Come? Beh ovviamente acquisendo followers
Followers attenzione… non più amici eh.. SEGUACI… proprio come nelle sette americane.. termine che fa orrore ma si è così!
E cosa fanno i seguaci in una setta? Esattamente quello che fanno i followers su Instagram: arricchiscono il leader carismatico diventando seguaci… mettendo like, incrementando costantemente il numero di ADEPTI
I seguaci, gli adepti NON INTERAGISCONO. Seguono. Punto.
Il leader non ha interesse ad interagire: dall’alto posta la sua foto, dichiara la sua dottrina e si aspetta likes e follower.
I follower non sono potenziali amici, non servono per interagire, non sono conoscenti, non sono mirati a socializzare
I follower sono semplicemente numeri che superata una determinata soglia, faranno arricchire il LEADER.
più follower consegui, più vieni intercettato da aziende, da multinazionali, da siti di e-commerce per diventare SPONSOR.
E’ tutto molto semplice in apparenza: chiunque può postare contenuti e foto di dubbio gusto per attirare target di un certo tipo.
Chiunque può mettere likes a caso e iniziano a seguire persone a caso persone solo affinchè dall’altra parte ricambino. (salvo ritirare il follow due secondi dopo)
Chiunque può iscriversi ad app studiate per incontrare persone, fare amicizia o intraprendere relazioni e promuovere in maniera subdola e occulta o anche in chiaro il proprio profilo instagram per farsi seguire.
Beh a questo punto potete dirmi: beh quindi? chi se ne frega, se qualcuno trova il modo per fare i soldi così, beh è lecito no?

Ahimè ho scoperto mio malgrado e navigando parecchio tra un social e l’altro che la realtà è molto più inquietante, triste, desolante.
Negli anni 90, chi studiava e faceva l’università aveva prospettive leggermente più rosee per entrare nel mondo del lavoro.
D’altro canto però aveva a che fare con una grande e numerosissima concorrenza: era figlio del baby boom degli anni 70, per fare carriera e ottenere posti di livello e arricchirsi doveva laurearsi, prima degli altri, con votazioni migliori, magari fare un master, e poi lavorare, lavorare lavorare.
Per le donne ancora peggio: si entrava in un mondo ancora maschile e maschilista; doppia fatica, doppio lavoro, dimostrare, dimostrare, dimostrare.
Mentre facevi l’università, capitava di essere in famiglie non esattamente benestanti… che facevano sacrifici per far studiare i figli
.. e li molti dovevano arrotondare… facendo ripetizioni, lavorando nelle biblioteche, come baby sitter, oppure nei call center.
Non esistevano i social.
Arrotondare significava lavorare nel mondo REALE
Era necessaria presenza fisica, capacità di comunicare, di parlare, di scrivere e di interagire con persone di diverso tipo e di tutti i livelli sociali.
Era necessario mettere a frutto le proprie capacità, gli skills acquisiti, le attitudini personali..
Era necessaria costanza e anche un bel po’ di tempo!
Ora non so, forse sto davvero facendo un discorso da “vecchia”, da una che non ha capito come è cambiato il mondo o che, ancora peggio non accetta che sia cambiato così.
La sensazione è che le persone oggi siano abituate o comunque rincorrano a tutti i costi il mito dei soldi facili;
che utilizzino l’alibi del “manca lavoro” per trovarne uno che costi il minor sforzo possibile
che abbiano famiglie che coprono loro le spalle, pagando case, macchine di lusso, scuole costose, abiti costosi, accessori costi, palestre costose, divertimenti di ogni genere e tipo, viaggi in posti che ho visitato solo quando ho iniziato a lavorare 12 ore al giorno…
e poi… di che lavoro parliamo se si tratta di qualcosa basato sull’inganno? basato sulla facilità di acquisire amicizie di persone non sempre consapevoli dei meccanismi sottostanti e quindi facilmente manipolabili?
Che lavoro è un lavoro che si basa sul nulla, diseducativo, che non insegna alcuna professione che non si basa su conoscenze effettive e su esperienze acquisite?
Detto ciò, forse sono INGENUA, ma continuo ad essere un’inguaribile OTTIMISTA.
Continuo a pensare che i social siano davvero dei mezzi potenti che potrebbero cambiare il mondo in meglio, far circolare informazioni, creare opportunità avvicinare le persone.
Continuo a sperare che le nuove generazioni che si stanno affacciando ora a questo universo vasto e tentacolare, riescano davvero a comprenderne le logiche di funzionamento, i tranelli, gli inganni ma anche le incredibili potenzialità
Continuo a sperare che si scardinino certi meccanismi viziosi a favore di meccanismi virtuosi, di maggiore libertà di informazione e di espressione, di possibilità di dialogare con un mondo che non conosciamo, di scambiare idee, di crescere come società civile
Continuo tutto sommato a sperare che i mezzi che al momento sono diventati lo strumento
delle lobbies e dei centri di potere per schiavizzarci, omologarci e renderci sudditi di un sistema perverso mirato a renderci innocui e incapaci di reagire, possano diventare invece un metodo per creare davvero dei network di persone capaci di CAMBIARE qualcosa, di CREARE qualcosa.
Tratto da post condiviso su varie pagine Facebook

giovedì 22 marzo 2018

Rischi del nucleare: disastri senza confini e senza tempo

Quanto tempo ci vuole perché decidiamo di chiudere una volta per tutte le centrali nucleari del pianeta?

Se siete ancora convinti che le centrali nucleari siano sicure, forse è il caso di ripensarci. Un team di ricercatori dell’Università del Sussex, in Inghilterra, e della ETH di Zurigo, credono che un disastro come quelli di Chernobyl e Fukushima possono accadere “prima di quanto immaginiamo”.
Gli scienziati hanno effettuato un’attenta analisi dei 200 incidenti nucleari più gravi degli ultimi decenni. Hanno stimato l’impatto degli incidenti. Hanno valutato la reazione del settore ai disastri. E hanno tratto conclusioni oscure sui potenziali rischi di un nuovo incidente nucleare.
È vero: gli incidenti nelle centrali nucleari sono sostanzialmente calati in termini di frequenza. Ma questo non basta. La diminuzione, infatti, non riguarderebbe eventi disastrosi, ma eventi su scala minore. Secondo i calcoli dei ricercatori, disastri come quello di Chernobyl e Fukushima sono ancora possibili, una o due volte per secolo. Una volta ogni 50 anni, quindi, se va bene. Incidenti sulla falsa riga di quanto accaduto nel 1979 a Three Mile Island, negli Stati Uniti, potrebbero addirittura avvenire ogni 10-20 anni.

Una verità nascosta

Secondo alcune stime, il disastro di Chernobyl continua ancora oggi a produrre danni su ambiente e salute. Inutile ricordare l’impatto devastante di un evento come Fukushima. Eppure, la popolazione mondiale non sembra ancora rendersi conto del pericolo.
Il dottor Spencer Wheatley, l’autore principale dello studio, ha spiegato: “Abbiamo scoperto che il livello di rischio per l’energia nucleare è estremamente elevato. Anche se abbiamo valutato positivamente la risposta del settore agli incidenti di Three Mile Island e Chernobyl, l’intervento non è stato sufficiente a rimuovere la possibilità di disastri estremi come Fukushima. Per rimuovere il rischio, si dovrebbero applicare cambiamenti enormi all’attuale parco reattori, che in genere hanno tecnologie di seconda generazione

Se ancora non abbiamo chiaro il rischio, però, non dipende dalla nostra volontà. Secondo i ricercatori, i dati pubblici diffusi dall’industria nucleare sono stati finora “viziati e palesemente incompleti”. I due studi realizzati da loro, sottolineano, contengono all’incirca tre volte tanto i dati pubblicati dall’industria stessa. Probabilmente, sostengono, questo avviene perché la IAEA (International Atomic Energy Agency), l’agenzia che compila i report sul rischio nucleare, ha un doppio ruolo di regolatrice e promotrice del settore.
I nostri risultati fanno riflettere”, dichiara Benjamin Sovacool, professore dell’Università del Sussex. “Suggeriscono infatti che la metodologia standard utilizzata dalla IAEA per prevedere gli incidenti è problematica. In particolare, quando il focus è sulle conseguenze degli eventi estremi”.

Un nuovo approccio

Per scongiurare ulteriori sottovalutazioni del problema, i ricercatori propongono un nuovo metodo di analisi. Per ogni disastro, infatti, gli studiosi hanno stabilito un costo, in dollari americani. Una cifra indicativa, al cui interno sono considerati: la distruzione di proprietà, il costo dei soccorsi di emergenza, le riparazioni necessarie per l’ambiente, l’evacuazione delle popolazioni, le sanzioni e i costi assicurativi. Ogni decesso, inoltre, è stato ‘contato’ aggiungendo 6 milioni di dollari (è questa la cifra utilizzata dal governo americano per indicare il valore della vita umana).
Una volta raggiunta la cifra finale, i ricercatori hanno stilato una lista di 15 incidenti, dal disastro peggiore a quello più “lieve”. Ecco i primi cinque:
  1. Chernobyl, Ukraine (1986) — 259 mld di dollari
  2. Fukushima, Japan (2011) — $166 mld
  3. Tsuruga, Japan (1995) — $15.5 mld
  4. Three Miles Island, Pennsylvania, USA (1979) — $11 mld
  5. Beloyarsk, USSR (1977) — $3.5 mld

giovedì 15 marzo 2018

Obbligo vaccinale: dal 10 marzo esclusioni da scuola, ma dov'è scritto??

Il 10 marzo è passato. Era la scadenza inserita nella legge 119 sull’obbligo vaccinale e arbitrariamente interpretata da funzionari pubblici e dirigenti scolastici. Molti direttori, infatti, hanno divulgato circolari perentorie avvertendo che, se i bambini non sono stati vaccinati o i loro genitori non riescono a dimostrare di essere sul punto di farlo, non potranno più frequentare i nidi o le materne.
Ma la legge non dice questo (una frase che sarebbe da ripetere come un mantra) la legge non dice questola legge non dice questo, la legge non dice questo (…) Giudicate voi, leggendola QUI.
da google immagini

Per chiarezza vi presento il parere di due giuristi, Laura Migliorini avvocato del Foro di Venezia e Daniele Trabucco, professore e Costituzionalista presso Unimed di Milano.
Nell’agosto 2017 è stato convertito in legge ordinaria dello Stato (119/2017) il decreto 73/2017. Il testo è apparso da subito lacunoso e contraddittorio. Nei successivi mesi ne è seguita una produzione ipertrofica di circolari e altri atti normativi da comprendere. Occorre tener presente che una circolare nasce per chiarire un testo di legge e non per completarlo: una circolare non può introdurre una disciplina non prevista nella legge. 
Il testo stabilisce la data del 10 marzo come termine per consegnare la documentazione sugli obblighi vaccinali. Ma si riferisce all’ipotesi in cui il genitore abbia autocertificato, entro le date del 10 settembre 2017 o del 31 ottobre 2017, le vaccinazioni già eseguite al proprio figlio. 
Significa che la legge riconosce la possibilità, per chi, a inizio scolastico non disponeva del certificato vaccinale, di poter consegnare alla scuola intanto un’autocertificazione con la quale chiarire la situazione vaccinale del proprio figlio.
La data del 10 marzo 2018 rappresenta il termine ‘ultimo’ solamente per chi doveva completare la consegna di questi certificati in base a quanto precisato sopra. 
Va da sé che, laddove un genitore avesse scelto di non vaccinare, per lui non era prevista l’autocertificazione da presentare a inizio anno e neppure l’onere di consegnare altri documenti sullo stato delle vaccinazioni entro il 10 marzo.
Il genitore che ha scelto di non vaccinare, poteva valutare o potrà valutare, al massimo, se sussistono ipotesi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni oppure chiedere infine un appuntamento all’Asl competente per dare inizio all’eventuale iter vaccinale. 
Questo è ciò che si può ricavare da una lettura testuale della legge 119. Null’altro”.
Eppure. Non si contano le circolari ministeriali o dei dirigenti che parlano di “esclusione dai servizi per chi non è in regola con gli adempimenti vaccinali”. Dal comunicato stampa del ministro uscente Lorenzin dell’ 11 marzo che “vieta l’accesso a nidi materne sino a quando i minori non saranno vaccinati”, all’avvertimento – poi ritrattato – della FISM, Federazione scuole materne che il 6 marzo scorso ha addirittura suggerito di segnalare il minore inadempiente “alla locale stazione di pubblica sicurezza” (circ.12/18).
Poi, però, dopo la diffida del Comilva (Coordinamento comitato italiano per la libertà delle vaccinazioni), FISM ha rettificato che “la scuola dovrà attendere le decisioni che l’azienda sanitaria vorrà assumere”.
Insomma, un ginepraio, un gran guazzabuglio, una legge da Azzeccagarbugli interpretata con circolari in modo punitivo e al di fuori della giurisprudenza.
Ci chiediamo: è possibile che un parlamento voti una legge che non prevede le esclusioni e poi una serie fra circolari e comunicati stampa alzi i toni e inviti ad allontanare i bambini non vaccinati dalle scuole? Ricordiamo che le espulsioni non sono previste per malati di Aids e di epatite. Anche chi ha i pidocchi può andare all’asilo purchè rassicuri di aver fatto almeno un trattamento.
Ecco la risposta dei giuristi:
L’interpretazione delle disposizioni normative è prerogativa tipica (sebbene non esclusiva) dell’Autorità giudiziaria. Le circolari, anche quando forniscono una lettura uniforme di un testo legislativo, restano atti interni della Pubblica Amministrazione che esprimono un punto di vista della stessa, non costituendo nè fonti di produzione del diritto, nè atti amministrativi.
La stessa Corte di Cassazione, con sentenza delle sezioni unite n. 23031 del 02 novembre 2007, ha chiarito che la circolare non può varare norme, non può imporre e non può proporre deroghe alla legge.
Del resto, ammettere nelle circolari opinioni interpretative dell’amministrazione con vincoli, equivale a riconoscere all’amministrazione stessa un potere legislativo in conflitto con la Costituzione vigente che lo assegna alle due Camere (art. 70 Cost.) e, in casi particolari, al Governo della Repubblica (art. 76 e art. 77, comma 2 e 3, Cost.).”
Circolari in conflitto con la Costituzione. Circolari in conflitto con il potere legislativo. Se ne deduce che i bambini non vaccinati possono restare all’asilo, anche per la legge 119.

mercoledì 14 marzo 2018

L'esperienza ai confini della morte di Anita Moorjarin

Nel mese di aprile del 2002, i medici fecero ad Anita Moorjarin, una dirigente di successo di origine indiana che lavorava a Hong Kong, una diagnosi medica che cancellò il suo lavoro di successo e cambiò la sua vita. Soffriva del “linfoma di Hodgkin”, un tipo aggressivo di cancro che attacca il sistema linfatico del corpo.Quattro anni dopo, nonostante i trattamenti medici, il cancro di Anita, invece di regredire, avanzò implacabilmente. La donna si muoveva su una sedia a rotelle e aveva bisogno di un serbatoio di ossigeno per respirare e ogni nuovo giorno la sua salute peggiorava. Tanto che nel febbraio 2006 la donna è entrata in coma. I medici, dopo averla esaminata, dissero ai suoi parenti che, con un po ‘di fortuna, aveva circa 36 ore di vita.

In quelle fatidiche ore Anita Moorjarin iniziò a sperimentare quella che è conosciuta come esperienza NDE o pre-morte, cioè, vide se stessa sdraiata quasi senza vita nel letto d’ospedale, circondata da medici, suo marito Danny e la sua defunta madre.
“Ero su una soglia tra coscienza e incoscienza, ma improvvisamente sentivo che il mio spirito non era più nel mio corpo. Mi sentivo davvero bene, ma potevo vedere e sentire come il dottore diceva a Danny: “Il cuore di sua moglie può continuare a battere, ma lei non è più qui. È troppo tardi per salvarla. I suoi organi non funzionano più ed è per questo che è caduta in coma. Non riuscirà a passare la notte. Tutto ciò che gli viene somministrato in questo stato può essere troppo tossico e fatale per il suo corpo, i suoi organi non funzionano nemmeno “.
Anita aggiunge che “mia madre e mio marito sembravano così spaventati che ho detto loro:” non piangere per me, sto bene “: pensavo che stavo dicendo quelle parole ad alta voce, ma nulla è stato udito. Non avevo voce. Volevo abbracciare mia madre e mio marito, confortarli e dirgli che stavo bene, che non sentivo alcun dolore, ma non capivo perché il mio corpo fisico giaceva lì, senza vita e senza energia. Ero ancora cosciente e lucida di ogni dettaglio che si stava svolgendo davanti a me, mentre guardavo l’equipe medica trasportare il mio corpo quasi senza vita nell’unità di terapia intensiva, connettendomi alle macchine e inserendo aghi e tubi. In quel momento non sentivo alcun attaccamento al mio corpo quasi inerte mentre giacevo nel letto d’ospedale. Non sentivo che fosse mio. Sembrava troppo piccolo e insignificante per contenere ciò che stavo vivendo. Mi sentivo libera, libera e magnifica. Ogni dolore, disagio, tristezza e sofferenza erano scomparsi. Ero totalmente priva di tristezza e dolore e non ricordavo di essermi mai sentita così prima.
Poi ho avuto una sensazione simultanea, di attraversare un’altra dimensione e di essere circondata o contenuta da qualcosa che posso solo descrivere come puro amore incondizionato; ma anche la parola amore non le rende giustizia. Era il modo più profondo per dare amore che non avevo mai sperimentato prima. Andava ben oltre qualsiasi forma di affetto fisico che potessi immaginare ed era incondizionato: era mio, non importa quello che avrei mai fatto. Non dovevo fare nulla o comportarmi in un certo modo per meritarla. Questo amore era per me, senza nulla che contasse. Mi sono sentita completamente immersa e rinnovata in questa energia che mi ha fatto sentire come se mi apparteneva lì, come se fosse finalmente arrivata dopo anni di lotta, il dolore, l’ansia e la paura. ”
In quel momento della sua NDE, Anita Marjoorin raccontava di sentirsi connessa a tutto, come se fosse tutto e tutto fosse lei. “È qualcosa di molto difficile da spiegare semplicemente perché le parole giuste non esistono. Molti esseri che erano già morti, incluso mio padre e il mio migliore amico, che era morto di cancro nello stesso anno in cui mi fu diagnosticata la malattia, mi circondarono. Non riconoscevo gli altri esseri, sapevo solo che mi amavano moltissimo e che mi proteggevano. Ho anche sperimentato un’estrema chiarezza del significato della vita, il grande schema delle cose e il motivo per cui ho avuto il cancro. Ho anche capito il dono che è la vita e le incredibili possibilità che noi, come esseri umani, siamo capaci di eseguire durante la nostra vita fisica “.
“Ho scoperto che noi stessi, con il nostro amore, l’atteggiamento e l’energia, abbiamo installato il paradiso o l’inferno sulla terra. Quindi il mio nuovo scopo ora sarebbe di vivere il paradiso in terra usando questa nuova comprensione, e anche di condividere questa conoscenza con le persone. Mi hanno fatto capire che non era il mio momento, che se avessi scelto di rimanere li, non avrei sperimentato molti dei doni che il resto della mia vita fisica aveva ancora per me. Ho anche capito che se avessi scelto di tornare, il mio corpo si sarebbe curato molto rapidamente, perché ho capito che le malattie iniziano a livello energetico prima che diventino fisiche “, ha detto.
Ha aggiunto che “se avessi scelto di tornare in vita, il cancro sarebbe scomparso e il mio corpo fisico si sarebbe ripristinato molto rapidamente. Ho capito che quando le persone hanno cure mediche per le malattie, si cura solo la malattia del loro corpo ma non la loro energia, quindi la malattia ritorna. Ho capito che se fossi tornata in vita, sarei tornata con una nuova energia, più sublime, sana e pura. Mi hanno mostrato che tutto ciò che accade nelle nostre vite dipendeva da questa grande energia che è intorno a noi e creata da noi. Grazie a questo grande amore incondizionato che ho sentito e che mi circondava, mi sono presto sentita molto potente e ho visualizzato un futuro in cui volevo tornare alla vita e superare il cancro in pochi giorni e che, contrariamente a ciò che avevano detto i dottori, avrei vissuto una vita molto lunga. ”
Mentre gli specialisti che si occupavano di Anita e dei loro familiari aspettavano l’inevitabile esito, improvvisamente accadde l’incredibile. Anita si svegliò dal coma, gradualmente riprese coscienza e iniziò a mostrare incoraggianti segnali di ripresa. I Medici, costernati, hanno immediatamente ordinato una serie di biopsie linfonodali e delle ossa del paziente, per valutare i progressi delle cellule tumorali e ordinare un chemioterapico immediato, ma non hanno trovato alcuna traccia della malattia. Anita Maorjorin, come dimostrato dagli esami, non aveva più il cancro.
“La prima volta che ho raggiunto un gruppo di persone dopo aver lasciato l’ospedale, tutti sono rimasti stupiti. Mi guardarono come se avessero visto un fantasma. Non potevano credere a come mi ero ripresa così in fretta, perché ognuno di loro pensava che sarei morta. Poi ho condiviso la mia esperienza e alcuni di loro mi hanno detto in seguito che avevo cambiato la loro vita. ”
Il caso insolito di Anita Marjoorin, che ancora non può essere spiegato dalla scienza medica, ha ispirato un libro scritto da lei stessa chiamato “Dying to be me” (“Sono morta per essere me stessa”), che ha causato un grande impatto nei circoli scientifici e questo è stato tradotto in più lingue.
“Avevo letto casi di Incontri ravvicinati della morte, ma non mi sarei mai aspettata di provarne uno. La mia NDE sembrava totalmente diversa da qualsiasi cosa avessi letto, perché non c’era luce, tunnel, nessuna figura religiosa, e non vedevo tutta la mia vita scorrere davanti ai miei occhi. Non sono mai stata molto religiosa e non credo ancora in nessuna particolare religione, ma l’esperienza che ho vissuto ha rafforzato la mia fede nella spiritualità e la mia fede in una vita dopo questa vita e, soprattutto, nel potere del nostro essere superiore o anima. ”

domenica 11 marzo 2018

Comunicare con intelligenza per non ferire gli altri

da google immagini
Le parole hanno un potere molto forte, non solo possono ferire le persone a cui sono rivolte, ma possono anche rimanere indelebili nel cuore e nell’anima, generando insicurezze e rovinando i rapporti. Siete persone che comunicano in modo negativo? Cercate di contenere i danni e salvate le vostre relazioni interpersonali.
Gli esseri umani sono individui sociali, ciò significa che comunicano tra di loro durante la giornata. Questa comunicazione può avvenire in diverse situazioni, prospettive o stati d’animo e non è sempre facile comunicare in modo sano con chi ci sta attorno.
Può essere che non tutti siano in grado di esprimere idee e sentimenti, di comunicare con il partner oppure, semplicemente, di prestare attenzione nel momento in cui interagiscono con qualcuno. Tutto questo può renderci indesiderabili agli occhi di chi ci circonda. Esistono quattro forme definite di “cattiva comunicazione”:

1. Critiche rivolte agli altri

Va bene alzare la voce quando accade qualcosa che non ci piace o che ci dà fastidio in qualche modo. Il problema sorge, però, quando sembra che perdiamo tempo unicamente a recriminare o accusare quelli che ci circondano. Queste critiche mirano a dimostrare l’inferiorità dell’altro e possono iniziare con:
– “Il fatto è che tu…”
– “Sei…”
– “Dovresti…”
– “Sarebbe meglio che tu…”
– “La tua famiglia, i tuoi amici…”

2. Dichiarazioni universali

Qualsiasi tipo di frase che generalizzi o crei stereotipi sulle persone e i loro atteggiamenti, ad esempio:
– “Tu sempre…”
– “Voi non fate mai…”
– “Sei così…”
– “Passi tutto il tempo a fare…”
– “Di nuovo…”

3. Attenzione negativa verso l’interlocutore senza prestare attenzione al suo problema

In qualunque situazione si presenti ci sono due aspetti da tenere in considerazione: le persone coinvolte e il problema che le riguarda. Quando guardiamo negativamente una persona e non mostriamo interesse verso il vero problema, stiamo costruendo una pessima comunicazione.
Esempio di cattiva comunicazione: “Non fai mai niente! Sei un buono a nulla!”
Esempio di buona comunicazione: “So che sei molto occupato, ma potresti almeno aiutarmi pulendo e riordinando la tua stanza”.

4. Sminuire i sentimenti

Le persone sono sensibili per natura, anche quelle che di solito non mostrano i loro sentimenti. Per questo, sminuire o invalidare i sentimenti può essere un’arma che mette fine a una relazione. Annulliamo i sentimenti quando non riconosciamo le emozioni, quando le minimizziamo, le ignoriamo o le giudichiamo in maniera negativa. Ad esempio:
– “Non mi interessa la tua opinione…”
– “Quello che provi mi lascia totalmente indifferente”
– “Non essere melodrammatico…”
– “Non hai motivo di essere così felice, in realtà non hai fatto niente di speciale…”

L’intelligenza applicata alla comunicazione

Anche se tutti noi siamo individui autosufficienti con grandi capacità e qualità, abbiamo sempre bisogno di ascoltare e di essere ascoltati. Dobbiamo ricordarci che il modo in cui agiamo oggi condiziona il nostro futuro e se feriamo le persone che ci stanno vicino, alla fine si stancheranno, ci eviteranno fino ad allontanarci completamente. Non si tratta di mentire o di adattarsi, ma di comunicare con gli altri in maniera intelligente.


giovedì 8 marzo 2018

Reddito di cittadinanza, ma....





Non c'è lavoro perchè la Troika ha rovinato un paese dalle uova d'oro.

Non si trova lavoro perchè i meccanismi che governano la moneta a debito che ci hanno imposto, uniti ai trattati creati appositamente per imperdire di immettere liquidità sul mercato sufficiente a consentire una ripresa economica, sono stati studiati per farci affondare e per aggredire risparmi, beni e proprietà che noi stessi abbiamo creato col lavoro.
 

 Il paese può crescere solamente attraverso iniezione di liquidità nel sistema. La cosa più semplice del mondo. E' quello che faceva lo Stato prima del tradimento. Immetteva denaro liquido e faceva deficit. Il deficit dello Stato non era debito e nessuno lo doveva rimborsare. Era semplicemente l'indice di crescita e prosperità di una Nazione, la nostra. 

Ora quella immissione spettante agli stati sovrani, è stata ceduta al sistema bancario tecnocratico e assassino che si pone quale creditore di qualsiasi iniezione di liquidità sottomettendo, di fatto, Stati compiacenti, famiglie, imprese e addirittura le stesse banche commerciali che si approvigionano del debito di Stato addebitandosi a loro volta con la Banca di Draghi. (BCE), unica vera emittrice di denaro dal nulla
Si dal nulla, sono creditori di miliardi di Euro con dei semplici click al computer. E il Popolo italiano paga in termini di sofferenza, di esproprio, di privatizzazioni dei gioielli produttivi, di suicidi e ovviamente di mancanza di lavoro. Il quadro di una Ferrari senza carburante.

In questi termini non esistono soluzioni al probema. Sia per i Trattati che la Spa Italia ha sottoscritto in alto tradimento sia per i continui ricatti che siamo costretti a subire per mantenere questo quadro di distruzione in accelerazione. L'unica soluzione è un taglio netto e un calcio nel culo a questi criminali in doppio petto. 

Ecco perchè quando si parla di 

 
a molti che hanno compreso il vero male e i veri mandanti viene ancora più rabbia.

Concettualmente il reddito di cittadinanza sarebe una soluzione meravigliosa per dare impulso alla domanda. Le imprese partirebbero di colpo e il lavoro che verrebbe creato sostituirebbe il reddito di cittadinanza. Certo, a patto che tutto questo ben di Dio, manna di tutti i probemi, lo svolgesse lo Stato esercitando la propria sovranità attraverso l'emissione del circolante necessario.
Sappiamo purtroppo che invece le cose non stanno così. Sarebbe troppo facile fare del bene a tutti senza pagare poi un pesantissimo e definitivo scotto. Sarebbe facile se il mondo fosse dominato dal desiderio di amore, pace e prosperità. Ma è dominato da MASCALZONI senza pietà che attirano le masse con l'esca per finire di metterla al lastrico irrimediabilmente, per sempre (o almeno clo sarà fin tanto il tuto non sarà compreso dai più).

Reperire i fondi necessari per dare il reddito di cittadinanza in queste condizioni di sudditanza significa queste principali cose:
1) Procedi con dei tagli (ipotesi ventilata dai 5 stelle) licenziando personale che esegue lavori definiti initili e quindi togli posti non più rimpiazzabili avendo come conseguenza che comunque il lavoro non si trova
2) Accendi nuove posizioni debitorie per reperire la liquidità necessaria al pagamento del reddito di cittadinanza che ricadranno, inevitabilmente sulla già morente economia di imprese e famiglie. Infatti, in conseguenza dei parametri imposti dagli impostori, non potendo sforare il pareggio di bilancio (MES), saranno costretti ad aumentare l'Iva per compensare questa nuova immissione a debito.
3) Offri dei lavori sottopagati che non puoi rifiiutare pena la decadenza del diritti a recepire il reddito di cittadinanza. Lavoro sottopagato che certamente accetteranno volentieri gli extracomunitari. Questo determinerà un brusco abbassamento del costo del lavoro a vantaggio della fine dei giochi.
Riepilogando, il reddito di cittadinanza posto in termini di assoluta mancanza di ogni forma di sovranità e di immissione liquida sovrana, sarà utilissima ad accelerare la distruzione del comparto imprenditoriale con conseguenze irreparabili. Ciò che loro signori, ipnotizzatori vogliono quanto prima. Quello che per molti è un sogno diverrà molto presto la definitiva condanna.

Finchè gli sprovveduti sosterranno il banco che detta regole e condizioni l'esito del gioco è già determinato. 

L'unica soluzione è alzarsi dal tavolo e smettere di giocare con i bari. 

Ma il tintinnio del denaro è un'esca irrinunciabile.

.... E lo sanno molto bene come siamo fatti.

 Ci hanno ammaestrato loro fin da piccoli.

FONTE:
letto sulla pagina Facebook di Pierangelo Spazzoli (LINK)

mercoledì 7 marzo 2018

La ricerca di un nuovo mondo parte da dentro noi stessi

Tu sei la persona più importante della tua vita e nulla esiste al di fuori di te. 

Tutto ciò che tu vedi nel mondo sei tu a proiettarlo

Ciò che è fuori in realtà e dentro.

“Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte. Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé”.
Tiziano Terzani
 



Uno specchio non riflette una immagine  ma proietta il mondo interiore che c'è in te, quidi asta a noi decidere se soffermarci sule convinzioni preconcette oppure comprendere le leggi dello specchio ed usarle a tuo favore.

PASSO N°1
 Non combattere l’immagine nello specchio e non concentrarti su di essa a lungo. Concentrati invece sul tuo mondo interiore, sul tuo stato di coscienza. E chiediti sempre perché si stiano rispecchiando nel mondo alcune immagini. Il mondo è dentro di te e ti segue come un ombra e non puoi cambiare l’ombra ma soltanto chi la sta riflettendo.
Non pensare che tutto ciò che ti accada sia semplicemente un caso. Quanto piuttosto che è un prodotto di te. Da ora in poi quando accadranno avvenimenti esterni che ti toccano interiormente non agire come hai sempre fatto concentrandoti sull’avvenimento in sé. Ma chiediti quali parti di te stanno producendo quell’evento e cosa puoi fare per migliorare e crescere.
Usa il mondo per conoscerti e non farti invece usare dal mondo. Questo è un primo cambio di paradigma importantissimo che ti chiedo di osservare. Comincia nell’esperienza pratica a lavorare su questo punto. Come avresti agito se ti fosse capitata la stessa nostra esperienza del furto dell’anello? Prima di dare la colpa a qualcuno o qualcosa, fermati ed ascolta te stesso/a. Prendi appunti, scrivi, osserva e trai delle tue leggi interiori. Fai caso ad eventi ricorrenti delle tua esistenza.

PASSO N°2
Non esistono ostacoli esterni a noi. Tutti gli ostacoli che si presentano lungo il cammino sono ostacoli interiori. Essi possono essere frutto di contro intenzioni, di convinzioni sabotanti, forme pensiero oppure emozioni radicate. Non concentrarti sull’ostacolo ma sulla sua origine. Non puoi lavorare direttamente sugli ostacoli rimuovendoli se non hai conosciuto a fondo te stesso. Conosci quali sono le tue convinzioni sabotanti?
Osservi i tuoi pensieri? E quando ricevi un input dall’ambiente ti rendi conto di come reagisce il tuo corpo emozionale? Questo è il tuo mondo sommerso che devi far emergere.
Utilizza l’ostacolo per approfondire la tua conoscenza. Permetti l’emersione del mondo sommerso e sconosciuto. Posso volere fortemente con tutto me stesso qualcosa ma incontrare montagne così elevate da scalare da non permettermi di avvicinarmi alla mete. Ripetiti costantemente: tutto è perfetto, tutto si risolve, è una cosa semplice da risolvere. Fino ad inglobare queste convinzioni.
Quello che inizialmente abbiamo valutato come una sconfitta attraverso la fede si tramuterà in una vittoria. Permettiti di guardare oltre l’ostacolo e concentrati come un laser sulle tue mete. Infine considera gli ostacoli come feed-back.
PASSO N°3
Gli altri non sono altro che lo specchio di noi stessi.. o di alcune parti di noi. Le relazioni servono a capirci a conoscerci meglio, ad integrare le parti sconosciute di noi. Tutte le persone che incontro, il modo in cui si comportano e le sensazioni che io ho sono legate alle parti di me.
Quando avrai un incontro che ti causa insofferenza e fastidio.
1. Fermati ed osservati. Stai nella emozione. Chiediti cosa ti sta
dando fastidio
2. Cerca la caratteristica che ti da fastidio in te stesso/a.
3. Accetteremo quell’aspetto di noi stessi perché ci appartiene
Se invece daremo la colpa agli altri, condanneremo, giudicheremo non faremo altro che dare ancora più forza a quelle parti di noi. Se fuggi da queste parti interiori le troverai sempre in maniera più evidente.
Se noi lasciamo nostra moglie o marito perché non la sopportiamo più per alcune sue caratteristiche bisogna saper che ritroveremo quelle caratteristiche in un altro partner. Perché sono le nostre! Ho dovuto lavorare su di me tantissimo per arrivare ad accettare totalmente rapporti con persone vicine a me.
E queste persone continuavano a presentarsi con regolarità ricordandomi per esempio la mia arroganza o superbia. Ho sanato queste parti di me riconoscendole ed accettandole. Queste persone o sono scomparse dalla mia vita oppure hanno mutato atteggiamento.
7 Passi verso un Nuovo Mondo
Ma questa legge può funzionare anche quando noi proviamo un forte senso di attrazione ed ammirazione verso una persona. Abbiamo bisogno di trascorrere del tempo con essa. Sto parlando di qualcosa che va molto oltre la semplice attrazione fisica, c’è una carica di magnetismo naturale che ci attira verso questa persona e non ci permette facilmente di distaccarcene.
Mi è capitato di recente con un personaggio del mondo dello sviluppo personale che mi ha dato tantissimo. Trascorsi quattro giorni con questa persona in un hotel stando a contatto mattina, pomeriggio e sera e sentivo di non potergli stare distante. Ricordo che vivevo un senso di euforia simile ad una scarica elettrica.. Dobbiamo allora chiederci: quali qualità incarna questa persona che io ho smarrito oppure sto cercando? E proprio lo specchio di quell’individuo potrebbe aiutarci a ritrovarci nella nostra interezza..
Ed ha ricordato a me che alcune sue qualità erano le mie stesse a volte dimenticate o a cui stavo semplicemente ambendo. Mi ha permesso un grandissimo lavoro su di me! Muoviti verso l’interno sempre! Dall’esterno all’interno, parti da fuori per entrare dentro.
PASSO N°4
Se vuoi sapere a che punto ti trovi della tua evoluzione e crescita guardati intorno.. Si, guarda cosa hai nella tua vita: persone, ambienti, affetti, lavoro, figli. Tutto quello che ti circonda è prodotto della tua interiorità e per lo più del tuo mondo subcosciente. E tutto serve a produrre una tua evoluzione.
Non c’è nulla di sbagliato perché tutto è perfetto. Cambia prospettiva pensa alla perfezione di ciò che hai e sentiti grato perché ti sta permettendo di crescere. Guarda la bellezza, esci dal giudizio, accetta incondizionatamente il fluire della vita. Non pensare erroneamente che se avrai qualcos’altro nella tua vita sarai diverso.
Le cose funzionano all’opposto se sarai differente avrai cose diverse. Oggi hai ciò che è giusto e sopportabile per te. Come dice Gregg Braden: “ Quando la vita è più dura, quando ci vengono imposte delle sfide più alte nel campo della salute, dei rapporti umani o della sopravvivenza è perché noi stessi ci siamo creati quelle situazioni solo dopo aver accumulato tutti gli strumenti necessari a tirarcene fuori con grazia”.
Fai caso ad una cosa: nel momento in cui ti metti su un cammino di evoluzione personale e consapevolezza quante cose intorno a te cominciano a mutare forma. Incontri nuove persone, hai diverse risorse a disposizione, cambiano gli ambienti in cui ti puoi esprimere. Il mondo esterno sembra modellarsi sul tuo stato di coscienza. Il dinamismo, il movimento è dall’interno all’esterno.
Ho trascorso periodi lavorativi della mia esistenza terribili. Lavori sottopagati, sfruttato fino al midollo per quattro soldi. Sono caduto persino tra le mani di una setta camuffata da azienda ed ho subito ogni tipo di vessazione psicologica e fisica. Ed in quel periodo ero così immerso nel mio ruolo da vittima da non accorgermi di nulla.
Ero io che producevo quei lavori, ero io che avevo bisogno di produrre quelle esperienze così terribili per maturare e crescere. Erano parti di me quella di aguzzino,vessatore, e sfruttatore. C’era pochissimo amore dentro me e nella mia vita. E non potevo produrre di meglio. Ma era semplicemente perfetto! L’ho capito moltissimi anni dopo.
L’ambiente a noi circostante ci comunica sempre quello che noi siamo ed emettiamo. Il mondo risponde a ciò che siamo e l’avere non è altro che una conseguenza.
PASSO N°5
Occorre imparare a dialogare con lo specchio attraverso l’intenzione esterna come la chiama Vadim Zeland, autore di una serie di pubblicazioni sulla metodologia del Transurfing. Significa approcciare il mondo senza la forza ossessiva della ragione piegandolo a quello che pensiamo sia giusto per noi razionalmente.
Stabiliti i nostri intenti che sono frutto della ragione e dell’anima dobbiamo lasciare il tempo allo specchio di lavorare per noi. Occorre osservare il mondo in maniera saggia, consapevole e con sano distacco. E come scrive in maniera sublime Vadim Zeland:
OCCORRE TOGLIERE LE MANI DALLO SPECCHIO E PERMETTERE AL MONDO DI MUOVERSI IN MANIERA GIUSTA.
Fai caso ad una cosa: nel momento in cui ti metti su un cammino di evoluzione personale e consapevolezza quante cose intorno a te cominciano a mutare forma. Incontri nuove persone, hai diverse risorse a disposizione, cambiano gli ambienti in cui ti puoi esprimere. Il mondo esterno sembra modellarsi sul tuo stato di coscienza. Il dinamismo, il movimento è dall’interno all’esterno.
La ragione forzuta, l’ego vogliono tutto e subito e lo vogliono nella maniera prefigurata. E questo causa una sofferenza notevole e ci allontana dai nostri fini. Ho vissuto personalmente questa fase di passaggio dalla realizzazione della intenzione interna a quella esterna. Ossia dal movente della ragione-ego al movente dell’anima e del cuore.
7 Passi verso un Nuovo Mondo
Nel primo caso i miei fini si allontanavano sempre di più. Più divenivo cocciuto, arrogante ed utilizzavo l’ostinata forza della ragione e maggiori erano le difficoltà. Quando ho compreso che dovevo togliere le mani dallo specchio ed ho lasciato fluire, le cose si sono messe in movimento..
Ho sostituito ad un’ansia costante, ad un senso di insoddisfazione una tranquillità e pace interiore.
Occorre vivere il quadro delle nostre intenzioni ed obiettivi con gioco e leggerezza.
Come scrivo nel mio libro il Momento Quantico bisogna farsi trasportare dalla forza dell’onda fino a riva assecondandone la forza.
Osserviamo e sentiamo i segnali dello specchio e rassicuriamoci rispetto a ciò che si sta realizzando perché ha una sua capacità di autorealizzazione.
Non vedremo subito i risultati delle nostre intenzioni ma se manterremo un focus stabile, fisso, e sicuro produrremo lentamente ed inesorabilmente dei risultati.
Non farti influenzare dalla mancanza di realizzazioni iniziali perché saranno soltanto per un breve periodo impercettibili e poi diverranno travolgenti con il tempo.
Arriverà il tempo del raccolto e sarà estremamente abbondante se avrai ben seminato. Nel frattempo godi del viaggio senza dare troppa importanza ai riscontri del mondo esterno.
PASSO N°6
Le nostre emozioni prevalenti attrarranno emozioni in risonanza. In pratica: se mentiremo, ci mentiranno. Se ci poniamo in risonanza con l’amore, parteciperemo a molto più amore di quello che si possa credere.
Se viviamo con la gioia innata nella nostra vita, troveremo sempre qualcosa che ci dia gioia. Se risuoniamo invece con l’infelicità, per quanto possiamo essere molto ricchi, belli e sani, la nostra esistenza si rivelerà un susseguirsi di eventi infelici, che, come spiegato, attiriamo per risonanza. Se non avremo più rabbia q noi non la vedremo più all’esterno.
Voglio portarti un esempio pratico tratto dalla mia vita. Circa 16 anni fa frequentavo come tirocinante uno studio legale. L’ambiente che frequentavo ed il tipo di attività creavano in me degli attriti fortissimi. Ricordo di aver sviluppato dopo qualche mese diversi fastidi somatici o meglio psico-somatici. Montava in me di giorno in giorno un senso di rifiuto e di grande rabbia.
Ci furono due episodi durante questo arco temporale che mi spaventarono molto. Ebbi due liti per problemi di viabilità in cui io mi limitai a mandare al paese due automobilisti. E questi due mi aggredirono. Uno dei due prese a calci la mia macchina e l’altro mi minacciò con un cric non sto scherzando. Ebbi minacce di morte!
Allora non comprendevo il senso di quei due episodi così vicini uno all’altro. Oggi alla luce della legge dello specchio capisco che quelle due persone non erano altro che la rappresentazione della mia parte rabbiosa, aggressiva al limite del violento.
7 Passi verso un Nuovo Mondo
Avevo incontrato per la legge di risonanza persone che non vedevano l’ora di scaricare anch’esse rabbie represse ed emozioni distruttive ma potevano farlo soltanto incontrando uno come me! Come calamite incontriamo persone e produciamo situazioni sintonizzate sulle stesse onde radio.
Come lavorare su emozioni come queste? Non si tratta di reprimere, o fare finta che non esistano perché altrimenti troveremo da qualche parte lo sfogo di quell’emozioni come accaduto a me. Una volta riconosciuta l’emozione e datole libero sfogo il che non significa come nel caso della rabbia che dobbiamo uccidere qualcuno. Ma darle voce, esprimerla, trovare una strada innocua per farla emergere.
Dovremo in un secondo momento osservarla silenziosamente, senza giudizio ossia senza etichettarla, con un senso di accettazione incondizionata ed amore. Noi sapremo che ci sarà un testimone quando non proveremo più quello che provavamo prima. L’emozione si trasformerà in un senso di pace ed unità.
PASSO N°7
Non ricominciare da capo. Scrissi qualche tempo fa un post che si intitolava Ricomincia da capo e che si rifaceva ad uno splendido film con protagonista Bill Murray. Phil Connors è un insopportabile meteorologo televisivo che, controvoglia, deve recarsi nella piccola città di Punxsutawney - in Pennsylvania - per fare un reportage sulla tradizionale ricorrenza del Giorno della Marmotta.
Qui però rimane intrappolato in un circolo temporale: ogni mattina, alle 06.00 in punto, viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale (I Got You Babe di Sonny & Cher), e da allora la giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente. Gli eventi si ripetono esattamente uguali ogni giorno, e lui ben presto impara a sfruttarli per passare una giornata stravagante, spendere soldi, conquistare donne. Ma ogni tentativo di sedurre la bella collega Rita fallisce invariabilmente.
Alla lunga questa vita ripetitiva lo porta però alla depressione e a tentare continuamente il suicidio,nei modi più strani, ma il giorno dopo si risveglia comunque, sempre nel Giorno della Marmotta. La tua vita è inesorabilmente bloccata nella ripetizione degli stessi accadimenti, nella routine ossessiva. E quelle rare volte che provi ad uscire dal circuito nefasto la tua iniziativa naufraga nel mare delle buone intenzioni.
Sai perché accade questo? Perché ti lasci usare dallo specchio, nel mondo esterno. Credi fortemente che la tua vita sia quella che vedi nello specchio e come un circuito nefasto ripeti sempre gli stessi schemi mentali ed abitudinari.
7 Passi verso un Nuovo Mondo
Come potrai produrre una realtà differente se non sei capace di crearla per primo dentro di te? Non dobbiamo permettere all’ambiente di controllare il nostro interno poiché altrimenti siamo semplicemente immersi nella causa effetto Newtoniana. Noi possiamo avere la forza di creare un destino.
Il cervello può far vivere una esperienza, il corpo cambierà di conseguenza provando la sensazione di aver già vissuto quella esperienza che non ha mai avuto luogo nel reale. In questo modo riusciremo ad uscire dalla trappola della routine. Credo di averti trasmesso dei principi di immediata applicabilità nella tua vita.
In linea generale qualsiasi sia l’area della tua vita tieni in mente un principio di massima: esci dalla mentalità della vittima, dello schiavo e del lamentante. Questa mentalità non farà altro che dare ancora più forza a quello che hai prodotto sino ad oggi. E non ti permetterà a di divenire un costruttore, un creatore. Chiediti sempre in ogni circostanza cosa voglia comunicare su di te quell’evento esterno, a cosa serva, cosa stia a significare.
Ponendoti sempre e comunque queste domande potrai abituarti ad assimilare la legge dello specchio e trasformarla in una attitudine mentale stabile.


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