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martedì 27 marzo 2018

La strategia della distrazione: basta che il presidente della Camera viaggi in bus... ed il gioco è fatto



La strategia della distrazione 
Che bello vedervi tutti a discutere di Fico che prende il bus, Fico che si dimezza lo stipendio e così via.
Sia che elogiate sia che dileggiate Fico, mi scuso per il fatto di non riuscire a unirmi a questo vostro divertimento.
Dopo quasi un decennio di austerity e dopo delle spending review dalle ricadute sociali spaventose, vedo che l'unica cosa che vi scalda il cuore è - ancora! - il tagliare i "costi della politica".
Bene. Allora, guardate questo grafico: in blu, la grandezza del PIL; in rosso, la grandezza dei costi della politica. Potete osservare, cioè, quale rilevanza concreta e reale abbia questo tema che tanto sembra eccitarvi sessualmente.
Dite un po': rispetto al fatto che la politica tenda a focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle stronzate occultando così le questioni più rilevanti, vi è mai venuto il dubbio? si chiama distrazione di massa... 

  La strategia della distrazione. “L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

Commento di Angela Piro:
Ho scritto questo giorni fa: Voglio dirvi una cosa sconvolgente ... i vitalizi, i costi della politica, la corruzione esistono da sempre, anche negli anni ottanta, quando non hanno però impedito che fossimo la quinta potenza economica.
Ora che possa essere eticamente criticabile, come del resto anche i compensi spropositati di altre categorie pubbliche, non vi è dubbio.
Considerato che ridurre drasticamente gli stipendi ai politici potrebbe aumentare la loro corruttibilita' o potrebbe aprire le porte alla politica solo a chi può economicamente permetterselo (solo i ricchi entrerebbero in politica con le conseguenze prevedibili).
Considerato che esiste una sorta di invidia generalizzata poiché ho sentito gente comune lamentarsi persino dellovstipendio dei professori che viene considerato più che adeguato visto le ore lavorate e le ferie usufruite (è un esempio, non è il mio pensiero, ma vi invito a leggere la pericolosità delle convinzioni della gente).
Credo che ad oggi, con la grave crisi economica che vive il nostro paese, con i poveri che aumentano sempre più, con le fabbriche che chiudono il problema della castacriccacorruzione sia il meno grave.
Io preferirei che fossero controllate le loro reali presenze alle sedute, che fossero chieste necessarie e comprovate capacità ; vigilerei sull'operato e non lascerei che facessero i loro comodi.
L’attenzione esagerata ai vitalizi è assolutamente sproporzionata alla dimensione del problema e agli effetti benefici che ne deriverebbero. Un risparmio minimo della spesa sociale.
Restando il problema di ordine etico, bisognerebbe concentrarsi sui problemi reali. 
L'Italia ha iniziato il suo declino con l'introduzione dell'euro e con l'ingresso nella UE.I costi per restare legati ai nostri carnefici sono molto più alti.


FISCAL COMBAT:   Patto_di_bilancio_europeo

Le regole che ci vengono imposte limitano ogni nostra possibilità di azione migliorative.
Se proprio dovete odiare, scegliete di odiare chi davvero ha creato i problemi ed una volta distrutto il mostro possiamo parlare di altro.
Angela Piro

Approfondimenti:

Letture consigliate: 
 La "Psicologia delle folle", edita nel 1895, costituì e costituisce tuttora una vera e propria miniera d'oro per chi vuole comprendere il comportamento della folla. Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l'opera di Le Bon e l'uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura sembra trarre ispirazione dai suoi consigli. "Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità". (Hitler). Perfino Mussolini fu un fervido ammiratore dell'opera dello psicologo francese. "Ho letto tutte le opere di Le Bon - diceva - e non so quante volte abbia riletto la sua 'Psicologia delle folle'. È un'opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno". Il moderno dittatore, secondo Le Bon, deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l'incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni. Ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di esserne capace:
"Nella storia, l'apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà".
Un testo incredibilmente attuale che ogni cittadino, per non divenire 'mera parte di una massa facilmente manovrabile' dovrebbe conoscere.

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