La sciamatura naturale è uno degli eventi piu' amati e odiati allo stesso tempo dagli apicoltori .
Tramite la sciamatura si ha una divisione della famiglia che comporta sia un aumento di famiglie (ovviamente se lo sciame viene recuperato) sia una compromissione di un eventuale raccolto da parte della famiglia di origine.
La sciamatura è un fenomeno naturale grazie al quale si perpetra il mantenimento della specie, è logico quindi, che tutte le famiglie sono soggette a tale evento (anche se vi sono dei rimedi che vedremo in seguito.); esso si manifesta, solitamente, a cavallo della primavera, periodo in cui vi è il massimo raccolto (cosa che aiuterà sia il ceppo che lo sciame a riprendersi): la regina rallenta la deposizione, le celle di fuco sono pronte allo sfarfallamento, la popolazione dell'alveare è numerosissima (60 / 80 mila api), vengono costruite innumerevoli celle reali (vedi foto in alto).
Ci si trova davanti ad una vera e propria "febbre sciamatoria" che comportera' , alla schiusa della prima cella reale la dipartita della vecchia regina assieme ad un cospicuo numero di operaie adulte (in prevalenza bottinatrici); questo gruppetto (si fa per dire : 10 /20 mila api) uscira' in una bella giornata e nelle prime ore del mattino, si fermerà temporaneamente nei pressi dell'apiario, il piu' delle volte su un ramo o tronco poco alto (un paio di metri generalmente) il tempo di questa momentanea permanenza e' soggettivo e va da qualche ora ad anche un paio di giorni , in realta' lo sciame attende solo che le proprie esploratrici tornino con le informazioni per una nuova definitiva dimora .
In questo lasso di tempo piu' o meno lungo, l'apicoltore, puo' intervenire procedendo all'inarniamento: ci si armera' di sega, forbici, portasciame, affumicatore, spazzola, e quant'altro possa essere di ausilio a tale operazione; la caratteristica che si notera' subito, sara' l'estrema docilita' di tali api (cosa che rende tale lavoro anche piacevole, comunque le api sono rimpinzate di nettare e la loro arma: il pungiglione e quasi inoffensiva) in seguito si procedera' usando gli attrezzi utili alla raccolta delle api, che unite le une alle altre in una specie di glomere saranno facilmente manipolabili (ad es.scotendo il ramo dove risiedono dentro il portasciame esse vi cadranno quasi tutte ).
Una volta catturato lo sciame e inserito dentro il portasciame con i fogli cerei lo vi si potra' lasciare anche per una decina di giorni, dopo tale periodo bisognerà inarniarlo, anche perche' il suo sviluppo e' impressionante al punto che in qualche caso avra' coperto gia' l'80% dei telaini messegli a disposizione , ovviamente al travaso si controllera' la covata per essere sicuri del buon andamento della nuova famiglia.
I metodi per evitare la sciamatura sono innumerevoli il piu' sicuro e' la buona conduzione dell'apiario, facendo in modo che la famiglia si sviluppi armoniosamente, concedendo al tempo giusto i melari e, non meno importante, procedendo alla distruzione delle celle reali (cosa non semplice ma attuabile); gli altri metodi sono: sciamatura artificiale, salasso del ceppo, campero etc.

fonte: wikipedia e apicoltura2000